Zinco: tra eccesso di offerta,
esportazioni in ripresa
e premi inattivi
Zinco: tra eccesso di offerta, esportazioni in ripresa e premi inattivi
Il mese si chiude con un’ondata di ottimismo sui mercati dei metalli non ferrosi, dove quasi tutte le principali quotazioni hanno messo a segno rialzi consistenti. L’alluminio e lo zinco si confermano i protagonisti assoluti del periodo, sostenuti da un ritorno della domanda industriale e da un sentiment più costruttivo sui mercati globali.
In dollari, lo zinco è il miglior performer del mese con un impressionante +10,27%, seguito a ruota dall’alluminio (+7,75%) e dal rame (+7,37%), entrambi sostenuti dal recupero del comparto manifatturiero e dall’ottimismo verso la domanda energetica. Lo stagno (+4,83%) e il piombo (+1,53%) mostrano progressi più contenuti, mentre il nichel, ancora frenato dalle incertezze sul fronte dell’offerta indonesiana, avanza di un modesto +0,60%.
In euro, il quadro resta coerente: lo zinco guida ancora con un brillante +11,06%, mentre l’alluminio sale dell’8,52% e il rame dell’8,13%, grazie anche a un cambio più stabile che ha amplificato i guadagni. Bene anche lo stagno (+5,58%) e il piombo (+2,26%), mentre il nichel si muove in territorio positivo con un +1,31%.
Nel complesso, il mese conferma un ritorno di fiducia sui metalli industriali, alimentato da aspettative di una ripresa della domanda nel settore energetico e automobilistico. L’alluminio, in particolare, torna a brillare dopo settimane di debolezza, mentre rame e zinco si candidano a chiudere il trimestre con i migliori risultati da inizio anno.
“Zinco e alluminio trainano il recupero dei metalli non ferrosi, sostenuti da una domanda industriale in ripresa e da un sentiment più costruttivo. Nel complesso, ottobre segna un ritorno di fiducia sul comparto, con le principali quotazioni in territorio positivo”
| PRODOTTO | FIXING | SCADENZA | ULTIMO | 1 SETT. | 2 SETT. | 3 SETT. | 1 MESE |
| All. Sec. | 14:15 $/ton | Cash | 2,509.00 | 0.00% | 0.00% | 0.00% | 0.00% |
| Alluminio | 14:15 $/ton | Cash | 2,879.00 | 3.82% | 3.79% | 6.12% | 7.75% |
| Nichel | 14:15 $/ton | Cash | 15,155.00 | 1.54% | 0.76% | -0.20% | 0.60% |
| Piombo | 14:15 $/ton | Cash | 1,987.00 | 2.53% | 1.56% | 0.97% | 1.53% |
| Rame | 14:15 $/ton | Cash | 10,987.00 | 3.84% | 3.48% | 3.56% | 7.37% |
| Stagno | 14:15 $/ton | Cash | 36,435.00 | 4.77% | 1.42% | -0.86% | 4.83% |
| Zinco | 14:15 $/ton | Cash | 3,280.00 | 3.83% | 5.16% | 6.81% | 10.27% |
Performance Metalli Cash $/ton
| PRODOTTO | FIXING | SCADENZA | ULTIMO | 1 SETT. | 2 SETT. | 3 SETT. | 1 MESE |
| All. Sec. | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,155.31 | 0.11% | -0.63% | 0.30% | 0.71% |
| Alluminio | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,473.16 | 3.94% | 3.13% | 6.44% | 8.52% |
| Nichel | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 13,018.64 | 1.65% | 0.13% | 0.10% | 1.31% |
| Piombo | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 1,706.90 | 2.64% | 0.92% | 1.27% | 2.26% |
| Rame | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 9,438.19 | 3.95% | 2.83% | 3.87% | 8.13% |
| Stagno | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 31,298.86 | 4.89% | 0.78% | -0.56% | 5.58% |
| Zinco | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,817.63 | 3.95% | 4.50% | 7.13% | 11.06% |
Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg
| PRODOTTO | FIXING | SCADENZA | ULTIMO | 1 SETT. | 2 SETT. | 3 SETT. | 1 MESE |
| All. Sec. | 14:15 $/ton | Cash | 2,509.00 | 0.00% | 0.00% | 0.00% | 0.00% |
| Alluminio | 14:15 $/ton | Cash | 2,879.00 | 3.82% | 3.79% | 6.12% | 7.75% |
| Nichel | 14:15 $/ton | Cash | 15,155.00 | 1.54% | 0.76% | -0.20% | 0.60% |
| Piombo | 14:15 $/ton | Cash | 1,987.00 | 2.53% | 1.56% | 0.97% | 1.53% |
| Rame | 14:15 $/ton | Cash | 10,987.00 | 3.84% | 3.48% | 3.56% | 7.37% |
