Il mercato dei metalli non ferrosi quotati al LME continua a mostrare un’impostazione moderatamente positiva, con performance generalmente in crescita sia in dollari sia in euro. Tuttavia, dietro il recupero dei prezzi emerge un quadro ancora selettivo, dove la forza del rialzo appare più tecnica che strutturale.

Nel comparto in dollari, il movimento più interessante riguarda lo stagno, che si conferma il metallo più dinamico con un progresso del +7,26% su base mensile e un forte +9,55% nelle ultime tre settimane, segnale di una domanda che resta relativamente resiliente nei segmenti legati all’elettronica e ai semiconduttori.

Anche il rame mantiene un’impostazione costruttiva, con un incremento del +5,04% nelle ultime tre settimane e un progresso mensile del +2,38%, confermando un graduale miglioramento del sentiment industriale dopo le forti oscillazioni dei mesi precedenti.

Lo zinco continua a muoversi positivamente (+5,84% a tre settimane), sostenuto da una maggiore stabilità del comparto galvanizzato, mentre il piombo mostra una crescita più regolare e difensiva.

Più debole invece il nickel, che resta il metallo più instabile del comparto. Dopo il forte recupero dei mesi precedenti, il mercato continua a evidenziare una domanda fragile e altamente volatile, con performance mensili quasi piatte e variazioni negative nel medio periodo.

La lettura in euro conferma un mercato ancora selettivo

Anche la lettura in euro conferma un mercato in recupero, ma senza una vera accelerazione strutturale. Lo stagno si conferma ancora una volta il metallo più forte, con un rialzo del +8,35% mensile, mentre il rame mantiene una dinamica positiva ma più contenuta (+3,42%). L’alluminio continua invece a mostrare un comportamento relativamente stabile, con una crescita limitata (+1,59% mensile) che riflette un equilibrio più prudente tra domanda e offerta.

Nel complesso, il rafforzamento osservato nelle ultime settimane appare più evidente nelle dinamiche di breve periodo che nei trend di fondo. Questo suggerisce che il mercato stia attraversando una fase di consolidamento piuttosto che l’inizio di un nuovo ciclo rialzista.

Il mercato dei metalli non ferrosi è in recupero, ma la forza è selettiva: lo stagno guida il rialzo con +9,55% a tre settimane, mentre il nickel resta il principale elemento di debolezza del comparto

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:15 $/ton Cash 3.225,00 0,00% 1,57% 1,57% 2,38%
Alluminio Fixing 14:15 $/ton Cash 3.706,00 1,95% 4,09% 3,40% 0,57%
Nichel Fixing 14:15 $/ton Cash 18.550,00 0,87% -1,80% -3,28% -0,40%
Piombo Fixing 14:15 $/ton Cash 2.006,00 0,55% 1,98% 3,14% 2,66%
Rame Fixing 14:15 $/ton Cash 13.545,00 -0,06% 0,74% 5,04% 2,38%
Stagno Fixing 14:15 $/ton Cash 53.900,00 1,89% -0,02% 9,55% 7,26%
Zinco Fixing 14:15 $/ton Cash 3.544,50 0,50% 3,73% 5,84% 1,71%

Performance Metalli Cash $/ton

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.780,89 0,29% 3,06% 2,91% 3,42%
Alluminio Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 3.195,65 2,25% 5,60% 4,77% 1,59%
Nichel Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 15.995,52 1,17% -0,37% -2,01% 0,61%
Piombo Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 1.729,76 0,85% 3,47% 4,50% 3,70%
Rame Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 11.679,74 0,23% 2,21% 6,43% 3,42%
Stagno Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 46.477,54 2,19% 1,44% 11,00% 8,35%
Zinco Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 3.056,39 0,79% 5,24% 7,23% 2,74%

Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:15 $/ton Cash 3.225,00 0,00% 1,57% 1,57% 2,38%
Alluminio Fixing 14:15 $/ton Cash 3.706,00 1,95% 4,09% 3,40% 0,57%
Nichel Fixing 14:15 $/ton Cash 18.550,00 0,87% -1,80% -3,28% -0,40%
Piombo Fixing 14:15 $/ton Cash 2.006,00 0,55% 1,98% 3,14% 2,66%
Rame Fixing 14:15 $/ton Cash 13.545,00 -0,06% 0,74% 5,04% 2,38%
Stagno Fixing 14:15 $/ton Cash 53.900,00 1,89% -0,02% 9,55% 7,26%
Zinco Fixing 14:15 $/ton Cash 3.544,50 0,50% 3,73% 5,84% 1,71%

Performance Metalli Cash $/ton

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.780,89 0,29% 3,06% 2,91% 3,42%
Alluminio Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 3.195,65 2,25% 5,60% 4,77% 1,59%
Nichel Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 15.995,52 1,17% -0,37% -2,01% 0,61%
Piombo Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 1.729,76 0,85% 3,47% 4,50% 3,70%
Rame Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 11.679,74 0,23% 2,21% 6,43% 3,42%
Stagno Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 46.477,54 2,19% 1,44% 11,00% 8,35%
Zinco Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 3.056,39 0,79% 5,24% 7,23% 2,74%

Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg

Alluminio europeo: la scarsità diventa
il vero driver del mercato

Alluminio europeo: la scarsità diventa il vero driver del mercato

Il mercato europeo dell’alluminio continua a muoversi in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile.

Nelle ultime settimane, il focus degli operatori si è spostato quasi completamente sul tema dell’offerta: disponibilità fisica, affidabilità delle forniture e capacità dell’Europa di attrarre nuove tonnellate in un mercato globale sempre più competitivo.

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno infatti producendo effetti concreti sull’intera filiera dell’alluminio. La riduzione dei flussi provenienti dall’area sta comprimendo l’offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, sostenendo i premi europei nonostante una liquidità non sempre uniforme.

Commodity Evolution ha valutato il premio dell’aluminium P1020A duty-paid Rotterdam a 570–625 $/t, mentre il premio duty-unpaid è salito a 515–535 $/t, confermando come la tensione coinvolga l’intera struttura fisica del mercato.

Premi alluminio P1020A Rotterdam DDP e DDU – storico 2003-2026 – Powered by Commodity Evolution

I premi fisici dell’alluminio P1020A a Rotterdam hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi dieci anni. La divergenza crescente tra duty-paid e duty-unpaid riflette una scarsità che attraversa tutta la struttura del mercato europeo. Scopri i semilavorati in alluminio disponibili nel catalogo Fratelli Carugo.

I premi fisici dell’alluminio P1020A a Rotterdam hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi dieci anni.
La divergenza crescente tra duty-paid e duty-unpaid riflette una scarsità che attraversa
tutta la struttura del mercato europeo. Scopri i semilavorati in alluminio
disponibili nell’offerta di Fratelli Carugo.

Il mercato non teme la domanda, ma la mancanza di metallo

Il punto centrale è che il mercato europeo non appare oggi preoccupato da un eventuale rallentamento della domanda, quanto piuttosto dalla difficoltà di sostituire le unità mancanti. Le forniture mediorientali, storicamente fondamentali per l’Europa, sono diventate meno affidabili a causa di tensioni geopolitiche, criticità logistiche e rallentamenti produttivi e operativi.

Quando una fonte così rilevante si riduce, l’impatto si trasferisce rapidamente sui premi fisici delle regioni importatrici.

L’Europa si trova quindi costretta a competere con Stati Uniti e Asia per attirare nuove tonnellate. E in un contesto in cui i premi restano elevati anche negli altri mercati regionali, il costo di accesso al metallo continua ad aumentare.

Backwardation LME: il mercato si divide sulla gestione degli stock

Uno degli elementi più osservati resta la struttura della curva LME. Lo spread cash-to-three-month dell’alluminio ha mostrato una backwardation vicina ai 72 $/t, dopo aver superato gli 80 $/t nelle settimane precedenti.

La backwardation modifica profondamente il comportamento degli operatori. Detenere metallo fisico diventa infatti più costoso dal punto di vista finanziario, spingendo alcuni trader a liquidare posizioni e ridurre gli stock.

