Il mercato dei metalli non ferrosi quotati al London Metal Exchange continua a mostrare un’impostazione costruttiva, con performance prevalentemente positive sia in dollari sia in euro. Pur in un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da incertezze geopolitiche e da una domanda industriale non pienamente omogenea, il comparto evidenzia una maggiore capacità di tenuta rispetto ai mesi precedenti, sostenuto soprattutto dai metalli più legati ai settori dell’elettrificazione, delle infrastrutture e della transizione energetica.
In dollari, il quadro mensile è guidato dallo stagno (+5,81%) e dallo zinco (+5,00%), seguiti dal nickel (+3,83%) e dal rame (+2,48%), mentre l’alluminio rimane sostanzialmente stabile (+0,35%). L’unica eccezione è rappresentata dal piombo (-0,77%), che continua a risentire di una domanda meno dinamica in alcuni comparti industriali.
Anche l’andamento delle ultime settimane conferma un miglioramento del sentiment. Il nickel continua a distinguersi per la forza del recupero, con un progresso del +6,76% nelle ultime tre settimane, mentre rame, stagno e zinco consolidano una crescita costante, segnale di una domanda che, pur senza accelerazioni significative, continua a garantire un buon sostegno ai prezzi.
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 3.200,00 | 0,00% | 0,00% | -7,25% | -8,83% |
| Alluminio | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 3.175,00 | 0,67% | 0,60% | 3,08% | 0,35% |
| Nickel | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 17.205,00 | 2,87% | 4,84% | 6,76% | 3,83% |
| Piombo | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 1.865,50 | 2,44% | 0,78% | 0,78% | -0,77% |
| Rame | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 13.617,00 | 1,82% | 1,55% | 2,40% | 2,48% |
| Stagno | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 53.250,00 | 2,32% | 1,28% | 2,40% | 5,81% |
| Zinco | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 3.633,00 | 2,37% | 0,86% | 2,45% | 5,00% |
Performance Metalli Cash $/ton
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 3.200,00 | 0,00% | 0,00% | -7,25% | -8,83% |
| Alluminio | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 3.175,00 | 0,67% | 0,60% | 3,08% | 0,35% |
| Nickel | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 17.205,00 | 2,87% | 4,84% | 6,76% | 3,83% |
| Piombo | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 1.865,50 | 2,44% | 0,78% | 0,78% | -0,77% |
| Rame | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 13.617,00 | 1,82% | 1,55% | 2,40% | 2,48% |
| Stagno | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 53.250,00 | 2,32% | 1,28% | 2,40% | 5,81% |
| Zinco | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 3.633,00 | 2,37% | 0,86% | 2,45% | 5,00% |
Performance Metalli Cash $/ton
La lettura in euro conferma una crescita diffusa
L’analisi in euro restituisce un quadro sostanzialmente analogo, confermando come il recupero sia sostenuto da fondamentali di mercato più che da semplici effetti valutari.
Lo stagno (+6,04%) si conferma il metallo più performante su base mensile, seguito dallo zinco (+5,22%), dal nickel (+4,05%) e dal rame (+2,70%), mentre l’alluminio mantiene una dinamica più prudente (+0,56%). Anche in questo caso, il piombo (-0,56%) resta l’unico metallo in territorio negativo, evidenziando una domanda ancora debole nei comparti di riferimento.
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2.813,43 | 0,50% | 0,50% | -6,64% | -8,64% |
| Alluminio | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2.791,45 | 1,17% | 1,10% | 3,75% | 0,56% |
| Nickel | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 15.126,60 | 3,39% | 5,37% | 7,46% | 4,05% |
| Piombo | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 1.640,14 | 2,96% | 1,28% | 1,44% | -0,56% |
| Rame | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 11.972,04 | 2,33% | 2,06% | 3,06% | 2,70% |
| Stagno | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 46.817,30 | 2,83% | 1,79% | 3,07% | 6,04% |
| Zinco | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 3.194,13 | 2,88% | 1,36% | 3,12% | 5,22% |
Performance Metalli Cash €/ton
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2.813,43 | 0,50% | 0,50% | -6,64% | -8,64% |
| Alluminio | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2.791,45 | 1,17% | 1,10% | 3,75% | 0,56% |
| Nickel | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 15.126,60 | 3,39% | 5,37% | 7,46% | 4,05% |
| Piombo | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 1.640,14 | 2,96% | 1,28% | 1,44% | -0,56% |
| Rame | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 11.972,04 | 2,33% | 2,06% | 3,06% | 2,70% |
| Stagno | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 46.817,30 | 2,83% | 1,79% | 3,07% | 6,04% |
| Zinco | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 3.194,13 | 2,88% | 1,36% | 3,12% | 5,22% |
Performance Metalli Cash €/ton
Nickel, stagno e zinco guidano il recupero
La distribuzione delle performance evidenzia come il recupero del comparto sia oggi trainato soprattutto da nickel, stagno e zinco.