| Stagno | 14:15 $/ton | Cash | 36,435.00 | 4.77% | 1.42% | -0.86% | 4.83% |
| Zinco | 14:15 $/ton | Cash | 3,280.00 | 3.83% | 5.16% | 6.81% | 10.27% |
Performance Metalli Cash $/ton
| PRODOTTO | FIXING | SCADENZA | ULTIMO | 1 SETT. | 2 SETT. | 3 SETT. | 1 MESE |
| All. Sec. | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,155.31 | 0.11% | -0.63% | 0.30% | 0.71% |
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| Nichel | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 13,018.64 | 1.65% | 0.13% | 0.10% | 1.31% |
| Piombo | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 1,706.90 | 2.64% | 0.92% | 1.27% | 2.26% |
| Rame | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 9,438.19 | 3.95% | 2.83% | 3.87% | 8.13% |
| Stagno | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 31,298.86 | 4.89% | 0.78% | -0.56% | 5.58% |
| Zinco | 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,817.63 | 3.95% | 4.50% | 7.13% | 11.06% |
Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg
Il mercato mondiale dello zinco entra nell’ultimo trimestre del 2025 con un nuovo equilibrio, frutto di un mix complesso di fattori: l’aumento della produzione mineraria, la riapertura graduale dell’export cinese e una tensione latente sui mercati internazionali.
Nel corso del terzo trimestre, la produzione globale di concentrati di zinco è cresciuta sensibilmente, rafforzando la posizione negoziale degli smelter cinesi, che oggi dispongono di un ampio approvvigionamento di feedstock.
Il gruppo minerario sino-australiano MMG ha riportato risultati solidi: la miniera di Dugald River (Queensland, foto in basso a sinistra) ha prodotto 48.132 tonnellate di concentrato (+38% su base annua), mentre la miniera di Rosebery (Tasmania, foto in basso a destra) ha totalizzato 10.615 tonnellate, in calo rispetto al trimestre precedente ma in linea con le attese.
Complessivamente, i due siti hanno generato 58.747 tonnellate, pari a un incremento del 26% su base annua, contribuendo ad ampliare la disponibilità di materia prima per gli impianti di raffinazione cinesi.
“Gli smelter hanno più opzioni e più potere contrattuale. Nessuno ha fretta di assicurarsi il materiale”, ha spiegato un trader di Shanghai a Commodity Evolution.
“Concentrati in aumento e smelter cinesi in posizione di forza: il mercato dello zinco entra nel quarto trimestre con un nuovo equilibrio tra offerta e domanda”


Il gruppo minerario MMG opera tra Australia e Tasmania con i siti di Dugald River e Rosebery, tra i principali produttori di concentrati di zinco a livello globale. Le due miniere hanno contribuito in modo decisivo all’aumento dell’offerta nel terzo trimestre 2025, sostenendo la capacità di raffinazione cinese e l’equilibrio del mercato internazionale.
Il gruppo minerario MMG opera tra Australia e Tasmania con i siti di Dugald River e Rosebery,
tra i principali produttori di concentrati di zinco a livello globale. Le due miniere hanno
contribuito in modo decisivo all’aumento dell’offerta nel terzo trimestre 2025,
sostenendo la capacità di raffinazione cinese e l’equilibrio
del mercato internazionale.
Preferenza per il domestico e penalizzazione dell’import
Gli operatori cinesi hanno mostrato una crescente preferenza per i concentrati nazionali, anche a causa della perdita di convenienza sulle importazioni dovuta al deprezzamento dello yuan e al calo dell’arbitraggio. Sempre più fonderie prediligono materiali con alto contenuto di metalli preziosi — come argento e indio — in grado di garantire margini di recupero più elevati.
Secondo Commodity Evolution, a settembre il differenziale medio di arbitraggio per lo zinco all’import ha registrato una perdita di 397,21 $/t, in peggioramento rispetto ai 253,81 $/t di agosto. Parallelamente, i Treatment Charges (TCs) CIF Cina sono saliti a 100-120 $/t, segnalando un mercato tornato in equilibrio dopo mesi di tensione.