Ma non tutti stanno seguendo la stessa strategia. Una parte del mercato preferisce continuare a trattenere materiale, accettando il costo implicito della backwardation nella convinzione che la scarsità estiva possa sostenere ulteriormente i premi.

Questa divergenza di approccio spiega l’ampiezza dei range osservati sul mercato duty-paid: il prezzo riflette non solo domanda e offerta immediate, ma anche la diversa percezione del rischio tra chi vende oggi e chi preferisce attendere.

Stoccaggio di lingotti di alluminio in magazzino industriale con operatore in fase di inventario

La backwardation spinge gli operatori a una scelta strategica: liquidare le scorte o trattenerle in attesa della scarsità estiva. La gestione degli stock fisici è diventata un fattore decisivo quanto il prezzo LME. Valuta i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

La backwardation spinge gli operatori a una scelta strategica: liquidare le scorte o trattenerle
in attesa della scarsità estiva.
La gestione degli stock fisici è diventata un fattore decisivo
quanto il prezzo LME. Valuta i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

Origini alternative: nessuna soluzione è perfetta

Il vero dilemma per il mercato europeo riguarda la sostituzione delle unità mediorientali. L’Angola sta emergendo come possibile alternativa grazie a materiale duty-free, low-carbon e logisticamente interessante per l’Europa. Tuttavia, l’assenza di registrazione LME limita l’utilizzo presso alcuni consumatori e riduce la flessibilità commerciale.

Anche India e Indonesia vengono considerate possibili fonti alternative, ma entrambe presentano un problema sempre più rilevante: l’elevata intensità carbonica della produzione, spesso basata sul carbone.

In un contesto dominato da CBAM, sostenibilità e tracciabilità emissiva, questo fattore rischia di penalizzare parte dei flussi verso l’Europa.

Canada e Stati Uniti: la competizione si sposta sul premio

Il mercato canadese rappresenta un’altra possibile fonte di approvvigionamento per l’Europa, ma il vero problema è che anche gli Stati Uniti continuano ad assorbire grandi quantità di metallo. Il premio Midwest USA resta infatti elevato, intorno a 115–116 cent/lb, rendendo il mercato nordamericano estremamente competitivo per le unità canadesi.

Questo significa che l’Europa non compete solo con l’Asia, ma anche con gli Stati Uniti, in una vera e propria corsa globale al metallo disponibile.

Anche il Giappone mantiene premi sostenuti, confermando che la tensione sull’alluminio è ormai globale e non limitata al mercato europeo.

Colata di alluminio fuso in fonderia
Nave portacontainer in porto con gru gantry

Da una parte la produzione, dall’altra i flussi internazionali. Il mercato europeo dell’alluminio è oggi costretto a competere globalmente per ogni tonnellata disponibile, con gli Stati Uniti per il metallo canadese e con l’Asia per le origini alternative. Valuta i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

Da una parte la produzione, dall’altra i flussi internazionali. Il mercato europeo dell’alluminio è oggi costretto
a competere globalmente per ogni tonnellata disponibile, con gli Stati Uniti per il metallo canadese e con l’Asia
per le origini alternative. Valuta i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

Replacement cost: il concetto che tiene alti i premi

Uno dei temi più discussi dagli operatori è il replacement cost. Chi vende metallo oggi deve infatti chiedersi a quale prezzo riuscirà a ricomprare nuove unità. E con premi elevati in tutte le principali regioni del mondo, il costo di rimpiazzo resta molto alto.

Questo elemento sta creando una forte disciplina tra i venditori: poca disponibilità a concedere sconti, maggiore cautela nella liquidazione delle scorte, crescente attenzione alla copertura estiva.

È proprio questa logica a impedire una correzione significativa dei premi europei, anche quando alcune transazioni avvengono nella parte bassa del range.

Billet in forte rialzo: la tensione si trasferisce a valle

Un altro segnale chiave arriva dal mercato dei billet 6063. Commodity Evolution ha valutato il North Germany billet premium a 1.150–1.255 $/t e l’Italy billet premium a 1.150–1.250 $/t, entrambi in netto aumento rispetto all’inizio del mese.

