L’avvio di aprile segna un cambio di tono per i metalli non ferrosi quotati al LME, con un recupero generalizzato dei prezzi sia in dollari che in euro. Dopo le settimane di debolezza osservate nel periodo precedente, il comparto mostra ora segnali di rafforzamento nel breve e medio termine, anche se con intensità differenti tra i vari metalli.

In dollari, il movimento appare particolarmente solido. Il nichel guida il rialzo con una performance mensile del +13,12%, seguito da rame (+8,86%) e zinco (+8,97%), tutti segnali di una ritrovata reattività del comparto industriale. Anche lo stagno mostra un recupero significativo (+7,36%), mentre l’alluminio si muove in modo più graduale (+5,17%), confermando una dinamica più stabile rispetto agli altri metalli.

Nel breve periodo, le variazioni settimanali confermano il trend positivo: il nichel registra un forte +7,20%, mentre il resto del comparto si muove con incrementi più contenuti ma diffusi, segnale di un mercato che sta ritrovando slancio.

Euro: il recupero si consolida e si amplia

La lettura in euro rafforza ulteriormente questo scenario. L’effetto cambio contribuisce ad amplificare alcune dinamiche, ma non altera il quadro di fondo: il rialzo è coerente e trasversale.

Il nichel si conferma il metallo più performante anche in valuta europea (+10,69% mensile), seguito da zinco (+6,63%) e rame (+6,52%). Anche lo stagno mantiene un buon ritmo (+5,06%), mentre l’alluminio evidenzia un recupero più contenuto (+2,91%), coerente con la sua natura più difensiva.

Un segnale di ripartenza, ma ancora da confermare

Il messaggio complessivo è chiaro: il comparto dei metalli non ferrosi sta attraversando una fase di rimbalzo tecnico e ciclico, con segnali di rafforzamento diffusi su tutte le principali commodity.

Tuttavia, la natura di questo movimento resta da interpretare con cautela. La forza del nichel e del rame suggerisce un possibile miglioramento delle aspettative industriali, ma la dinamica ancora moderata dell’alluminio indica che la domanda non è ancora pienamente consolidata.

In questo contesto, il recupero in atto rappresenta un primo segnale positivo, ma non ancora una conferma definitiva di inversione del ciclo. Il mercato resta quindi in una fase di transizione, in cui il rimbalzo dei prezzi dovrà essere supportato da una reale ripresa della domanda per potersi consolidare.

Rimbalzo diffuso per i metalli non ferrosi, con nichel e rame in testa: segnali incoraggianti per chi gestisce approvvigio-namenti, ma la domanda reale deve ancora confermare la svolta.

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:15 $/ton Cash 3.175,00 2,42% 5,83% 9,48% 9,48%
Alluminio Fixing 14:15 $/ton Cash 3.662,00 2,01% -0,10% 4,48% 5,17%
Nichel Fixing 14:15 $/ton Cash 19.275,00 7,20% 10,21% 12,95% 13,12%
Piombo Fixing 14:15 $/ton Cash 1.939,00 0,34% 2,86% 2,43% 3,52%
Rame Fixing 14:15 $/ton Cash 13.212,00 0,37% 3,05% 8,77% 8,86%
Stagno Fixing 14:15 $/ton Cash 50.300,00 0,10% 5,44% 11,16% 7,36%
Zinco Fixing 14:15 $/ton Cash 3.444,50 0,42% 4,24% 6,48% 8,97%

Performance Metalli Cash $/ton

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.704,43 2,65% 5,33% 7,39% 7,13%
Alluminio Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 3.119,25 2,24% -0,57% 2,49% 2,91%
Nichel Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 16.418,23 7,45% 9,68% 10,80% 10,69%
Piombo Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 1.651,62 0,57% 2,37% 0,48% 1,30%
Rame Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 11.253,83 0,60% 2,56% 6,69% 6,52%
Stagno Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 42.844,97 0,33% 4,94% 9,04% 5,06%
Zinco Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.933,99 0,65% 3,74% 4,44% 6,63%

Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:15 $/ton Cash 3.175,00 2,42% 5,83% 9,48% 9,48%
Alluminio Fixing 14:15 $/ton Cash 3.662,00 2,01% -0,10% 4,48% 5,17%
Nichel Fixing 14:15 $/ton Cash 19.275,00 7,20% 10,21% 12,95% 13,12%
Piombo Fixing 14:15 $/ton Cash 1.939,00 0,34% 2,86% 2,43% 3,52%
Rame Fixing 14:15 $/ton Cash 13.212,00 0,37% 3,05% 8,77% 8,86%
Stagno Fixing 14:15 $/ton Cash 50.300,00 0,10% 5,44% 11,16% 7,36%
Zinco Fixing 14:15 $/ton Cash 3.444,50 0,42% 4,24% 6,48% 8,97%

Performance Metalli Cash $/ton

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.704,43 2,65% 5,33% 7,39% 7,13%
Alluminio Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 3.119,25 2,24% -0,57% 2,49% 2,91%
Nichel Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 16.418,23 7,45% 9,68% 10,80% 10,69%
Piombo Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 1.651,62 0,57% 2,37% 0,48% 1,30%
Rame Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 11.253,83 0,60% 2,56% 6,69% 6,52%
Stagno Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 42.844,97 0,33% 4,94% 9,04% 5,06%
Zinco Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.933,99 0,65% 3,74% 4,44% 6,63%

Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg

Cava mineraria a cielo aperto per l'estrazione di rame

L’offerta globale di rame nasce da miniere concentrate in pochi paesi. Cile, Repubblica Democratica del Congo e Perù controllano la quota maggiore della produzione mondiale, rendendo il mercato strutturalmente vulnerabile a shock regionali su logistica, energia e disponibilità di acido solforico.

L’offerta globale di rame nasce da miniere concentrate in pochi paesi. Cile, Repubblica Democratica del Congo
e Perù controllano la quota maggiore della produzione mondiale, rendendo il mercato strutturalmente
vulnerabile a shock regionali su logistica, energia e disponibilità di acido solforico.

Rame: un mercato sempre più complesso
tra vincoli e fragilità

Rame: un mercato sempre più complesso tra vincoli e fragilità

Il mercato globale del rame sta entrando in una fase decisamente più complessa, in cui le tradizionali logiche di domanda e offerta non sono più sufficienti a spiegare i movimenti di prezzo.

Le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi energetici e l’incertezza macroeconomica stanno infatti ridefinendo gli equilibri dell’intera filiera, creando un contesto in cui convivono rischi crescenti lato offerta e una domanda ancora fragile.

Il risultato è un mercato difficile da leggere, dove i segnali risultano spesso contrastanti e la direzione meno prevedibile rispetto al passato.

Il nodo dell’acido solforico e la pressione sulla produzione

Uno degli elementi più critici emerge sul lato produttivo, in particolare per il segmento SX-EW. In paesi chiave come Cile e Repubblica Democratica del Congo, il vero vincolo non è più solo il costo, ma la disponibilità stessa dell’acido solforico, componente essenziale per il processo estrattivo.

La criticità nasce a monte: le forniture di zolfo, da cui deriva l’acido, sono state colpite da interruzioni logistiche nel Medio Oriente, generando un effetto a catena lungo tutta la filiera.

Nel breve termine, molti operatori riescono ancora a mantenere i livelli produttivi grazie alle scorte, ma il quadro resta fragile: la sostenibilità dell’offerta nel medio periodo è sempre più incerta.

Offerta sotto pressione per la carenza di acido solforico, domanda opportunistica e segnali contraddittori: il rame è oggi il metallo più difficile da leggere per chi gestisce approvvigio-namenti

Andamento prezzi acido solforico 78%-80% Europa in dollari/ton — 2017/2026

Acido solforico in Europa: da 250 a oltre 580 $/ton in nove anni, con un’accelerazione marcata dal 2025. Il suo andamento è diventato un indicatore anticipatore della tensione nel mercato del rame, riflettendo le interruzioni logistiche nel Medio Oriente e il ridimensionamento delle esportazioni cinesi.