“Con più materiale disponibile e meno pressione per assicurarsi feedstock, gli smelter sono tornati in posizione di forza”, ha confermato un trader di Nanchang.
Zinco puro al 99,995% (a sinistra: frammento cristallino di un lingotto, a destra: dendritico sublimato) e un cubo di zinco da 1 cm^3 per comparazione
Zinco puro al 99,995% (a sinistra: frammento cristallino di un lingotto,
a destra: dendritico sublimato) e un cubo di zinco da 1 cm^3
per comparazione
Cina: esportazioni in ripresa dopo mesi di letargo
Sul fronte del metallo raffinato, la Cina ha sorpreso il mercato globale con un deciso rimbalzo delle esportazioni di zinco.
A settembre, le spedizioni sono balzate a 2.477 tonnellate, con un aumento del 696% su base mensile e del 158% su base annua, mentre il totale dei primi nove mesi dell’anno ha raggiunto 15.602 tonnellate, in crescita del 32,75% rispetto al 2024.
“L’aumento di settembre è stato moderato, ma segna un cambiamento di direzione”, ha dichiarato un trader di Shanghai. “Sempre più operatori monitorano il mercato e preparano spedizioni di prova”.
La tendenza riflette l’allargamento della finestra di arbitraggio e il forte rialzo dei prezzi LME, spinti dalla scarsità di scorte e da una backwardation record, che ha incentivato le fonderie a guardare nuovamente ai mercati esteri.
Importazioni in calo e un arbitraggio sempre più favorevole all’export
Le importazioni di zinco raffinato in Cina, invece, sono diminuite drasticamente: a settembre si sono fermate a 22.678 tonnellate, -11,6% rispetto ad agosto e -57% rispetto a un anno prima.
Nel periodo gennaio-settembre, le importazioni totali hanno raggiunto 258.224 tonnellate, in calo del 19,27% su base annua.
Il forte differenziale di prezzo tra LME e SHFE continua a rendere più redditizio esportare che importare. Al 22 ottobre, lo zinco LME ha chiuso a 3.019,5 $/t, mentre il contratto SHFE si è assestato intorno ai 22.000 yuan (3.087 $/t), mantenendo uno spread positivo a favore dell’export.
“Il mercato sta lentamente riaprendo la finestra di arbitraggio”, ha spiegato un operatore. “Con il differenziale attuale, l’export torna interessante — ma restano incertezze sui costi e sulla politica commerciale”.
“Dopo mesi di stasi, le esportazioni cinesi di zinco rimbalzano con forza, mentre le importazioni crollano oltre il 50%. Il differenziale LME–SHFE riapre la finestra di arbitraggio e riporta la Cina al centro degli scambi, ma restano incertezze su costi e politica commerciale”
Il porto di Ningbo, uno dei principali terminal container della Cina orientale, è tra i nodi strategici per le esportazioni di metalli non ferrosi. Nel 2025 il traffico di zinco raffinato ha registrato una netta ripresa, in linea con la riapertura della finestra di arbitraggio verso i mercati internazionali.
Il porto di Ningbo, uno dei principali terminal container della Cina orientale, è tra i nodi strategici
per le esportazioni di metalli non ferrosi. Nel 2025 il traffico di zinco raffinato ha registrato una netta ripresa,
in linea con la riapertura della finestra di arbitraggio verso i mercati internazionali.
Prime spedizioni di prova e attesa sul mercato internazionale
Con l’avvicinarsi della fine di ottobre, piccoli lotti di zinco raffinato cinese hanno cominciato a essere spediti verso l’Asia e il Medio Oriente.
Non si tratta ancora di volumi rilevanti, ma di spedizioni pilota — da poche decine a qualche centinaio di tonnellate — che indicano una prudente riapertura del commercio.
“Siamo in attesa disperata di metallo cinese”, ha dichiarato un trader di Singapore. “Ci sono offerte, ma nulla di concreto”.
Il parallelo con il marzo 2022 è immediato: allora la Cina aveva esportato circa 80.000 tonnellate in pochi mesi, riducendo le tensioni globali. Oggi, molti operatori sperano in un effetto simile.