Il nickel continua a beneficiare di aspettative più favorevoli sulla domanda legata alle batterie e alle leghe speciali, pur restando uno dei metalli più sensibili alla volatilità del mercato. Lo stagno conferma invece la propria solidità grazie a un equilibrio tra disponibilità limitata e domanda proveniente dall’elettronica, mentre lo zinco continua a essere sostenuto dalla stabilizzazione della domanda nei settori della galvanizzazione e delle costruzioni.
Il rame mantiene un andamento più regolare e meno volatile, consolidando i rialzi delle settimane precedenti e confermandosi uno dei principali indicatori del sentiment industriale globale.
Un mercato più solido, ma ancora selettivo
La lettura complessiva dei mercati LME evidenzia un comparto in condizioni migliori rispetto ai mesi precedenti, ma ancora lontano da una fase di crescita generalizzata.
La maggior parte dei metalli mostra infatti una progressione graduale e ordinata, più che un’accelerazione improvvisa, segnale di un mercato sostenuto da fondamentali in miglioramento ma ancora condizionato dall’incertezza macroeconomica e geopolitica.
Nel breve termine, il focus degli operatori resterà concentrato sull’evoluzione della domanda industriale globale, sull’andamento delle politiche monetarie e sulle tensioni lungo le principali filiere produttive. Se questi fattori continueranno a evolvere favorevolmente, il comparto dei metalli non ferrosi potrebbe consolidare il recupero avviato negli ultimi mesi, pur mantenendo una dinamica selettiva tra i diversi metalli.
Rottame siderurgico: la Turchia
riaccende il mercato,
l’Asia resta in affanno
Rottame siderurgico: la Turchia riaccende il mercato, l’Asia resta in affanno
Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato improvvisamente slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie al ritorno deciso delle acciaierie turche sul mercato deep-sea. Dopo una lunga fase di acquisti sporadici e trattative inconcludenti, i produttori del Paese hanno prenotato otto carichi oceanici provenienti da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito, riportando liquidità sulle principali rotte atlantiche.
Il cambio di passo è stato evidente, ma non ancora sufficiente a produrre un rialzo netto delle quotazioni di riferimento. I fornitori hanno rapidamente cercato di aumentare le offerte, mentre le acciaierie turche, una volta coperta parte del fabbisogno immediato, hanno rallentato nuovamente le trattative per verificare la sostenibilità dei nuovi livelli.
Il risultato è un mercato tornato attivo, ma ancora lontano da una tendenza rialzista pienamente consolidata. La domanda turca ha riaperto il commercio, ma non ha eliminato la resistenza dei compratori né le fragilità della domanda siderurgica globale.
Il calo tra fine giugno e inizio luglio ha aperto la finestra per i nuovi acquisti turchi. La quotazione TSI HMS 80:20 CFR Turchia scende da ~397 $/ton a ~373 $/ton in pochi giorni, creando il gap di prezzo che ha reso conveniente il ritorno degli acquisti oceanici della settimana conclusa il 24 luglio.
Il calo tra fine giugno e inizio luglio ha aperto la finestra per i nuovi acquisti turchi. La quotazione
TSI HMS 80:20 CFR Turchia scende da ~397 $/ton a ~373 $/ton in pochi giorni, creando il gap di prezzo
che ha reso conveniente il ritorno degli acquisti oceanici della settimana conclusa il 24 luglio.
Otto carichi riportano la Turchia al centro degli scambi
Le operazioni hanno coinvolto acciaierie situate nelle regioni di Izmir, Iskenderun e Marmara, confermando che il fabbisogno non era limitato a un singolo produttore. Gli acquisti hanno riguardato soprattutto HMS 1&2 nella composizione 80:20, affiancato da rottame triturato e bonus scrap, qualità più dense e caratterizzate da una resa metallurgica superiore.
