Nel corso dell’ultimo mese il complesso dei metalli industriali ha messo a segno un recupero significativo, con un quadro complessivamente positivo sia nelle quotazioni in dollari sia in euro, pur con alcune divergenze che iniziano a delineare traiettorie di mercato sempre più differenziate.

Il movimento più evidente riguarda senza dubbio lo stagno, che si conferma il metallo leader del periodo. Le quotazioni registrano un balzo a doppia cifra: oltre +15% in dollari e più del +12% in euro su base mensile. Un rally sostenuto dalla domanda legata al comparto elettronico e da un sentiment fortemente costruttivo, che ha spinto il mercato in una fase di accelerazione ben distinta rispetto agli altri metalli del paniere.

Molto solido anche l’andamento del rame, che consolida il proprio ruolo di barometro dell’economia globale. Il metallo rosso guadagna circa +11% in dollari e quasi +9% in euro, sostenuto da una combinazione di fattori macroeconomici più favorevoli, aspettative di stimolo in Cina e una maggiore fluidità degli scambi tra i mercati internazionali. Il movimento appare strutturato e accompagnato da volumi, segnale di un miglioramento del sentiment industriale.

Tra i metalli in forte recupero si inserisce anche il nichel, che archivia il mese con un progresso superiore al +5% in dollari e oltre +3% in euro. Dopo mesi di pressione legata all’eccesso di offerta, il mercato sembra aver trovato un punto di equilibrio, complice un temporaneo rallentamento delle vendite e un parziale rimbalzo della domanda, in particolare nel comparto dell’acciaio inox.

L’alluminio primario mostra un’evoluzione più graduale ma comunque positiva. Le quotazioni salgono di oltre +4,5% in dollari e circa +2,5% in euro, segnalando un recupero prudente, ancora condizionato da scorte elevate e da una domanda fisica che resta selettiva, soprattutto in Europa. Il movimento appare più difensivo rispetto a rame e stagno, ma indica comunque un miglioramento del sentiment.

Meno brillante il quadro per il piombo, che chiude il mese in territorio negativo in entrambe le valute, con un calo vicino all’1% in dollari e quasi 3% in euro. Il metallo continua a risentire di una domanda debole nel settore delle batterie tradizionali e fatica a intercettare il recupero osservato in altri comparti.

Ancora più evidente la debolezza dello zinco, che mostra un andamento divergente: se in dollari la flessione mensile resta contenuta, poco superiore all’1%, in euro il calo si accentua fino a circa -3%. Un segnale che riflette una pressione persistente sul mercato europeo, dove la domanda industriale resta fragile e l’offerta continua a esercitare un ruolo dominante.

Nel complesso, il mese segna un netto miglioramento del sentiment sui metalli industriali, con una rotazione chiara verso i metalli più legati alla transizione energetica e alla domanda tecnologica. Tuttavia, le divergenze tra i singoli prodotti restano marcate e suggeriscono che il recupero non è uniforme, ma selettivo. Una dinamica che potrebbe rivelarsi determinante nell’impostare le traiettorie di prezzo del mese successivo.

Il recupero dei metalli industriali è selettivo: stagno e rame accelerano, mentre piombo e zinco restano in affanno

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:15 $/ton Cash 2.509,00 0,00% 0,00% 0,00% 0,00%
Alluminio Fixing 14:15 $/ton Cash 2.916,00 2,91% 2,97% 2,01% 4,63%
Nichel Fixing 14:15 $/ton Cash 15.465,00 9,49% 5,46% 5,03% 5,56%
Piombo Fixing 14:15 $/ton Cash 1.946,00 2,37% 0,36% -0,97% -0,79%
Rame Fixing 14:15 $/ton Cash 12.070,00 3,73% 4,38% 6,96% 10,98%
Stagno Fixing 14:15 $/ton Cash 43.600,00 6,08% 8,66% 11,08% 15,04%
Zinco Fixing 14:15 $/ton Cash 3.086,50 1,97% -5,38% -7,88% -1,01%

Performance Metalli Cash $/ton

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.128,07 -0,14% -1,29% -1,46% -2,09%
Alluminio Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.473,28 2,77% 1,64% 0,52% 2,45%
Nichel Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 13.117,05 9,34% 4,10% 3,49% 3,36%
Piombo Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 1.650,55 2,23% -0,93% -2,41% -2,86%
Rame Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 10.237,49 3,59% 3,03% 5,40% 8,66%
Stagno Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 36.980,49 5,94% 7,26% 9,46% 12,64%
Zinco Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.617,90 1,83% -6,60% -9,22% -3,08%

Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:15 $/ton Cash 2.509,00 0,00% 0,00% 0,00% 0,00%
Alluminio Fixing 14:15 $/ton Cash 2.916,00 2,91% 2,97% 2,01% 4,63%
Nichel Fixing 14:15 $/ton Cash 15.465,00 9,49% 5,46% 5,03% 5,56%
Piombo Fixing 14:15 $/ton Cash 1.946,00 2,37% 0,36% -0,97% -0,79%
Rame Fixing 14:15 $/ton Cash 12.070,00 3,73% 4,38% 6,96% 10,98%
Stagno Fixing 14:15 $/ton Cash 43.600,00 6,08% 8,66% 11,08% 15,04%
Zinco Fixing 14:15 $/ton Cash 3.086,50 1,97% -5,38% -7,88% -1,01%

Performance Metalli Cash $/ton

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.128,07 -0,14% -1,29% -1,46% -2,09%
Alluminio Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.473,28 2,77% 1,64% 0,52% 2,45%
Nichel Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 13.117,05 9,34% 4,10% 3,49% 3,36%
Piombo Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 1.650,55 2,23% -0,93% -2,41% -2,86%
Rame Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 10.237,49 3,59% 3,03% 5,40% 8,66%
Stagno Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 36.980,49 5,94% 7,26% 9,46% 12,64%
Zinco Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2.617,90 1,83% -6,60% -9,22% -3,08%

Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg

Rame: un mercato spaccato
tra tensione strutturale a monte
e stasi stagionale a valle

Rame: un mercato spaccato tra tensione strutturale a monte e stasi stagionale a valle

Il mercato del rame entra nella fase di fine anno mostrando una dicotomia sempre più evidente tra la parte alta della filiera e quella a valle. La decisione di Antofagasta di accettare treatment and refining charges pari a zero per parte delle forniture 2026 verso le fonderie cinesi rappresenta un passaggio simbolico e strutturale. Non si tratta semplicemente di un accordo aggressivo, ma della fotografia di un mercato dei concentrati profondamente sbilanciato, in cui la scarsità di offerta ha spostato in modo netto il potere contrattuale verso i produttori minerari.

L’azzeramento del benchmark — dopo mesi di TC spot già fortemente negativi — evidenzia quanto il sistema tradizionale di riferimento sia sempre più distante dalla realtà del mercato.

La capacità di fusione, soprattutto in Asia, resta elevata, mentre l’offerta di concentrato continua a essere limitata da ritardi nei progetti, cali di qualità del minerale e criticità operative. In questo contesto, le fonderie sono costrette ad accettare condizioni sempre più penalizzanti pur di garantirsi i volumi.

Il mercato del rame è sempre più diviso: scarsità di offerta e potere ai produttori a monte, mentre a valle prevalgono cautela e stasi stagionale

Corta Atalaya (Rio Tinto), uno dei principali siti estrattivi di rame in Europa

Corta Atalaya, nel distretto minerario di Rio Tinto (Spagna), è un riferimento storico e industriale per l’estrazione del rame in Europa. Le condizioni operative di siti come questo incidono sulle dinamiche dell’offerta globale, in un contesto di mercato caratterizzato da equilibrio precario e crescente attenzione alle disponibilità.

Corta Atalaya, nel distretto minerario di Rio Tinto (Spagna), è un riferimento storico e industriale
per l’estrazione del rame in Europa.
Le condizioni operative di siti come questo
incidono sulle dinamiche dell’offerta globale, in un contesto di mercato
caratterizzato da equilibrio precario e crescente attenzione
alle disponibilità.

Pressione a monte destinata a durare

La tensione sul mercato dei concentrati non appare transitoria. Al contrario, gli elementi strutturali suggeriscono che il disequilibrio tra offerta mineraria e capacità di fusione continuerà anche nei prossimi mesi.

Questo rafforza la posizione dei produttori e riduce ulteriormente lo spazio di manovra delle fonderie, che vedono comprimersi la marginalità senza reali alternative nel breve termine.

Il rischio, sempre più concreto, è che questa pressione venga progressivamente trasmessa lungo la filiera, influenzando le dinamiche dei catodi non appena la domanda fisica tornerà a manifestarsi con maggiore intensità.

