L’avvio del mese evidenzia un quadro complesso per i metalli non ferrosi quotati al LME, dove la dinamica di breve periodo mostra segnali contrastanti, ma il trend su base mensile resta chiaramente negativo.
Analizzando le performance in dollari, emerge come solo il piombo mostri una tenuta relativa nel breve (+0,38%), pur restando in territorio negativo nel medio periodo.
Al contrario, il resto del comparto evidenzia una pressione ribassista diffusa. Il rame, termometro del ciclo industriale, registra un calo significativo (-6,81% settimanale e -7,33% mensile), segnalando un indebolimento della domanda globale. Ancora più marcata la correzione dello stagno (-9,53% settimanale, -8,58% mensile) e dello zinco (-6,17% settimanale, -8,54% mensile), mentre il nichel continua a muoversi in un contesto fragile, con variazioni negative su tutti gli orizzonti temporali.
Effetto Cambio: La Debolezza Resta Anche In Euro
La lettura in euro conferma il quadro generale, ma introduce alcune sfumature legate alla dinamica valutaria. L’alluminio primario mostra un recupero più evidente rispetto alla lettura in dollari (+7,47% mensile), beneficiando dell’effetto cambio.
Tuttavia, per la maggior parte dei metalli, la debolezza resta evidente. Il rame continua a perdere terreno (-7,89% settimanale, -5,97% mensile), così come lo zinco e lo stagno, che registrano le performance peggiori anche in valuta europea. Il nichel e il piombo confermano una dinamica incerta, con variazioni negative che riflettono un mercato privo di slancio.
Un Segnale Chiaro: Il Ciclo Industriale Resta Debole
Nel complesso, la lettura combinata in dollari ed euro restituisce un messaggio coerente: il comparto dei metalli non ferrosi è ancora sotto pressione, con pochi segnali di forza isolati e una tendenza generale al ribasso.
Il fatto che anche la conversione valutaria non riesca a invertire il trend per la maggior parte dei metalli indica che la debolezza è strutturale e legata al ciclo industriale, più che a fattori temporanei.
In questo contesto, il rame si conferma l’indicatore chiave: la sua performance negativa rafforza l’idea di una domanda globale ancora fragile, in linea con quanto osservato anche nel mercato siderurgico.
Metalli non ferrosi ancora sotto pressione su base mensile: la debolezza è strutturale, legata al ciclo industriale, e il rame lo conferma come sempre
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 2.824,00 | 2,17% | 9,50% | 9,50% | 9,50% |
| Alluminio | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 3.251,50 | -5,48% | -4,55% | 0,79% | 5,91% |
| Nichel | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 16.900,00 | -1,29% | -2,26% | -2,51% | -2,62% |
| Piombo | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 1.861,00 | 0,38% | -1,77% | -3,77% | -2,62% |
| Rame | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 11.891,00 | -6,81% | -6,74% | -10,12% | -7,33% |
| Stagno | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 43.425,00 | -9,53% | -10,05% | -24,08% | -8,58% |
| Zinco | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 3.040,00 | -6,17% | -8,43% | -9,36% | -8,54% |
Performance Metalli Cash $/ton
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2.432,49 | 0,98% | 8,97% | 10,39% | 11,11% |
| Alluminio | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2.800,72 | -6,58% | -5,01% | 1,61% | 7,47% |
| Nichel | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 14.557,04 | -2,44% | -2,73% | -1,72% | -1,19% |
| Piombo | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 1.603,00 | -0,79% | -2,25% | -2,99% | -1,19% |
| Rame | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 10.242,47 | -7,89% | -7,19% | -9,39% | -5,97% |
| Stagno | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 37.404,71 | -10,59% | -10,48% | -23,46% | -7,24% |
| Zinco | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2.618,55 | -7,27% | -8,88% | -8,62% | -7,20% |
Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 2.824,00 | 2,17% | 9,50% | 9,50% | 9,50% |
| Alluminio | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 3.251,50 | -5,48% | -4,55% | 0,79% | 5,91% |