La partecipazione simultanea delle tre principali aree siderurgiche suggerisce che, durante le settimane di inattività, il sistema turco abbia accumulato una reale necessità di ricostituire le scorte. Le acciaierie possono rinviare gli acquisti soltanto per un periodo limitato: quando il materiale nei piazzali si riduce, il ritorno sul mercato diventa necessario per garantire continuità ai programmi produttivi.
Il volume complessivo delle prenotazioni appare quindi più coerente con una fase di restocking diffuso che con un semplice acquisto opportunistico. Resta però da capire se questa ondata sarà seguita da nuove operazioni o se gli impianti abbiano già coperto gran parte delle esigenze immediate.
Prezzi quasi stabili nonostante il ritorno della domanda
Nonostante l’intensità degli acquisti, gli indici CFR Turchia hanno chiuso la settimana con variazioni limitate. La spiegazione risiede nella rapidità con cui i venditori hanno tentato di trasformare la nuova domanda in un aumento delle quotazioni.
Dopo le prime prenotazioni, i fornitori hanno alzato le richieste per i carichi ancora disponibili. Le acciaierie, tuttavia, non hanno mostrato disponibilità ad accettare automaticamente i nuovi livelli, perché devono continuare a proteggere i margini in un contesto nel quale la domanda di tondo, vergella e semilavorati resta poco prevedibile.
Il mercato si trova quindi in una fase di verifica: i venditori vogliono consolidare un nuovo gradino di prezzo, mentre i compratori cercano di evitare che un breve ciclo di ricostituzione delle scorte si trasformi in un rally della materia prima.
Otto carichi oceanici in una sola settimana: la Turchia riapre il mercato deep-sea dopo mesi di attività sporadica, ma i prezzi CFR non registrano ancora un rialzo netto
Gli Stati Uniti beneficiano della ripresa, ma il premio è nei noli
Gli esportatori della costa orientale statunitense sono stati tra i principali beneficiari del ritorno turco. Nel corso della settimana è stato concluso un quinto carico di HMS 1&2 80:20, a un valore sostanzialmente allineato alle operazioni realizzate dal 21 luglio e moderatamente superiore rispetto a una vendita dei primi giorni del mese.
L’aumento, tuttavia, sembra essere stato determinato soprattutto dal rincaro dei trasporti marittimi e non da una reale rivalutazione del rottame raccolto negli Stati Uniti. Questo elemento è fondamentale: un prezzo CFR più alto non implica necessariamente un miglioramento del valore FOB o dei margini dell’esportatore.
Se il nolo aumenta nella stessa misura del prezzo di vendita, il ricavo netto può restare invariato. Gli operatori devono quindi valutare disponibilità delle navi, carburante, tempi di attesa e competitività delle diverse rotte.
Per gli Stati Uniti, la Turchia resta uno sbocco essenziale, ma la capacità di mantenere elevati i volumi dipenderà dalla continuità della domanda e dalla possibilità di trasferire i costi logistici agli acquirenti.
Il mercato atlantico ritrova un punto di riferimento
Il ritorno della Turchia ha un’importanza che va oltre i singoli carichi conclusi. Il Paese rappresenta il principale mercato mondiale per il rottame destinato ai forni elettrici e le sue transazioni costituiscono un riferimento per esportatori statunitensi, europei, baltici e britannici.
Quando le acciaierie turche restano ferme, i fornitori devono cercare destinazioni alternative o accettare una pressione ribassista. Quando tornano a comprare, il mercato atlantico acquista immediatamente profondità e i commercianti possono difendere con maggiore efficacia i prezzi di raccolta.
La riapertura degli acquisti ha quindi migliorato il sentiment dell’intero bacino, ma il beneficio resterà fragile finché non emergerà una sequenza più regolare di prenotazioni.
Turchia ferma, mercato atlantico in pressione ribassista; Turchia attiva, il bacino atlantico riprende profondità. Un solo compratore fa la differenza per tutto il bacino
Vietnam e Taiwan restano penalizzati dalla domanda debole
Mentre il mercato atlantico ritrovava attività, l’Asia ha continuato a mostrare segnali di debolezza.
In Vietnam, la domanda downstream di prodotti siderurgici è rimasta contenuta e il rallentamento stagionale ha ridotto ulteriormente il fabbisogno delle acciaierie. Le offerte per il rottame giapponese H2 e per i carichi deep-sea HMS 1&2 80:20 sono diminuite, ma il divario tra venditori e compratori è rimasto troppo ampio per favorire una vera ripresa delle transazioni.