Europa: domanda in rallentamento e premi compressi

A valle, il quadro cambia radicalmente. In Europa, le ultime settimane hanno confermato un rallentamento marcato della domanda di catodi di rame, più accentuato rispetto alla media stagionale. I premi mostrano una lieve flessione e, soprattutto, una contrazione dei range, segnale di un mercato che continua a funzionare ma con scambi ridotti e minore urgenza da parte dei consumatori.

Le manutenzioni degli impianti e le ferie invernali stanno limitando i volumi acquistati, mentre alcuni venditori, spinti da esigenze di liquidità legate alla chiusura dell’esercizio, appaiono più inclini a concedere sconti. Il risultato è un mercato più leggero, caratterizzato da trattative puntuali e poca direzionalità.

La pressione strutturale a monte resta elevata, mentre a valle – in Europa – la domanda rallenta e i premi si comprimono: due dinamiche opposte che continuano a convivere nel mercato del rame

Grafico andamento del Premio Rame Catodo Grado A, Germania $/ton

Andamento del Premio Rame Catodo Grado A, Germania (€/tonnellata)

Andamento del Premio Rame Catodo Grado A,
Germania (€/tonnellata)

Hub logistici stabili, ma senza slancio

Rotterdam e Livorno continuano a rappresentare snodi chiave per il mercato europeo. I premi rimangono sostanzialmente invariati, ma la liquidità è limitata e le transazioni sporadiche. Nonostante ciò, i flussi di materiale verso i magazzini COMEX negli Stati Uniti restano aperti, grazie a una finestra di arbitraggio ancora favorevole.

Anche il mercato dei catodi EQ riflette la stessa dinamica: stabilità dei prezzi, pochi scambi e un atteggiamento attendista da parte degli operatori, che preferiscono rimandare decisioni strategiche ai primi mesi del nuovo anno.

Grafico andamento del Premio Rame Catodo, Europa e Italia ($/tonnellata)

Andamento del Premio Rame Catodo, Europa e Italia ($/tonnellata)

Andamento del Premio Rame Catodo,
Europa e Italia ($/tonnellata)

Stati Uniti: quieto fine anno e scorte abbondanti

Negli Stati Uniti, il mercato appare ancora più statico. I premi Midwest restano invariati da settimane, sostenuti da un’elevata disponibilità di materiale accumulata nel corso dell’anno. La domanda, già debole, rallenta ulteriormente a dicembre, portando a un vero e proprio congelamento dell’attività commerciale.

Gli operatori confermano che il focus si sta spostando sui contratti per il 2026. Eventuali ritardi logistici potrebbero generare un temporaneo aumento dell’attività nei primi mesi del nuovo anno, ma le scorte elevate suggeriscono che difficilmente si assisterà a un rapido cambio di fascia di prezzo.

Premi fisici: inerzia stagionale nel breve termine

Diverso il discorso per i premi fisici, che nel breve termine resteranno condizionati dalla stagionalità. In Europa e negli Stati Uniti è difficile immaginare un recupero significativo prima della riapertura degli impianti e della ripresa della domanda industriale.

I premi potrebbero quindi rimanere compressi o leggermente sotto pressione ancora per alcune settimane.

Porto industriale con nave container impegnata nelle operazioni di carico e spedizione di metalli industriali
Operatore logistico impegnato nel controllo delle spedizioni e delle disponibilità di metalli industriali

Logistica, stoccaggio e gestione dei flussi restano fattori centrali nell’equilibrio del mercato del rame. Dalle operazioni portuali alla pianificazione delle spedizioni, l’efficienza della catena logistica incide sulla disponibilità del metallo e sulle tempistiche di approvvigionamento lungo tutta la filiera.

Logistica, stoccaggio e gestione dei flussi restano fattori centrali nell’equilibrio del mercato
del rame.
Dalle operazioni portuali alla pianificazione delle spedizioni, l’efficienza
della catena logistica incide sulla disponibilità del metallo e sulle tempistiche
di approvvigionamento lungo tutta la filiera.

Prezzo LME: trend rialzista ben impostato e massimi crescenti

L’andamento grafico del rame rafforza ulteriormente la lettura fondamentale di un mercato strutturalmente solido. Dopo una lunga fase laterale nella prima parte dell’anno, le quotazioni hanno progressivamente costruito un trend rialzista ordinato, caratterizzato da minimi e massimi crescenti e da una volatilità relativamente contenuta.