Il rialzo dei billet è particolarmente importante perché indica che la tensione si sta trasferendo anche lungo la filiera downstream. Il settore delle estrusioni — fondamentale per edilizia, trasporti e applicazioni industriali — continua infatti ad avere bisogno di materiale trasformabile.

Questo sostiene indirettamente anche il P1020A, aumentando la competizione per il metallo primario disponibile.

Profili estrusi e billet di alluminio: la filiera dei semilavorati

Il rialzo dei billet 6063 conferma che la tensione si sta trasferendo lungo la filiera downstream. Il settore delle estrusioni — fondamentale per edilizia, trasporti e applicazioni industriali — continua ad avere bisogno di materiale trasformabile, sostenendo indirettamente anche il P1020A. Valuta i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

Il rialzo dei billet 6063 conferma che la tensione si sta trasferendo lungo la filiera downstream. Il settore delle estrusioni
— fondamentale per edilizia, trasporti e applicazioni industriali — continua ad avere bisogno di materiale trasformabile,
sostenendo indirettamente anche il P1020A. Valuta i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

Duty-paid e duty-unpaid: due mercati diversi ma ugualmente tesi

La distinzione tra duty-paid e duty-unpaid continua a rappresentare uno degli elementi più caratteristici del mercato europeo. Il materiale duty-paid offre disponibilità immediata per il consumo nell’UE, mentre il duty-unpaid garantisce maggiore flessibilità commerciale e logistica.

Tuttavia, la crescita dei premi in entrambi i segmenti dimostra che la scarsità sta attraversando tutta la struttura del mercato europeo. Non si tratta quindi di una tensione isolata su specifiche categorie di materiale, ma di una riduzione generalizzata della disponibilità fisica.

L’estate resta il principale fattore di rischio

Molti operatori guardano ora ai mesi estivi con crescente cautela. Le forniture mediorientali restano limitate, le alternative non sono semplici da reperire e parte della domanda europea continua a rimanere attiva, soprattutto nei segmenti industriali che necessitano continuità produttiva.

In questo contesto, il mercato potrebbe entrare in una fase in cui non sarà necessaria una forte crescita della domanda per sostenere ulteriormente i premi: sarà sufficiente che l’offerta resti corta.

L’Europa deve competere per ogni tonnellata

Il messaggio che emerge dal mercato è chiaro: i premi europei dell’alluminio non sono sostenuti da euforia speculativa, ma da scarsità reale. L’Europa si trova oggi costretta a competere globalmente per ogni tonnellata disponibile: con gli Stati Uniti per il metallo canadese, con l’Asia per le origini alternative, con i vincoli logistici e geopolitici che limitano il Medio Oriente.

In questo scenario, disponibilità fisica, affidabilità delle consegne e replacement cost stanno diventando più importanti del semplice prezzo LME.

Ed è proprio questa scarsità strutturale, più che la forza della domanda, a continuare a sostenere i premi europei dell’alluminio.

Alluminio LME: il mercato punta ai massimi
ma la volatilità resta elevata

Alluminio LME: il mercato punta ai massimi ma la volatilità resta elevata

L’alluminio LME a 3 mesi si presenta all’inizio di giugno 2026 in una configurazione tecnica particolarmente interessante. Dopo mesi caratterizzati da una progressiva costruzione rialzista, il mercato è tornato a muoversi vicino ai massimi recenti, con quotazioni in area 3.700 $/t.

Il grafico evidenzia chiaramente una struttura ancora impostata al rialzo: sequenza di massimi e minimi crescenti, media mobile di breve periodo in continua funzione di supporto, momentum tornato positivo dopo la fase di consolidamento di maggio.

Tuttavia, dietro questa apparente solidità, il mercato continua a muoversi in un equilibrio delicato, fortemente influenzato dalle tensioni sull’offerta globale.

La forza del mercato nasce dalla scarsità

Il rally dell’alluminio non appare guidato da una domanda eccezionalmente forte, ma soprattutto da una crescente percezione di scarsità fisica. Le tensioni in Medio Oriente, le difficoltà logistiche e la ridotta disponibilità di unità primarie stanno infatti comprimendo l’offerta globale, sostenendo sia i prezzi LME sia i premi fisici regionali.