| Nichel | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 16.900,00 | -1,29% | -2,26% | -2,51% | -2,62% |
| Piombo | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 1.861,00 | 0,38% | -1,77% | -3,77% | -2,62% |
| Rame | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 11.891,00 | -6,81% | -6,74% | -10,12% | -7,33% |
| Stagno | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 43.425,00 | -9,53% | -10,05% | -24,08% | -8,58% |
| Zinco | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 3.040,00 | -6,17% | -8,43% | -9,36% | -8,54% |
Performance Metalli Cash $/ton
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2.432,49 | 0,98% | 8,97% | 10,39% | 11,11% |
| Alluminio | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2.800,72 | -6,58% | -5,01% | 1,61% | 7,47% |
| Nichel | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 14.557,04 | -2,44% | -2,73% | -1,72% | -1,19% |
| Piombo | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 1.603,00 | -0,79% | -2,25% | -2,99% | -1,19% |
| Rame | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 10.242,47 | -7,89% | -7,19% | -9,39% | -5,97% |
| Stagno | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 37.404,71 | -10,59% | -10,48% | -23,46% | -7,24% |
| Zinco | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2.618,55 | -7,27% | -8,88% | -8,62% | -7,20% |
Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg
Mercato Europeo HRC Tra Stabilità Apparente
E Fragilità Strutturale
Mercato Europeo HRC Tra Stabilità Apparente E Fragilità Strutturale
La debolezza diffusa osservata nei metalli non ferrosi non rappresenta un fenomeno isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di raffreddamento del ciclo industriale globale.
Il calo del rame, insieme alla pressione su zinco, nichel e stagno, riflette infatti una domanda manifatturiera ancora incerta. Un segnale che trova riscontro anche nel mercato dell’acciaio, dove però le dinamiche si manifestano in modo diverso.
Se nei non ferrosi il rallentamento si traduce in una pressione diretta sui prezzi, nel comparto siderurgico emerge invece una configurazione più complessa: prezzi sostenuti nonostante una domanda debole.
Il mercato globale dei coils laminati a caldo (HRC) si muove in una fase di equilibrio instabile, dove i prezzi restano sostenuti ma senza un reale supporto della domanda. L’Europa, gli Stati Uniti e la Cina mostrano dinamiche differenti, ma accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall’offerta e dai costi, non da una vera espansione dei consumi.
Prezzi sostenuti in Europa, USA e Cina, ma senza domanda reale a sostenerli: per chi acquista acciaio, un mercato da leggere con attenzione prima di pianificare gli approvvigionamenti
Europa: Prezzi Sostenuti Da Vincoli E Costi
In Europa, i prezzi si mantengono nell’area dei 690–700 €/t ex-works, sostenuti da un contesto regolatorio sempre più stringente. Le misure difensive e il CBAM stanno progressivamente riducendo il peso delle importazioni, rafforzando la produzione domestica.
A questo si aggiungono le tensioni geopolitiche che incidono su energia e logistica, mantenendo elevata la struttura dei costi. Tuttavia, la domanda reale resta debole, limitando la possibilità di ulteriori rialzi e rendendo il mercato strutturalmente fragile.
HRC Nord Europa: da 600 €/t a oltre 700 €/t in quattro mesi. La progressione rialzista dei prezzi riflette la tensione strutturale dell’offerta europea, sostenuta da misure difensive, CBAM e costi energetici elevati — in assenza di una domanda reale che giustifichi i livelli attuali.
HRC Nord Europa: da 600 €/t a oltre 700 €/t in quattro mesi. La progressione rialzista dei prezzi
riflette la tensione strutturale dell’offerta europea, sostenuta da misure difensive, CBAM e costi
energetici elevati — in assenza di una domanda reale che giustifichi i livelli attuali.
Cessi: Un Mercato Very Tight Guidato Dai Costi
Il modello CESSI (Commodity Evolution Steel Stress Index), algoritmo proprietario di Commodity Evolution, conferma questa dinamica. L’indice si attesta a 73,0, in crescita rispetto alla media a quattro settimane (67,8, +7,7%), segnalando un mercato “Very Tight“.