Nelle ultime settimane il prezzo ha accelerato, superando con decisione le resistenze intermedie e portandosi stabilmente sopra area 12.000 $/t, livello che ora assume un ruolo chiave di supporto tecnico. La dinamica appare accompagnata da volumi in aumento e da indicatori di momentum ancora positivi, elementi che suggeriscono come il movimento non sia puramente speculativo ma sostenuto da un miglioramento del sentiment complessivo.

Le fasi correttive osservate lungo il percorso si sono dimostrate brevi e poco profonde, segnale di una struttura di mercato solida, in cui ogni ritracciamento viene rapidamente assorbito dagli acquisti.

Consolidamento probabile, ma bias ancora costruttivo

Nel breve termine, lo scenario più plausibile non è quello di un’ulteriore accelerazione immediata, bensì di una fase di consolidamento su livelli elevati. Il contesto stagionale di fine anno, con domanda fisica rallentata e premi compressi, limita il potenziale di strappi al rialzo nel brevissimo periodo.

Tuttavia, il grafico suggerisce che eventuali prese di profitto potrebbero rimanere contenute, con il mercato che tende a difendere l’area compresa tra 11.800 e 12.000 $/t. Finché queste soglie terranno, la struttura rialzista resterà intatta.

In questo quadro, il prezzo sembra più orientato a costruire una base solida in vista dell’inizio del nuovo anno piuttosto che a invertire la tendenza.

Tubi in rame accatastati in stabilimento industriale pronti per la lavorazione e la distribuzione

I tubi in rame rappresentano uno dei principali semilavorati lungo la filiera industriale del metallo. Impiegati in numerosi settori applicativi, dalla meccanica all’impiantistica, riflettono direttamente l’andamento della domanda e le dinamiche di disponibilità del rame sul mercato.

I tubi in rame rappresentano uno dei principali semilavorati lungo la filiera industriale del metallo. Impiegati in numerosi settori applicativi,
dalla meccanica all’impiantistica, riflettono direttamente l’andamento della domanda e le dinamiche di disponibilità del rame sul mercato.

Fondamentali e tecnica convergono verso un inizio 2026 sostenuto

La forza del trend tecnico si inserisce perfettamente nella cornice fondamentale delineata dalla tensione sul mercato dei concentrati. L’azzeramento dei TC/RC, la scarsità strutturale di offerta mineraria e il potere contrattuale crescente dei produttori rappresentano un supporto implicito ai prezzi, anche in una fase di domanda finale temporaneamente debole.

Questa asimmetria tra monte e valle della filiera emerge chiaramente anche dal grafico: il mercato sta prezzando più il rischio di offerta futura che la debolezza contingente dei consumi di fine anno.

Scenario per il mese successivo: tenuta dei livelli e preparazione alla ripartenza

Guardando al mese successivo, lo scenario più probabile è quello di un rame che rimane ben impostato sopra i 12.000 $/t, con oscillazioni contenute e un mercato in attesa di nuovi catalizzatori.

La vera direzionalità potrebbe emergere con maggiore chiarezza solo tra fine gennaio e febbraio, quando la domanda industriale tornerà progressivamente a normalizzarsi.

In assenza di shock macro negativi, il grafico suggerisce che il rischio ribassista resta limitato, mentre il potenziale rialzista rimane latente e legato alla riattivazione della domanda fisica e all’eventuale ulteriore irrigidimento del mercato dei concentrati.

Conclusione: un mercato che accumula energia

Il rame chiude l’anno in una posizione di forza. Il grafico racconta un mercato che non sta invertendo, ma accumulando: assorbe le prese di profitto, difende i livelli chiave e resta sostenuto da fondamentali che continuano a peggiorare sul fronte dell’offerta.

Il mese successivo sarà probabilmente una fase di transizione, ma le basi tecniche e strutturali indicano che il trend rialzista non è esaurito. Piuttosto, sembra prepararsi a trovare una nuova direzione con l’avvio del 2026.