In Europa, il mercato continua a essere sostenuto da forniture mediorientali meno affidabili, da elevati costi di replacement e dalla competizione globale per le tonnellate disponibili. Questo contesto crea un mercato in cui ogni riduzione dell’offerta produce effetti amplificati sui prezzi.

La struttura tecnica resta rialzista

Dal punto di vista tecnico, il quadro rimane costruttivo. Dopo la fase di correzione osservata tra aprile e maggio, il mercato ha progressivamente recuperato forza, riportandosi sopra le principali aree di supporto dinamico.

Particolarmente interessante è il comportamento del momentum: l’indicatore inferiore mostra una nuova rotazione positiva, l’istogramma è tornato in territorio rialzista e la pressione venditrice si è progressivamente ridotta. Questo suggerisce che il mercato stia tentando una nuova accelerazione verso i massimi annuali.

Trading floor con quotazioni dei mercati sui monitor
Stoccaggio industriale di lingotti di alluminio in magazzino

Schermi e tonnellate: due facce dello stesso mercato. Il prezzo LME riflette il valore del metallo, ma è la disponibilità fisica nei magazzini europei a dettare i premi e a definire i livelli tecnici delle prossime settimane. Valuta i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

Schermi e tonnellate: due facce dello stesso mercato. Il prezzo LME riflette il valore del metallo,
ma è la disponibilità fisica nei magazzini europei a dettare i premi e a definire i livelli tecnici
delle prossime settimane. Valuta i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

I livelli chiave per giugno 2026

Per il mese di giugno, il mercato dell’alluminio ruoterà attorno ad alcune soglie tecniche decisive. Il range atteso si colloca tra 3.550 e 3.800 $/t, con il mercato ancora sostenuto da scarsità e premi elevati e una volatilità elevata ma trend complessivamente positivo.

Giugno sarà un mese decisivo

Il mese di giugno potrebbe rappresentare un passaggio chiave per il mercato dell’alluminio. Se le tensioni sull’offerta dovessero persistere e la disponibilità fisica restare limitata, il mercato avrebbe spazio per tentare un attacco all’area psicologica dei 4.000 $/t.

Tuttavia, il rally resta vulnerabile alla debolezza della domanda globale, alla volatilità macroeconomica e all’evoluzione geopolitica.

Il messaggio che emerge dal mercato è comunque chiaro: l’alluminio continua a essere sostenuto più dalla scarsità che dall’euforia della domanda. Ed è proprio questa combinazione di offerta corta e replacement cost elevato che potrebbe continuare a mantenere i prezzi su livelli storicamente alti anche nel corso dell’estate 2026.

Alluminio LME 3 mesi $/ton – candlestick con momentum dicembre 2025–giugno 2026 – Powered by Commodity Evolution

L’alluminio LME a 3 mesi si muove in area 3.700 $/t con una struttura tecnica ancora rialzista. Il momentum conferma una nuova rotazione positiva dopo la fase di consolidamento di maggio. Scopri i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

L’alluminio LME a 3 mesi si muove in area 3.700 $/t con una struttura tecnica ancora rialzista. Il momentum
conferma una nuova rotazione positiva dopo la fase di consolidamento di maggio. Scopri i
semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

L’alluminio LME cash espresso in euro/tonnellata continua a mostrare una struttura estremamente solida, con quotazioni ormai stabilmente sopra area 3.100 €/t e nuovi massimi relativi raggiunti nella seconda metà di maggio 2026.

Il grafico evidenzia chiaramente come il mercato abbia costruito negli ultimi mesi un trend rialzista progressivo e relativamente ordinato, caratterizzato da massimi e minimi crescenti, fasi di consolidamento brevi e rapidi recuperi dopo ogni correzione.

Dopo la forte accelerazione osservata tra marzo e aprile, il mercato ha attraversato una fase di lateralità ad alta volatilità, prima di tornare ad attaccare i massimi in area 3.200 €/t.