Backwardation record all’LME e tensione sul breve termine
La backwardation dello zinco al LME — ovvero il differenziale tra prezzo spot e prezzo a tre mesi — ha raggiunto un record storico di 338,74 $/t il 22 ottobre, segnalando una tensione senza precedenti sul metallo fisico disponibile a breve.
Tuttavia, secondo Commodity Evolution, questa non è una carenza strutturale ma un effetto di speculazioni finanziarie e spostamenti tattici di metallo tra magazzini. “È una scarsità logistica, non produttiva”, ha spiegato un trader europeo. “Il metallo c’è, ma non è nel posto giusto”.
Premi a Shanghai: stabilità e attesa
Mentre il mercato LME resta teso, in Cina regna la calma. I premi dello zinco SHG 99,995% CIF Shanghai si sono mantenuti invariati a 110-130 $/t, livelli stabili da giugno, in un contesto di scambi ridotti e domanda debole.
L’arbitraggio all’export mostra margini sottili — intorno ai 10 $/t — insufficienti per alimentare un vero flusso commerciale.
Al contrario, l’arbitraggio all’import continua a peggiorare, con una perdita di 499,97 $/t calcolata il 21 ottobre, rispetto ai 472,24 $/t della settimana precedente.
“Le opportunità ci sono solo sulla carta”, ha ammesso un trader del Guangdong. “In pratica, i costi cancellano i margini: è un mercato di sopravvivenza, non di profitto”.
“Piccole spedizioni di prova riaccendono l’interesse per il metallo cinese, ma il mercato resta sospeso tra attesa e incertezza. Mentre la backwardation record al LME segnala tensione sul breve termine — più logistica che strutturale — i premi a Shanghai restano stabili, riflettendo un equilibrio fragile tra offerta abbondante e domanda fiacca. È una fase di transizione, in cui i margini sull’arbitraggio si assottigliano e il mercato globale attende un segnale più chiaro dalla Cina”
Zinco LME: tra rimbalzo e consolidamento, il mercato cerca una nuova direzione
Dopo un anno di forti oscillazioni e un recupero deciso nei mesi estivi, il mercato dello zinco entra nel quarto trimestre del 2025 con il fiato sospeso. I prezzi LME a tre mesi, che solo in aprile erano precipitati sotto i 2.600 $/t, hanno riconquistato terreno, superando a ottobre la soglia psicologica dei 3.000 $/t — un livello che non si vedeva da inizio anno.
La dinamica è figlia di un duplice equilibrio: da un lato l’abbondanza di concentrati minerari, che mantiene sotto controllo i Treatment Charges (TCs) e limita il rischio di carenze strutturali; dall’altro, una tensione evidente sul mercato del metallo raffinato, acuita dalla backwardation record del LME e dalle scorte ai minimi.
Una ripresa che si è consolidata nei mesi estivi
Dopo la lunga discesa iniziata a gennaio e culminata nel crollo primaverile, lo zinco ha trovato un solido punto di svolta tra maggio e giugno, in corrispondenza di un rafforzamento della domanda industriale e della ripresa del comparto energetico.
Da quel momento, la curva dei prezzi ha assunto una configurazione rialzista più regolare: massimi crescenti, minimi sempre più alti e una media mobile che funge da linea di sostegno dinamico.
Gli indicatori tecnici mostrano un momentum positivo, seppure in rallentamento. Il MACD rimane in territorio neutrale-rialzista, segno che i compratori conservano ancora il controllo del mercato, ma senza eccessi speculativi.
Fattori fondamentali: il peso della Cina e le scorte LME
Dal punto di vista dei fondamentali, il terzo trimestre ha visto una netta espansione della produzione di concentrati, soprattutto grazie ai siti australiani di MMG. Questo ha garantito agli smelter cinesi un flusso costante di materia prima, permettendo loro di negoziare TCs più favorevoli e mantenere una posizione di forza.
Parallelamente, le esportazioni di zinco raffinato cinese — dopo mesi di stasi — hanno ricominciato a muoversi. Settembre ha segnato un incremento di quasi il 700% rispetto ad agosto, e il trend potrebbe proseguire nel Q4, se la finestra di arbitraggio resterà aperta.
Il nodo centrale resta però la backwardation: la differenza tra prezzo spot e prezzo a tre mesi ha toccato livelli record, oltre 330 $/t, segnalando un mercato teso e sbilanciato sul breve termine. Gli analisti, tuttavia, ritengono che questa tensione sia più frutto di manovre speculative e “giochi di magazzino” che di una reale carenza di metallo.