Andamento prezzo Rame LME, 3 mesi $/tonnellata

Andamento prezzo Rame LME, 3 mesi $/tonnellata

Andamento prezzo Rame LME,
3 mesi $/tonnellata

ULTIM’ORA / Il ritorno di Grasberg e la stretta sull’offerta globale di Rame

Rame: Freeport verso il ritorno a pieno regime di Grasberg dal Q2 2026

Freeport-McMoRan ha confermato di essere sulla buona strada per riprendere la produzione su larga scala di rame presso la miniera sotterranea di Grasberg a partire dal secondo trimestre 2026. Durante la fase di ramp-up, circa l’85% della produzione dovrebbe tornare a livelli operativi normali, con il 60% delle vendite consolidate di rame 2026 attese nella seconda metà dell’anno.

Sicurezza, stop operativo e ripartenza graduale

Le operazioni del blocco cave sotterraneo erano state sospese a settembre dopo un grave incidente. Le aree Deep Mill Level Zone e Big Gossan hanno però ripreso la produzione già a fine ottobre. Il blocco principale resta centrale per il profilo produttivo del sito, gestito da PT Freeport Indonesia, di cui Freeport detiene il 48,76%.

Piano industriale

  • Riattivazione dei blocchi 2 e 3 nel Q2 2026
  • Blocco 1 potenzialmente nel 2027

Nel Q4 Freeport ha prodotto 290.299 t di rame (vs 472.190 t a/a). La produzione 2025 si è attestata a 1,54 Mt (vs 1,91 Mt nel 2024). Per il 2026, le vendite indonesiane attese sono 408.233 t, con produzione potenzialmente superiore alle vendite per slittamenti di commercializzazione e inventari in fusione.

Concentrati sotto pressione: TC/RC sempre più negativi

Il rientro di Grasberg avviene in un contesto di forte scarsità di concentrati. Le TC/RC restano in territorio negativo, complice una serie di interruzioni minerarie:

  • Ivanhoe Mines – Kamoa-Kakula
  • Codelco – El Teniente
  • Teck Resources – Quebrada Blanca

Secondo Commodity Evolution, l’indice TC CIF Asia-Pacifico è sceso a –71,50 $/t.

Downstream indonesiano: variabilità nel breve

Le operazioni di fusione sono state riavviate, ma PT Smelting opererà a ritmi ridotti fino alla piena ripartenza del blocco sotterraneo. Le spedizioni verso il nuovo impianto di fusione sono attese nella seconda metà del 2026, condizionate dal successo del ramp-up. Nel frattempo, una maggiore volatilità tra produzione e vendite resta probabile.

Bottom line

La normalizzazione di Grasberg è un tassello chiave per l’offerta globale di rame, ma nel breve la tensione sui concentrati e i TC negativi continueranno a dettare il ritmo del mercato.

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Articolo a cura di commodityevolution.com, pubblicato il 09/01/2026.

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  • Vista panoramica della miniera di zinco MMG Dugald River nel Queensland australiano, esempio dell'attività mineraria che alimenta la scarsità di concentrati di zinco nel mercato globale

Osservatorio Zinco – Settembre 2026

Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.

  • Nave portacontainer in navigazione sulla rotta Suez, elemento centrale nella struttura settimanale dei noli marittimi

Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026

Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.

  • Porto europeo con gru portuali e nave container, riferimento agli hub logistici e ai possibili flussi di zinco importato verso l’Europa

Osservatorio Zinco – Luglio 2026

Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.

  • Pila di lingotti di alluminio dalla superficie lucida e metallica, assicurati con cinghie verdi industriali, in luce diurna. Materia prima primaria pronta per la commercializzazione.

Osservatorio Alluminio – Giugno 2026

Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.

  • Sezione trasversale di tubi in rame lucido impilati in magazzino industriale

Osservatorio Rame – Maggio 2026

Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.

  • Vista notturna di un porto commerciale internazionale con nave portacontainer illuminata e gru di carico

Osservatorio Acciaio – Aprile 2026

Il mercato europeo dell'acciaio piatto HRC entra nel mese con prezzi sostenuti intorno a 690–700 €/t, ma la solidità è più apparente che reale. Europa, Stati Uniti e Cina mostrano dinamiche differenti, accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall'offerta e dai costi — regolazione, CBAM, carenza di bramme, logistica — non da una vera espansione della domanda. Il modello CESSI di Commodity Evolution segnala un mercato "Very Tight" a 73,0, con margini produttivi BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Sullo sfondo, i metalli non ferrosi LME confermano un ciclo industriale ancora debole, con rame, stagno e zinco in territorio chiaramente negativo su base mensile.