La forza dell’euro non ha fermato il rally

Uno degli elementi più interessanti è che il rialzo dei prezzi in euro si sta verificando nonostante una valuta europea relativamente più forte rispetto ai mesi precedenti. Questo significa che il supporto del mercato non deriva solo dal cambio, ma soprattutto da scarsità fisica, premi elevati, costi di replacement ancora molto alti e tensioni persistenti sull’offerta globale.

In altre parole, il mercato europeo continua a pagare la difficoltà di reperire metallo disponibile, soprattutto nel comparto primario.

La struttura tecnica resta costruttiva

Dal punto di vista grafico, il trend rimane chiaramente rialzista. La correzione di fine aprile non ha compromesso la struttura del mercato, che ha rapidamente ritrovato forza tornando sopra l’area psicologica dei 3.000 €/t e i principali supporti dinamici di breve periodo.

Particolarmente importante è la capacità del mercato di mantenersi stabilmente sopra i precedenti livelli di breakout, trasformando vecchie resistenze in nuove aree di supporto. Questo comportamento è tipico dei mercati ancora dominati da una forte tensione lato offerta.

I target per giugno 2026

Per il mese di giugno, il mercato dell’alluminio cash in euro potrebbe muoversi secondo lo scenario principale con un range atteso tra 3.050 e 3.250 €/t, mercato ancora sostenuto da scarsità fisica e premi elevati, volatilità moderata ma struttura positiva.

Un mercato forte, ma ancora fragile

Nonostante il trend rialzista, il mercato resta esposto a una forte volatilità. La domanda europea non appare euforica, ma sufficientemente attiva da mantenere il sistema sotto pressione in un contesto di offerta limitata.

L’alluminio non sta salendo perché la domanda esplode, ma perché il mercato teme di non trovare abbastanza metallo disponibile nei prossimi mesi. Finché le forniture mediorientali resteranno incerte, i premi globali rimarranno elevati e il replacement cost continuerà a crescere, i prezzi europei dell’alluminio potranno mantenersi su livelli storicamente molto alti.

Per giugno, il mercato continuerà quindi a muoversi in equilibrio tra due forze: da un lato la scarsità strutturale dell’offerta, dall’altro una domanda ancora moderata ma sufficiente a sostenere la tensione del sistema.

Alluminio LME cash €/ton – andamento lineare dicembre 2025–maggio 2026 – Powered by Commodity Evolution

L’alluminio LME cash in euro ha costruito un trend rialzista progressivo da dicembre 2025, con nuovi massimi in area 3.200 €/t a fine maggio 2026. La struttura del mercato resta positiva nonostante la forza dell’euro. Scopri i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

L’alluminio LME cash in euro ha costruito un trend rialzista progressivo da dicembre 2025, con nuovi massimi
in area 3.200 €/t a fine maggio 2026.
La struttura del mercato resta positiva nonostante
la forza dell’euro. Scopri i semilavorati in alluminio nell’offerta Fratelli Carugo.

Ed è proprio questa scarsità strutturale, più che la forza della domanda, a continuare a sostenere i prezzi europei dell’alluminio. •

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Articolo a cura di commodityevolution.com,
pubblicato il 26/05/2026.

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Osservatorio Zinco – Settembre 2026

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Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026

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Osservatorio Zinco – Luglio 2026

Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.

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Osservatorio Alluminio – Giugno 2026

Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.

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Osservatorio Rame – Maggio 2026

Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.

  • Vista notturna di un porto commerciale internazionale con nave portacontainer illuminata e gru di carico

Osservatorio Acciaio – Aprile 2026

Il mercato europeo dell'acciaio piatto HRC entra nel mese con prezzi sostenuti intorno a 690–700 €/t, ma la solidità è più apparente che reale. Europa, Stati Uniti e Cina mostrano dinamiche differenti, accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall'offerta e dai costi — regolazione, CBAM, carenza di bramme, logistica — non da una vera espansione della domanda. Il modello CESSI di Commodity Evolution segnala un mercato "Very Tight" a 73,0, con margini produttivi BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Sullo sfondo, i metalli non ferrosi LME confermano un ciclo industriale ancora debole, con rame, stagno e zinco in territorio chiaramente negativo su base mensile.