La tensione è chiaramente guidata dai costi:
- Price Block (91,2) e Raw Materials (88,7) indicano un mercato fortemente ancorato a dinamiche cost-push
- Inventories (47,3) evidenziano scorte basse, elemento chiave della rigidità
- Trade & Policy (74,0) riflette l’impatto di dazi e CBAM nel comprimere l’offerta
Allo stesso tempo emergono segnali di debolezza:
- Real Demand (58,3) mostra una domanda effettiva contenuta
- Energy / Margin (52,1) segnala margini compressi lungo la filiera
- Steel Cycle (66,4) indica un ciclo sotto pressione, senza vera espansione
Il risultato è un mercato teso ma non forte, dove la scarsità è in parte artificiale.
Il CESSI fotografa un mercato Very Tight ma non forte. Price Block e Raw Materials dominano la tensione, mentre Real Demand ed Energy/Margin segnalano le fragilità strutturali: un mercato che sale sui costi, non sulla domanda.
Il CESSI fotografa un mercato Very Tight ma non forte. Price Block e Raw Materials
dominano la tensione, mentre Real Demand ed Energy/Margin segnalano le fragilità
strutturali: un mercato che sale sui costi, non sulla domanda.
Margini Sotto Pressione: Il Segnale Più Critico
Il grafico dei margini produttivi aggiunge un elemento fondamentale: la compressione strutturale della redditività.
Si osserva chiaramente come:
- i margini BF (altoforno) e EAF (forno elettrico) abbiano subito un crollo marcato nel 2025;
- dopo un rimbalzo estivo, la tendenza è tornata negativa;
- nelle ultime settimane, entrambi i modelli produttivi mostrano livelli prossimi ai minimi, con l’EAF particolarmente sotto pressione.
Questo indica che, nonostante prezzi relativamente elevati, il sistema siderurgico sta operando con margini estremamente compressi, coerentemente con il dato CESSI sull’Energy/Margin.
In altre parole, il mercato sta trasferendo solo parzialmente i costi a valle, generando un equilibrio fragile.
Margini BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Il grafico racconta la compressione strutturale della redditività siderurgica: dopo il rimbalzo estivo del 2025, entrambe le curve sono tornate a scendere verso zero, con l’EAF particolarmente sotto pressione nelle ultime settimane di marzo 2026.
Margini BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Il grafico racconta la compressione strutturale della
redditività siderurgica: dopo il rimbalzo estivo del 2025, entrambe le curve sono tornate a scendere verso
zero, con l’EAF particolarmente sotto pressione nelle ultime settimane di marzo 2026.
Stati Uniti: Stabilizzazione Dopo Il Rally
Negli Stati Uniti, il mercato sta attraversando una fase di raffreddamento controllato dopo il forte rally delle settimane precedenti. I prezzi nel Midwest si attestano intorno ai 1.020 $/ton, in lieve calo ma ancora elevati.
Anche qui il supporto deriva dall’offerta:
- i contratti a lungo termine riducono la disponibilità spot;
- la carenza di bramme limita la produzione;
- le importazioni restano penalizzate, con volumi in calo di circa il 50% su base annua.
I tempi di consegna, tra 6 e 12 settimane, confermano un mercato ancora teso, ma la perdita di slancio evidenzia come, anche negli USA, la domanda non sia sufficientemente forte da sostenere ulteriori rialzi.
HRC USA Midwest: da 850 $/ton a oltre 1.050 $/ton in cinque mesi, con una progressione a gradini. Il grafico evidenzia una serie di rialzi discontinui — tipici di un mercato guidato da vincoli strutturali dell’offerta — più che da una ripresa organica della domanda.
HRC USA Midwest: da 850 $/ton a oltre 1.050 $/ton in cinque mesi, con una progressione
a gradini. Il grafico evidenzia una serie di rialzi discontinui — tipici di un mercato guidato
da vincoli strutturali dell’offerta — più che da una ripresa organica della domanda.
Dalla fusione in forno elettrico allo stoccaggio dei coils: margini compressi a ogni stadio della filiera. In un mercato dove i prezzi dell’acciaio piatto restano elevati ma la domanda è debole, le aziende manifatturiere che lavorano con semilavorati in ottone e leghe non ferrose beneficiano di una struttura di costo più stabile e prevedibile.
Dalla fusione in forno elettrico allo stoccaggio dei coils: margini compressi a ogni stadio
della filiera. In un mercato dove i prezzi dell’acciaio piatto restano elevati ma la domanda
è debole, le aziende manifatturiere che lavorano con semilavorati in ottone e leghe
non ferrose beneficiano di una struttura di costo più stabile e prevedibile.