Gli acquirenti vietnamiti continuano a muoversi con cautela anche per effetto delle incertezze commerciali e geopolitiche. Se gli impianti non riescono a vendere prodotti finiti con margini soddisfacenti, hanno pochi incentivi ad aumentare gli acquisti di materia prima.
Nonostante la debolezza dei fondamentali locali, la quotazione CFR Vietnam ha accelerato bruscamente da inizio 2026. Il grafico mostra come il livello resti sostenuto a ~410 $/ton non per forza di domanda vietnamita, ma per la traiettoria complessiva del mercato globale del rottame.
Nonostante la debolezza dei fondamentali locali, la quotazione CFR Vietnam ha accelerato bruscamente
da inizio 2026. Il grafico mostra come il livello resti sostenuto a ~410 $/ton non per forza di
domanda vietnamita, ma per la traiettoria complessiva del mercato globale del rottame.
A Taiwan, il quadro è altrettanto fragile. L’indebolimento del nuovo dollaro taiwanese ha aumentato il costo delle importazioni espresse in dollari, mentre la debolezza del settore edilizio ha ridotto il consumo di tondo e vergella.
Anche i tagli ai prezzi domestici del rottame in Giappone hanno esercitato pressione sulle offerte export, rendendo più difficile difendere i precedenti livelli. Cambio sfavorevole, edilizia debole e maggiore disponibilità giapponese continuano quindi a spingere il mercato taiwanese verso il basso.
La quotazione Taiwan disegna un profilo a campana con discesa marcata da fine giugno. Dal picco di ~360 $/ton di metà maggio si è tornati intorno a 328 $/ton a fine luglio, coerentemente con la debolezza strutturale del settore edilizio e con la maggiore pressione delle offerte giapponesi.
La quotazione Taiwan disegna un profilo a campana con discesa marcata da fine giugno. Dal picco
di ~360 $/ton di metà maggio si è tornati intorno a 328 $/ton a fine luglio, coerentemente con la
debolezza strutturale del settore edilizio e con la maggiore pressione delle offerte giapponesi.
L’India riceve offerte più alte, ma i compratori resistono
Il mercato indiano ha mostrato una dinamica differente. Le offerte di rottame triturato e HMS 1&2 80:20 sono aumentate, sostenute sia dal rincaro dei noli sia dalla minore disponibilità di materiale statunitense ed europeo.
La ripresa degli acquisti turchi ha infatti sottratto parte dei volumi esportabili verso l’Asia, offrendo ai fornitori occidentali un’alternativa commerciale più liquida e riducendo la necessità di concedere sconti all’India.
I compratori locali, tuttavia, non hanno seguito il rialzo. La stagione monsonica continua a rallentare edilizia e infrastrutture, comprimendo la domanda di acciaio e inducendo le acciaierie a mantenere un approccio prudente.
A limitare ulteriormente il potere negoziale degli esportatori è la disponibilità domestica di ferro spugnoso. Quando il DRI risulta più conveniente del rottame importato, gli impianti indiani possono modificare il mix di carica e ridurre gli acquisti dall’estero.
Questa flessibilità distingue l’India dalla Turchia e consente ai compratori di attendere più a lungo senza compromettere necessariamente i programmi produttivi.
La quotazione India scivola gradualmente da fine giugno, riflettendo la resistenza dei compratori locali. Dai ~392 $/ton di aprile-maggio ci si porta a ~375 $/ton di fine luglio, con una discesa lenta ma continua che segnala il rifiuto delle acciaierie indiane a inseguire il rialzo delle offerte occidentali.
La quotazione India scivola gradualmente da fine giugno, riflettendo la resistenza dei compratori locali. Dai ~392 $/ton
di aprile-maggio ci si porta a ~375 $/ton di fine luglio, con una discesa lenta ma continua che segnala
il rifiuto delle acciaierie indiane a inseguire il rialzo delle offerte occidentali.
Il divario tra Atlantico e Asia si amplia
Il confronto tra i mercati regionali evidenzia una separazione sempre più netta. La Turchia ha riattivato il commercio oceanico e assorbito materiale da diverse origini, mentre Vietnam, Taiwan e India continuano a essere condizionati da domanda debole, stagionalità e costi elevati.
La ripresa del mercato globale è quindi reale, ma fortemente concentrata sulle rotte atlantiche.
