Nel corso dell’ultimo mese il complesso dei metalli industriali ha mostrato un andamento disomogeneo, riflettendo un equilibrio fragile tra segnali macroeconomici più costruttivi e una domanda reale che, soprattutto in Europa, fatica ancora a consolidarsi. L’analisi delle performance in dollari e in euro rivela un quadro coerente: alcuni metalli hanno archiviato un mese brillante, mentre altri continuano a muoversi in un canale ribassista che ormai dura da settimane.

Tra i migliori performer spicca lo stagno, protagonista indiscusso del periodo. Il metallo, sostenuto dalla rinnovata vivacità del settore elettronico, mette a segno un rialzo vicino all’8% sia in dollari sia in euro, confermandosi il traino del comparto. Un risultato che riflette l’ottimismo del mercato verso la ripresa della domanda di componentistica e semiconduttori, dopo mesi di grande volatilità.

In territorio positivo si colloca anche lo zinco, che avanza di circa +2,6% in entrambe le valute. Il movimento, meno eclatante rispetto allo stagno, è però significativo: suggerisce un mercato che sta gradualmente assorbendo le eccedenze e ritrova un certo equilibrio tra offerta e utilizzo industriale, soprattutto in Asia.

Il rame, termometro dell’economia globale, chiude il mese con un progresso più lieve – intorno all’1% – ma comunque positivo. La crescita moderata rispecchia un sentiment più stabile, con gli operatori che osservano una migliorata fluidità dello scambio tra LME e SHFE e segnali meno negativi sul fronte macro cinese.

All’opposto, tre metalli continuano a mostrare debolezza strutturale. L’alluminio arretra di poco più del 2% sia in dollari che in euro, penalizzato da un quadro di domanda reale ancora fiacco in Europa, da scorte elevate in Cina e da un sentiment industriale che stenta a incanalarsi in una traiettoria più solida.

Ancora più marcato il calo del nichel, che perde tra il -2,6% e il -2,7%, zavorrato dall’ampia disponibilità di prodotti indonesiani e dai prezzi depressi dell’NPI, che continuano a esercitare pressione sul mercato globale.

In contrazione anche il piombo, che registra una flessione attorno al -2,3%. Il settore delle batterie tradizionali non mostra segnali di risveglio e il metallo ne risente, muovendosi in un corridoio ribassista ormai consolidato.

Nel complesso, il mese è stato caratterizzato da una dicotomia evidente: da un lato metalli come stagno, zinco e rame che beneficiano di un sentiment più disteso e di dinamiche di domanda in miglioramento; dall’altro un gruppo – alluminio, nichel e piombo – ancora alle prese con un equilibrio fragile e con pressioni ribassiste che ne condizionano l’evoluzione.

Il quadro dei metalli industriali conferma una fase di transizione: stagno, zinco e rame offrono segnali di maggiore tenuta, mentre alluminio, nichel e piombo continuano a risentire di una domanda reale debole e di fattori strutturali che ne limitano la ripresa, elementi da monitorare con attenzione nelle scelte di approvvigionamento

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:15 $/ton Cash 2,509.00 0.00% 0.00% 0.00% 0.00%
Alluminio Fixing 14:15 $/ton Cash 2,826.00 2.19% -0.23% -0.53% -2.05%
Nichel Fixing 14:15 $/ton Cash 14,660.00 2.66% -0.07% -1.41% -2.62%
Piombo Fixing 14:15 $/ton Cash 1,955.00 -1.11% -4.91% -4.40% -2.25%
Rame Fixing 14:15 $/ton Cash 11,004.00 2.98% 1.41% 2.65% 0.94%
Stagno Fixing 14:15 $/ton Cash 39,125.00 6.10% 5.97% 8.53% 7.78%
Zinco Fixing 14:15 $/ton Cash 3,255.00 4.36% 0.00% 2.04% 2.68%

Performance Metalli Cash $/ton

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,168.91 -0.39% 0.72% -0.11% -0.11%
Alluminio Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,442.95 1.79% 0.49% -0.64% -2.15%
Nichel Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 12,672.89 2.26% 0.65% -1.52% -2.73%
Piombo Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 1,690.01 -1.50% -4.23% -4.51% -2.36%
Rame Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 9,512.45 2.58% 2.14% 2.53% 0.83%
Stagno Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 33,821.75 5.69% 6.73% 8.41% 7.67%
Zinco Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,813.80 3.95% 0.72% 1.92% 2.57%

Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:15 $/ton Cash 2,509.00 0.00% 0.00% 0.00% 0.00%
Alluminio Fixing 14:15 $/ton Cash 2,826.00 2.19% -0.23% -0.53% -2.05%
Nichel Fixing 14:15 $/ton Cash 14,660.00 2.66% -0.07% -1.41% -2.62%
Piombo Fixing 14:15 $/ton Cash 1,955.00 -1.11% -4.91% -4.40% -2.25%
Rame Fixing 14:15 $/ton Cash 11,004.00 2.98% 1.41% 2.65% 0.94%
Stagno Fixing 14:15 $/ton Cash 39,125.00 6.10% 5.97% 8.53% 7.78%
Zinco Fixing 14:15 $/ton Cash 3,255.00 4.36% 0.00% 2.04% 2.68%

Performance Metalli Cash $/ton

Prodotto Fixing Scadenza Ultimo 1 sett. 2 sett. 3 sett. 1 mese
All. Sec. Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,168.91 -0.39% 0.72% -0.11% -0.11%
Alluminio Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,442.95 1.79% 0.49% -0.64% -2.15%
Nichel Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 12,672.89 2.26% 0.65% -1.52% -2.73%
Piombo Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 1,690.01 -1.50% -4.23% -4.51% -2.36%
Rame Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 9,512.45 2.58% 2.14% 2.53% 0.83%
Stagno Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 33,821.75 5.69% 6.73% 8.41% 7.67%
Zinco Fixing 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,813.80 3.95% 0.72% 1.92% 2.57%

Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg

Rottame ferroso in Italia:
un’apparente calma,
prima della stretta di dicembre

Rottame ferroso in Italia: un’apparente calma, prima della stretta di dicembre

Nessun sussulto, nessuna accelerazione: anche l’ultima settimana il mercato italiano del rottame ferroso ha continuato a muoversi in un clima di quieta stabilità.

Gli operatori parlano di una fase «sostanzialmente equilibrata», quasi sospesa, che si protrae ormai da diverse settimane senza variazioni significative.

Eppure, dietro questa apparente immobilità, qualcosa comincia a muoversi. L’aria di dicembre – mese tradizionalmente complesso per l’intera filiera – porta con sé un cambio di sentiment sempre più evidente: l’orizzonte sembra orientarsi verso una dinamica rialzista.

Dicembre si avvicina: attesi ritocchi al rialzo

Dalle informazioni raccolte da Commodity Evolution, i commercianti prevedono aumenti compresi tra 5 e 10 euro a tonnellata.

Un rialzo limitato, ma significativo se confrontato con un mercato che, negli ultimi mesi, ha mostrato un profilo quasi piatto.

«Finora non abbiamo visto veri incrementi, se non casi isolati» spiega un operatore siderurgico. «E anche se il mercato dovesse muoversi, sarà all’interno di quella forbice».

Un sentiment che si sta rafforzando anche grazie ai segnali provenienti dall’estero – e soprattutto dalla Turchia.

Mercato rottami ferrosi Italia, €/tonnellata

Mercato rottami ferrosi in Italia, €/tonnellata

Mercato rottami ferrosi in Italia,
€/tonnellata

Il fattore Turchia: import in rialzo e pressioni sui prezzi

La Turchia, punto di riferimento per il mercato internazionale del rottame, sta attraversando una fase decisamente più tonica.

Le ultime transazioni di HMS 1/2 80:20 hanno superato la soglia psicologica dei 360 $/t CFR, un livello che inizia a influenzare anche le aspettative degli operatori italiani.

Il rafforzamento del mercato turco, combinato con la stabilità europea, contribuisce a generare uno scenario in cui dicembre appare tutt’altro che tranquillo.

LME Rottame Acciaio TSI HMS 80:20 CFR - Turchia, euro-tonnellata

LME Rottame Acciaio TSI HMS 80:20 CFR – Turchia, euro/tonnellata

LME Rottame Acciaio TSI HMS 80:20
CFR – Turchia
, euro/tonnellata

Dicembre tra fermate, festività e logistica complicata

Dicembre è storicamente un mese difficile per il mercato del rottame – e il 2024 non farà eccezione.