Acido solforico in Europa: da 250 a oltre 580 $/ton in nove anni, con un’accelerazione marcata dal 2025. Il suo andamento
è diventato un indicatore anticipatore della tensione nel mercato del rame, riflettendo le interruzioni logistiche
nel Medio Oriente e il ridimensionamento delle esportazioni cinesi.

Golfo Persico: un rischio sistemico per l’offerta

A rendere il quadro ancora più delicato è la forte concentrazione geografica dell’offerta di zolfo. Il Golfo Persico rappresenta circa un quarto della produzione globale, rendendo il sistema particolarmente esposto a shock regionali.

In questo contesto, il mercato dell’acido solforico sta assumendo un ruolo sempre più centrale, diventando un indicatore anticipatore della tensione nel settore del rame, talvolta persino più rilevante dei fondamentali tradizionali.

Cina: un equilibrio sempre più instabile

Le dinamiche cinesi contribuiscono ad aumentare ulteriormente l’incertezza. Negli ultimi anni, la Cina ha assunto un ruolo chiave come esportatore di acido solforico, ma i primi segnali del 2026 indicano un possibile cambio di strategia.

Il calo delle esportazioni suggerisce infatti una crescente attenzione alla sicurezza dell’approvvigionamento interno, con il rischio di ridurre la disponibilità globale. Questo fattore potrebbe amplificare la pressione sulle forniture, rendendo il mercato ancora più instabile e dipendente da decisioni politiche.

Treatment charges negativi: il segnale di un mercato distorto

Le tensioni lato offerta si riflettono chiaramente anche nel mercato dei concentrati. I treatment charges sono scesi in territorio negativo, indicando uno squilibrio profondo tra capacità di fusione e disponibilità di materia prima.

In questo scenario, sono le fonderie a pagare per assicurarsi il concentrato, ribaltando la dinamica tradizionale del mercato.

L’aumento dei prezzi dell’acido solforico sta parzialmente compensando questa pressione, ma crea una dipendenza crescente da un fattore esterno e volatile, aumentando i rischi nel medio termine.

Quando i treatment charges scendono in territorio negativo e il Golfo Persico detta i ritmi dell’acido solforico, il mercato del rame smette di seguire i fondamentali tradizionali e inizia a dipendere dalla geopolitica

Impianto di produzione acido solforico: stabilimento chimico industriale
Nave portacontainer in porto: logistica marittima e commercio internazionale

Acido solforico e logistica marittima: i due colli di bottiglia che stringono l’offerta globale di rame. Le interruzioni nelle forniture di zolfo dal Medio Oriente e i costi elevati sulle rotte marittime comprimono la produzione SX-EW e rallentano i flussi fisici, rendendo la pianificazione degli approvvigionamenti in rame e leghe non ferrose sempre più complessa.

Acido solforico e logistica marittima: i due colli di bottiglia che stringono l’offerta globale di rame. Le interruzioni
nelle forniture di zolfo dal Medio Oriente e i costi elevati sulle rotte marittime comprimono la produzione SX-EW e
rallentano i flussi fisici, rendendo la pianificazione degli approvvigionamenti in rame e
leghe non ferrose
sempre più complessa.

Energia e logistica: pressione diffusa su tutta la filiera

Parallelamente, i costi energetici continuano a rappresentare un driver trasversale. L’aumento dei prezzi di petrolio, diesel e trasporti sta incidendo su ogni fase della catena del valore.

Le conseguenze sono evidenti:

  • costi di produzione più elevati;
  • logistica più lenta e costosa;
  • margini sotto pressione.

In molte aree minerarie, il ruolo del diesel è particolarmente critico, amplificando l’impatto complessivo sui costi.

Domanda globale: debole e altamente sensibile ai prezzi

Se il lato dell’offerta appare fragile, quello della domanda non offre maggiore stabilità. Il rallentamento economico globale e le tensioni geopolitiche stanno riducendo la visibilità e la fiducia degli operatori.

In Asia, e soprattutto in Cina, emerge una dinamica molto chiara: la domanda è estremamente reattiva ai prezzi.