Se le acciaierie turche continueranno a prenotare nuovi carichi, la disponibilità di rottame occidentale destinabile all’Asia potrebbe ridursi ulteriormente. Questo potrebbe mantenere elevate le offerte rivolte a India, Vietnam e Taiwan anche in assenza di un miglioramento della domanda locale, ampliando ancora il divario tra richieste dei venditori e proposte dei compratori.
Turchia, USA, Baltico ed Europa riattivano il commercio; Vietnam, Taiwan e India restano fermi. La ripresa del rottame è reale, ma fortemente atlantica
I noli restano il filo conduttore del mercato
Il costo del trasporto rappresenta la variabile comune a quasi tutte le regioni.
Negli Stati Uniti ha spiegato il premio applicato ai nuovi carichi turchi. In India ha contribuito al rialzo delle offerte. In Vietnam e Taiwan ha rafforzato la cautela degli acquirenti.
I noli possono modificare rapidamente la competitività delle origini e rendere meno conveniente anche un materiale caratterizzato da un prezzo FOB più basso. Per questo, sarà essenziale distinguere tra aumenti generati da una reale rivalutazione del rottame e rincari dovuti esclusivamente alla componente logistica.
La qualità della ripresa dipenderà proprio da questa distinzione: un mercato sostenuto dalla domanda finale sarebbe più solido di uno in cui i prezzi CFR salgono soltanto per effetto dei costi di trasporto.
Noli marittimi — stime costo di trasporto $/FEU
| Tratta | Prezzo | Valuta | Var. % | Rotta | Rilevazione |
| Commodity Evolution Indice Globale Trasporto Container - via mare | 3.853,00 | $ | -3,19% | Global | Settimanale |
Baltic Dry Index |
2.671,00 | $ | -9,76% | Global | Settimanale |
| Indice Globale Trasporto Aereo | 3,00 | $ | 3,45% | Global | Settimanale |
| Da Cina/Asia Orientale a Nord Europa - via mare | 5.740,00 | $ | -1,56% | Suez | Settimanale |
| Dal Nord Europa a Cina/Asia Orientale - via mare | 548,00 | $ | -1,62% | Suez | Settimanale |
| Da Cina/Asia Orientale al Mediterraneo - via mare | 6.852,00 | $ | -4,30% | Suez | Settimanale |
| Dal Mediterraneo a Cina/Asia Orientale - via mare | 675,00 | $ | 0,90% | Suez | Settimanale |
| Da Costa Est del Nord America al Nord Europa - via mare | 532,00 | $ | -0,93% | Atlantic | Settimanale |
| Da Europa del Nord a Nord America Costa Est - via mare | 2.068,00 | $ | -2,27% | Atlantic | Settimanale |
| Da Europa a Sud America Costa Est - via mare | 1.256,00 | $ | -3,16% | Atlantic | Settimanale |
| Da Europa a Sud America Costa Ovest - via mare | 2.469,00 | $ | -0,24% | Atlantic | Settimanale |
| Da Cina/Asia Orientale a Costa Ovest del Nord America - via mare | 7.067,00 | $ | -6,40% | Pacific | Settimanale |
| Da Costa Ovest del Nord America a Cina/Asia Orientale - via mare | 429,00 | $ | 0,70% | Pacific | Settimanale |
| Da Cina/Asia Orientale a Costa orientale del Nord America - via mare | 9.102,00 | $ | -0,42% | Pacific | Settimanale |
| Da Costa Est del Nord America a Cina/Asia Orientale - via mare | 526,00 | $ | -1,31% | Pacific | Settimanale |
| Tratta | Prezzo | Valuta | Var. % | Rotta | Rilevazione |
| Commodity Evolution Indice Globale Trasporto Container - via mare | 3.853,00 | $ | -3,19% | Global | Settimanale |
Baltic Dry Index |
2.671,00 | $ | -9,76% | Global | Settimanale |
| Indice Globale Trasporto Aereo | 3,00 | $ | 3,45% | Global | Settimanale |
| Da Cina/Asia Orientale a Nord Europa - via mare | 5.740,00 | $ | -1,56% | Suez | Settimanale |
| Dal Nord Europa a Cina/Asia Orientale - via mare | 548,00 | $ | -1,62% | Suez | Settimanale |
| Da Cina/Asia Orientale al Mediterraneo - via mare | 6.852,00 | $ | -4,30% | Suez | Settimanale |
| Dal Mediterraneo a Cina/Asia Orientale - via mare | 675,00 | $ | 0,90% | Suez | Settimanale |
| Da Costa Est del Nord America al Nord Europa - via mare | 532,00 | $ | -0,93% | Atlantic | Settimanale |
| Da Europa del Nord a Nord America Costa Est - via mare | 2.068,00 | $ | -2,27% | Atlantic | Settimanale |
| Da Europa a Sud America Costa Est - via mare | 1.256,00 | $ | -3,16% | Atlantic | Settimanale |