Molte acciaierie hanno già programmato fermate e manutenzioni, mentre altre hanno notificato ai fornitori che non effettueranno contratti nel mese. Una scelta che risponde alla necessità di ottimizzare costi e scorte in un periodo caratterizzato da meno giorni utili e logistica più complessa.

Un manager riassume bene la situazione: «Ho dato ai fornitori esteri la possibilità di consegnare fino al 19 dicembre. Dal giorno dopo ci fermeremo e ripartiremo il 7 gennaio».

Sullo sfondo, anche i mercati esteri affrontano ostacoli: festività internazionali e condizioni meteo invernali tendono a ridurre la disponibilità di materiale, aumentando la pressione sulle forniture.

Mercato dei rottami ferrosi. Dicembre tra fermate, festività e logistica complicata

Le dinamiche logistiche assumono un ruolo centrale nel mese di dicembre, tra finestre operative ridotte, arrivi programmati e una gestione più attenta delle scorte lungo la filiera.

Le dinamiche logistiche assumono un ruolo centrale nel mese di dicembre,
tra finestre operative ridotte, arrivi programmati e una
gestione più attenta delle scorte lungo la filiera.

Pressioni rialziste: reperibilità ridotta e impulso dalla Turchia

Le testimonianze raccolte da Commodity Evolution convergono verso un dato chiaro: chi dovrà comprare rottame a dicembre dovrà probabilmente pagare di più.

Reperibilità limitata, tempi di movimentazione più lunghi e rialzi sui mercati esteri spingono sia i fornitori italiani sia quelli stranieri a parlare sempre più insistentemente di aggiustamenti al rialzo.

«L’impressione è che chi deve comprare a dicembre dovrà mettere mano al portafoglio», sintetizza un operatore.

Un cuscinetto di offerta: le navi in arrivo dall’estero

A mitigare almeno in parte le tensioni potrebbe intervenire un arrivo programmato: un gruppo di aziende attende infatti l’attracco a Marghera, intorno a Natale, di una nave di rottame, con scarico previsto entro fine dicembre.

Un rifornimento strategico che consentirà alle acciaierie coinvolte di ripartire a gennaio con parchi ben forniti, riducendo l’urgenza di acquistare in un mercato potenzialmente teso.

Una singola nave non potrà riequilibrare l’intero mese, ma rappresenta comunque una preziosa boccata d’ossigeno.

La disponibilità di scorte rappresenta un elemento di equilibrio in una fase caratterizzata da fermate produttive e minore operatività, consentendo alle aziende di affrontare l’inizio dell’anno con maggiore visibilità.

La disponibilità di scorte rappresenta un elemento di equilibrio in una fase caratterizzata da fermate produttive e minore operatività, consentendo alle aziende di affrontare l’inizio dell’anno con maggiore visibilità.

La disponibilità di scorte rappresenta un elemento di equilibrio in una fase
caratterizzata da fermate produttive e minore operatività, consentendo alle
aziende di affrontare l’inizio dell’anno con maggiore visibilità.

Conclusione: stabilità solo di facciata

Il mercato italiano del rottame sembra stabile, ma è una stabilità ingannevole: più che immobilità, si tratta di un equilibrio precario che precede un possibile movimento.

Da un lato si sommano pressioni rialziste:

  • logistica ridotta,
  • fermate produttive,
  • festività,
  • impulso dalla Turchia.

Dall’altro esistono elementi che potrebbero attenuare il rialzo:

  • arrivi programmati dall’estero,
  • consumi rallentati dalle fermate,
  • qualche margine di manovra sulle scorte.

«Resta da capire» osserva un operatore, «se sarà un fuoco di paglia dovuto a festività e logistica, oppure la base da cui ripartiremo a gennaio».

Per ora il mercato resta sospeso.

Ma dicembre potrebbe rappresentare la prima, vera svolta e gettare le fondamenta dell’andamento del rottame italiano nel 2025.

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Articolo a cura di commodityevolution.com, pubblicato il 02/12/2025.

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  • Vista panoramica della miniera di zinco MMG Dugald River nel Queensland australiano, esempio dell'attività mineraria che alimenta la scarsità di concentrati di zinco nel mercato globale

Osservatorio Zinco – Settembre 2026

Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.

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Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.

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Osservatorio Zinco – Luglio 2026

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Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.

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