  • prezzi in calo → acquisti in ripresa;
  • prezzi in aumento → domanda che si ritrae rapidamente.

Questo comportamento evidenzia una domanda opportunistica, più che strutturalmente solida.

Premi fisici e segnali regionali

Le dinamiche della domanda si riflettono anche nei premi fisici:

  • stabilità a Shanghai, segnale di un equilibrio precario;
  • calo marcato nel Sud-est asiatico, dove la domanda finale resta debole.

In alcuni casi, gli operatori stanno addirittura posticipando le spedizioni, evidenziando un contesto di consumo ancora incerto.

Costi energetici in salita, logistica più cara e una domanda che compra solo quando i prezzi scendono: per il rame, offerta fragile e domanda opportunistica si incontrano nel peggior momento possibile

Premi fisici rame catodo Cina — Shanghai e Yangshan in dollari/ton 2021–2026

I premi fisici del rame in Cina raccontano una domanda opportunistica e volatile. Dopo i picchi del 2023, i premi si sono normalizzati su livelli più contenuti, con Shanghai in equilibrio precario e segnali di debolezza nel Sud-est asiatico che confermano una domanda ancora price-sensitive.

I premi fisici del rame in Cina raccontano una domanda opportunistica e volatile. Dopo i picchi del 2023, i premi
si sono normalizzati su livelli più contenuti, con Shanghai in equilibrio precario e segnali di debolezza
nel Sud-est asiatico che confermano una domanda ancora price-sensitive.

Rame: tra rimbalzo tecnico e fragilità strutturale

Dopo settimane caratterizzate da elevata volatilità, il rame LME a 3 mesi si sta muovendo in una fase di consolidamento sopra area 13.000 $/t, con una chiusura recente intorno a 13.155 $/t.

Il grafico evidenzia chiaramente come, dopo il forte ribasso registrato tra fine marzo e inizio aprile, il mercato abbia reagito con un rimbalzo tecnico ben strutturato, riportandosi rapidamente verso i livelli precedenti.

Tuttavia, questo recupero si inserisce in un contesto che resta tutt’altro che lineare.

Struttura tecnica: recupero in atto ma senza breakout

Dal punto di vista tecnico, il movimento degli ultimi giorni mostra:

  • un recupero sopra la media mobile di breve periodo;
  • un miglioramento del momentum (come evidenziato dall’indicatore inferiore);
  • un ritorno in area di resistenza chiave.

L’area compresa tra 13.200 e 13.500 $/t rappresenta infatti una zona critica, già testata più volte negli ultimi mesi senza una rottura definitiva.

La mancata accelerazione sopra questi livelli suggerisce che il mercato stia entrando in una fase di lateralità ad alta tensione, piuttosto che in un nuovo trend rialzista strutturale.

Rame LME 3 mesi $/ton — analisi tecnica con candlestick e indicatore momentum ottobre 2025/maggio 2026

Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Il momentum in ripresa suggerisce un rimbalzo tecnico strutturato, non ancora l’inizio di un nuovo ciclo rialzista.

Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave
a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata.
Il momentum in ripresa suggerisce un
rimbalzo tecnico strutturato, non ancora l’inizio di un nuovo ciclo rialzista.

Target di prezzo per maggio 2026

Alla luce della struttura attuale, è possibile identificare tre scenari principali per il mese di maggio:

Scenario base

  • range: 12.700 – 13.500 $/t;
  • mercato laterale, con tentativi di breakout non confermati;
  • volatilità legata a news macro e geopolitiche.

Momentum e posizionamento: segnali di recupero ma non ancora solidità

L’indicatore di momentum mostra una chiara inversione rispetto ai minimi di aprile, con un ritorno in territorio positivo. Questo suggerisce che il mercato ha riacquistato forza nel breve termine, ma senza ancora costruire una base sufficientemente solida.

In altre parole, il movimento attuale appare più come un rimbalzo tecnico che come l’inizio di un nuovo ciclo rialzista.

Fondamentali e tecnica: un allineamento solo parziale

L’analisi tecnica si integra perfettamente con il quadro fondamentale già evidenziato.