“Dopo un anno di forti oscillazioni, lo zinco consolida il recupero estivo sopra la soglia dei 3.000 $/t, in un mercato sospeso tra solidità tecnica e tensioni di breve. L’abbondanza di concentrati mantiene sotto controllo i Treatment Charges, mentre la backwardation record e le scorte ridotte segnalano un equilibrio ancora precario. Cina e Australia restano i poli decisivi di un sistema in riassestamento, dove la domanda energetica sostiene i prezzi ma la volatilità resta elevata”
Scenario più probabile per il Q4 2025
Entrando nel quarto trimestre, il quadro tecnico e fondamentale lascia intravedere un periodo di consolidamento rialzista.
Dopo aver testato più volte la soglia dei 3.050-3.080 $/t, il mercato sembra destinato a muoversi in un canale compreso tra 2.950 e 3.150 $/t, con tendenza moderatamente positiva.
Target base (scenario centrale): 3.050-3.150 $/t
Outlook: stabilità con margini di forza
In sintesi, il Q4 2025 dello zinco potrebbe essere ricordato come una fase di transizione: meno frenesia rispetto ai mesi precedenti, ma con la concreta possibilità di chiudere l’anno sopra quota 3.000 $/t.
Il mercato resta fragile, ma non più vulnerabile.
L’ampia disponibilità di concentrato limita i rischi di impennate speculative, mentre l’interesse crescente per l’export cinese offre un nuovo equilibrio ai flussi globali. In altre parole, lo zinco entra nell’ultimo tratto del 2025 su fondamenta più solide, pronto a difendere — e forse migliorare — il terreno riconquistato.
Previsioni Zinco: il modello forecast Commodity Evolution (CE) indica stabilità, ma con margini al rialzo
Le simulazioni del modello MBB (Moving Block Bootstrap) offrono una visione prudente ma costruttiva sull’evoluzione dei prezzi dello zinco nel quarto trimestre del 2025 e l’inizio del 2026.
Dopo il recupero estivo, il forecast mediano (percentile 50%) suggerisce una fase di stabilizzazione tra 3.050 e 3.150 $/t, coerente con la dinamica di consolidamento osservata negli ultimi mesi. Il modello, che si basa su una ricombinazione empirica dei rendimenti storici senza ipotesi teoriche, evidenzia come il mercato stia ritrovando un equilibrio dopo un 2025 segnato da forte volatilità.
Gli scenari superiori, rappresentati dal percentile 75%, mostrano tuttavia la possibilità di un’estensione rialzista fino a 3.350-3.400 $/t entro gennaio 2026, in caso di prolungata backwardation LME o di una ripresa più decisa della domanda industriale. Al contrario, il percentile 25% individua il limite inferiore intorno ai 2.850 $/t, corrispondente a un possibile scenario di normalizzazione delle scorte e allentamento dell’arbitraggio.
Nel complesso, il cono di previsione del modello MBB indica un mercato più stabile ma non privo di rischio, con una volatilità ancora elevata ma distribuita in modo più bilanciato tra gli scenari rialzisti e ribassisti.
In sintesi, lo zinco sembra avviarsi verso una fine d’anno di consolidamento controllato, con una probabilità crescente che i prezzi restino sopra i 3.000 $/t e una finestra di opportunità per nuovi impulsi rialzisti nel primo trimestre del 2026.
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Osservatorio Zinco – Settembre 2026
Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.
Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026
Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.
Osservatorio Zinco – Luglio 2026
Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.
Osservatorio Alluminio – Giugno 2026
Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.
Osservatorio Rame – Maggio 2026
Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.
Osservatorio Acciaio – Aprile 2026
Il mercato europeo dell'acciaio piatto HRC entra nel mese con prezzi sostenuti intorno a 690–700 €/t, ma la solidità è più apparente che reale. Europa, Stati Uniti e Cina mostrano dinamiche differenti, accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall'offerta e dai costi — regolazione, CBAM, carenza di bramme, logistica — non da una vera espansione della domanda. Il modello CESSI di Commodity Evolution segnala un mercato "Very Tight" a 73,0, con margini produttivi BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Sullo sfondo, i metalli non ferrosi LME confermano un ciclo industriale ancora debole, con rame, stagno e zinco in territorio chiaramente negativo su base mensile.