| Da Europa a Sud America Costa Ovest - via mare | 2.469,00 | $ | -0,24% | Atlantic | Settimanale |
| Da Cina/Asia Orientale a Costa Ovest del Nord America - via mare | 7.067,00 | $ | -6,40% | Pacific | Settimanale |
| Da Costa Ovest del Nord America a Cina/Asia Orientale - via mare | 429,00 | $ | 0,70% | Pacific | Settimanale |
| Da Cina/Asia Orientale a Costa orientale del Nord America - via mare | 9.102,00 | $ | -0,42% | Pacific | Settimanale |
| Da Costa Est del Nord America a Cina/Asia Orientale - via mare | 526,00 | $ | -1,31% | Pacific | Settimanale |
La domanda di acciaio resta il vero limite
Il ritorno della Turchia ha riattivato il commercio, ma non ha risolto il principale problema del settore: la debolezza della domanda di prodotti siderurgici finiti.
Le acciaierie comprano rottame solo se ritengono di poter trasformare la materia prima e vendere acciaio con margini adeguati. In Turchia, gli acquisti recenti indicano soprattutto la necessità di ricostituire le scorte, non necessariamente l’inizio di una fase espansiva della domanda.
In Asia, il limite è ancora più evidente. Rallentamento stagionale, crisi edilizia, monsone e incertezze commerciali continuano a frenare produzione e acquisti.
Il mercato del rottame può quindi attraversare improvvise fasi di forte attività senza che ciò corrisponda a una ripresa uniforme della siderurgia globale.
Un rimbalzo importante, ma ancora selettivo
La settimana conclusa il 24 luglio ha segnato un netto cambio di passo rispetto alla precedente immobilità del mercato deep-sea. Gli otto carichi acquistati dalla Turchia hanno riportato liquidità, migliorato le opportunità degli esportatori occidentali e ridotto almeno temporaneamente la disponibilità di materiale destinabile ad altre regioni.
La ripresa resta però selettiva. I prezzi non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti è riconducibile ai noli, non al valore intrinseco del rottame.
Nel frattempo, l’Asia continua a muoversi su fondamentali più deboli: Vietnam e Taiwan restano sotto pressione, mentre in India le offerte salgono senza incontrare la disponibilità dei compratori.
La Turchia è quindi tornata al centro del mercato internazionale, ma il recente rimbalzo dovrà essere confermato da nuove prenotazioni, da una domanda siderurgica più solida e da costi logistici compatibili con i margini della filiera.
Fino ad allora, il commercio globale del rottame resterà caratterizzato da forte attività sulle rotte atlantiche e persistente prudenza nei mercati asiatici. •
Le acciaierie comprano rottame solo se possono vendere acciaio con margini adeguati: il ritorno turco è restocking, non ancora ripresa della domanda finale
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pubblicato il 27/07/2026.
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Osservatorio Zinco – Settembre 2026
Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.
Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026
Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.
Osservatorio Zinco – Luglio 2026
Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.
Osservatorio Alluminio – Giugno 2026
Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.
Osservatorio Rame – Maggio 2026
Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.
Osservatorio Acciaio – Aprile 2026
Il mercato europeo dell'acciaio piatto HRC entra nel mese con prezzi sostenuti intorno a 690–700 €/t, ma la solidità è più apparente che reale. Europa, Stati Uniti e Cina mostrano dinamiche differenti, accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall'offerta e dai costi — regolazione, CBAM, carenza di bramme, logistica — non da una vera espansione della domanda. Il modello CESSI di Commodity Evolution segnala un mercato "Very Tight" a 73,0, con margini produttivi BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Sullo sfondo, i metalli non ferrosi LME confermano un ciclo industriale ancora debole, con rame, stagno e zinco in territorio chiaramente negativo su base mensile.
