Cina: Destoccaggio In Corso Ma Domanda Debole
In Cina, il mercato si trova in una fase intermedia tra destoccaggio e incertezza della domanda. I prezzi domestici si collocano intorno ai 3.290–3.300 yuan/t, sostenuti da una riduzione delle scorte sociali.
Tuttavia, la domanda resta il principale elemento di fragilità:
- gli operatori acquistano con cautela;
- i volumi restano limitati;
- la visibilità è ridotta.
Sul fronte export, i prezzi si attestano intorno ai 483 $/t FOB, con offerte fino a 490–500 $/t, ma i costi logistici elevati frenano la competitività.
Parallelamente emerge il tema del green steel, con premi fino a 800 yuan/t, che introduce una nuova componente strutturale nei prezzi legata alla transizione energetica.
HRC Shanghai: due anni di pressione ribassista con una stabilizzazione fragile intorno a 480 $/ton. Il grafico cinese racconta una storia diversa da Europa e USA — non rialzo strutturale ma destoccaggio e domanda debole, con i prezzi export che faticano a trovare un pavimento solido nonostante la riduzione delle scorte sociali.
HRC Shanghai: due anni di pressione ribassista con una stabilizzazione fragile intorno
a 480 $/ton. Il grafico cinese racconta una storia diversa da Europa e USA — non rialzo
strutturale ma destoccaggio e domanda debole, con i prezzi export che faticano
a trovare un pavimento solido nonostante la riduzione delle scorte sociali.
Logistica Ed Energia: I Driver Trasversali
Un elemento comune ai tre mercati è il crescente impatto dei costi logistici ed energetici. Il Freight/Shipping Block (52,6) del CESSI evidenzia come le tensioni sulle rotte marittime stiano contribuendo a irrigidire ulteriormente il mercato.
Questi fattori rafforzano la natura cost-driven del ciclo siderurgico globale, riducendo la fluidità degli scambi e amplificando le differenze regionali.
Conclusioni: Un Equilibrio Globale Sempre Più Instabile
La lettura combinata tra dati CESSI e scenario internazionale restituisce un quadro coerente: il mercato dell’HRC è globalmente teso ma strutturalmente fragile.
- in Europa, i prezzi sono sostenuti da regolazione e scarsità;
- negli Stati Uniti, da vincoli strutturali dell’offerta;
- in Cina, da un equilibrio instabile tra destoccaggio e domanda debole.
Il denominatore comune è chiaro: la domanda non guida il mercato.
Nel breve termine, la sostenibilità di questo equilibrio dipenderà da tre variabili chiave: la geopolitica, i costi energetici e la reale ripresa della domanda globale.
In assenza di quest’ultima, il rischio è quello di una stabilità sempre più fragile e potenzialmente reversibile.
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Articolo a cura di commodityevolution.com, pubblicato il 01/04/2026.
Commodity Evolution è la piattaforma per rimanere costantemente aggiornato sul settore industriale e dei metalli. L’ufficio studi di Commodity Evolution effettua report e forecast dedicati su diversi metalli, rottami e materie prime. Tocca o clicca il pulsante a destra per richiedere una prova gratuita, o per avere maggiori informazioni.
Osservatorio Zinco – Settembre 2026
Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.
Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026
Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.
Osservatorio Zinco – Luglio 2026
Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.
Osservatorio Alluminio – Giugno 2026
Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.
Osservatorio Rame – Maggio 2026
Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.
Osservatorio Acciaio – Aprile 2026
Il mercato europeo dell'acciaio piatto HRC entra nel mese con prezzi sostenuti intorno a 690–700 €/t, ma la solidità è più apparente che reale. Europa, Stati Uniti e Cina mostrano dinamiche differenti, accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall'offerta e dai costi — regolazione, CBAM, carenza di bramme, logistica — non da una vera espansione della domanda. Il modello CESSI di Commodity Evolution segnala un mercato "Very Tight" a 73,0, con margini produttivi BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Sullo sfondo, i metalli non ferrosi LME confermano un ciclo industriale ancora debole, con rame, stagno e zinco in territorio chiaramente negativo su base mensile.


