Da un lato, i fattori di offerta continuano a sostenere il mercato:

  • tensioni su zolfo e acido solforico;
  • costi energetici elevati;
  • criticità logistiche.

Dall’altro, la domanda resta il principale elemento di incertezza:

  • comportamento price-sensitive in Cina;
  • debolezza nel Sud-est asiatico;
  • contesto macro ancora fragile.

Questo spiega perché, nonostante il recupero dei prezzi, il mercato non riesca a sviluppare un trend rialzista deciso.

Bobina di filo di rame in fabbrica di cavi: la domanda tecnologica in azione

Il filo di rame è il cuore della transizione energetica e digitale. Veicoli elettrici, data center, infrastrutture rinnovabili e semiconduttori alimentano una domanda strutturale che resta solida anche quando — come oggi — il comportamento degli acquirenti in Asia si fa price-sensitive e opportunistico. Per chi lavora con semilavorati in rame e leghe di ottone, monitorare questi segnali è essenziale.

Il filo di rame è il cuore della transizione energetica e digitale. Veicoli elettrici, data center, infrastrutture rinnovabili e semiconduttori
alimentano una domanda strutturale che resta solida anche quando — come oggi — il comportamento degli acquirenti in Asia si fa
price-sensitive e opportunistico. Per chi lavora con semilavorati in rame e leghe di ottone, monitorare questi segnali è essenziale.

Conclusioni: maggio sarà un mese di verifica

Il mese di maggio rappresenterà un passaggio chiave per il rame.

Il mercato si trova oggi in una posizione intermedia:

  • sufficientemente forte da recuperare nel breve;
  • ma non abbastanza solido da sostenere un breakout strutturale.

La soglia dei 13.500 $/t sarà il livello da monitorare: una rottura convincente aprirebbe spazio a nuovi rialzi, mentre un fallimento potrebbe riportare rapidamente il mercato verso i supporti inferiori.

In linea con quanto emerso nell’analisi fondamentale, il rame resta un mercato guidato da forze opposte: vincoli lato offerta da un lato, domanda fragile dall’altro.

Ed è proprio questo equilibrio instabile che continuerà a definire i movimenti di prezzo nel breve termine. •

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Articolo a cura di commodityevolution.com,
pubblicato il 30/04/2026.

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  • Vista panoramica della miniera di zinco MMG Dugald River nel Queensland australiano, esempio dell'attività mineraria che alimenta la scarsità di concentrati di zinco nel mercato globale

Osservatorio Zinco – Settembre 2026

Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.

  • Nave portacontainer in navigazione sulla rotta Suez, elemento centrale nella struttura settimanale dei noli marittimi

Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026

Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.

  • Porto europeo con gru portuali e nave container, riferimento agli hub logistici e ai possibili flussi di zinco importato verso l’Europa

Osservatorio Zinco – Luglio 2026

Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.

  • Pila di lingotti di alluminio dalla superficie lucida e metallica, assicurati con cinghie verdi industriali, in luce diurna. Materia prima primaria pronta per la commercializzazione.

Osservatorio Alluminio – Giugno 2026

Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.

  • Sezione trasversale di tubi in rame lucido impilati in magazzino industriale

Osservatorio Rame – Maggio 2026

Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.

  • Vista notturna di un porto commerciale internazionale con nave portacontainer illuminata e gru di carico

Osservatorio Acciaio – Aprile 2026

Il mercato europeo dell'acciaio piatto HRC entra nel mese con prezzi sostenuti intorno a 690–700 €/t, ma la solidità è più apparente che reale. Europa, Stati Uniti e Cina mostrano dinamiche differenti, accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall'offerta e dai costi — regolazione, CBAM, carenza di bramme, logistica — non da una vera espansione della domanda. Il modello CESSI di Commodity Evolution segnala un mercato "Very Tight" a 73,0, con margini produttivi BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Sullo sfondo, i metalli non ferrosi LME confermano un ciclo industriale ancora debole, con rame, stagno e zinco in territorio chiaramente negativo su base mensile.