Accordo USA–UE:
tra progresso diplomatico
e nodi irrisolti

Accordo USA–UE: tra progresso diplomatico e nodi irrisolti

Nel mese appena trascorso i metalli industriali hanno mostrato andamenti contrastanti.

In dollari, le performance sono state complessivamente positive: lo stagno ha guidato i rialzi con un +6,40% su base mensile, seguito da alluminio (+1,36%), nichel (+1,45%) e rame (+1,01%). Segnali di debolezza si sono visti invece nello zinco (–0,16%) e, in misura marginale, nel piombo (+0,21%).

In euro, la svalutazione del dollaro ha attenuato i guadagni e accentuato le perdite. Lo stagno resta il miglior performer (+4,41% su base mensile), mentre alluminio (–0,55%), rame (–0,88%) e zinco (–2,04%) hanno chiuso in territorio negativo. Piombo (–1,68%) e nichel (–0,45%) hanno mostrato una dinamica simile, penalizzati dal cambio.

Nel complesso, luglio è stato un mese di consolidamento con segnali positivi soprattutto per stagno, nichel e alluminio, mentre lo zinco continua a mostrare maggiore fragilità.

“Nel complesso luglio ha confermato lo stagno come miglior performer del mercato dei metalli, mentre lo zinco continua a rappresentare l’anello debole con segnali di fragilità”

PRODOTTO FIXING SCADENZA ULTIMO 1 SETT. 2 SETT. 3 SETT. 1 MESE
All. Sec. 14:15 $/ton Cash 2,509.00 0.00% 0.00% 0.00% 0.00%
Alluminio 14:15 $/ton Cash 2,615.00 1.73% 0.25% -0.08% 1.36%
Nichel 14:15 $/ton Cash 15,015.00 1.66% 0.91% 0.23% 1.45%
Piombo 14:15 $/ton Cash 1,944.00 0.62% 0.08% -1.52% 0.21%
Rame 14:15 $/ton Cash 9,703.50 0.96% 0.39% 0.70% 1.01%
Stagno 14:15 $/ton Cash 34,900.00 4.18% 3.95% 3.70% 6.40%
Zinco 14:15 $/ton Cash 2,764.50 0.09% -2.11% -1.55% -0.16%

Performance Metalli Cash $/ton

PRODOTTO FIXING SCADENZA ULTIMO 1 SETT. 2 SETT. 3 SETT. 1 MESE
All. Sec. 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,150.69 -0.21% 0.18% -0.18% -1.88%
Alluminio 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,241.56 1.51% 0.43% -0.26% -0.55%
Nichel 14:30 € Bloomberg/ton Cash 12,870.74 1.44% 1.08% 0.05% -0.45%
Piombo 14:30 € Bloomberg/ton Cash 1,666.38 0.41% 0.25% -1.70% -1.68%
Rame 14:30 € Bloomberg/ton Cash 8,317.76 0.75% 0.57% 0.51% -0.88%
Stagno 14:30 € Bloomberg/ton Cash 29,916.00 3.96% 4.13% 3.51% 4.41%
Zinco 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,369.71 -0.12% -1.93% -1.73% -2.04%

Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg

PRODOTTO FIXING SCADENZA ULTIMO 1 SETT. 2 SETT. 3 SETT. 1 MESE
All. Sec. 14:15 $/ton Cash 2,509.00 0.00% 0.00% 0.00% 0.00%
Alluminio 14:15 $/ton Cash 2,615.00 1.73% 0.25% -0.08% 1.36%
Nichel 14:15 $/ton Cash 15,015.00 1.66% 0.91% 0.23% 1.45%
Piombo 14:15 $/ton Cash 1,944.00 0.62% 0.08% -1.52% 0.21%
Rame 14:15 $/ton Cash 9,703.50 0.96% 0.39% 0.70% 1.01%
Stagno 14:15 $/ton Cash 34,900.00 4.18% 3.95% 3.70% 6.40%
Zinco 14:15 $/ton Cash 2,764.50 0.09% -2.11% -1.55% -0.16%

Performance Metalli Cash $/ton

PRODOTTO FIXING SCADENZA ULTIMO 1 SETT. 2 SETT. 3 SETT. 1 MESE
All. Sec. 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,150.69 -0.21% 0.18% -0.18% -1.88%
Alluminio 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,241.56 1.51% 0.43% -0.26% -0.55%
Nichel 14:30 € Bloomberg/ton Cash 12,870.74 1.44% 1.08% 0.05% -0.45%
Piombo 14:30 € Bloomberg/ton Cash 1,666.38 0.41% 0.25% -1.70% -1.68%
Rame 14:30 € Bloomberg/ton Cash 8,317.76 0.75% 0.57% 0.51% -0.88%
Stagno 14:30 € Bloomberg/ton Cash 29,916.00 3.96% 4.13% 3.51% 4.41%
Zinco 14:30 € Bloomberg/ton Cash 2,369.71 -0.12% -1.93% -1.73% -2.04%

Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg

Il nuovo quadro commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea

Il nuovo quadro commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, annunciato il 21 agosto, segna un passo importante verso una maggiore armonizzazione tariffaria ma lascia ancora aperte numerose incognite.

Per il settore automobilistico europeo, la decisione di Washington di mantenere il dazio del 27,5% rappresenta un freno significativo. La prospettata riduzione al 15% è infatti subordinata a una mossa legislativa europea che riduca i dazi sui beni industriali e agricoli americani: una clausola che lega il futuro delle tariffe a un processo politico complesso e potenzialmente lungo.

La gran parte dei beni europei esportati negli Stati Uniti beneficerà invece di un dazio armonizzato al 15%, includendo settori strategici come legname, semiconduttori e farmaceutica. Tuttavia, per acciaio e alluminio, i nodi restano irrisolti.

Acciaio e alluminio: il peso della sezione 232

Le esportazioni europee verso gli USA continuano a scontare tariffe punitive del 50% ai sensi della sezione 232 del Trade Expansion Act. A ciò si aggiunge un ulteriore ostacolo: l’ampliamento dell’elenco dei prodotti coinvolti, che dal 18 agosto comprende ben 407 nuovi codici doganali relativi a derivati di acciaio e alluminio.

Per bilanciare tali misure, le parti hanno concordato sull’introduzione di quote tariffarie TRQ, che dovrebbero permettere un accesso regolamentato al mercato statunitense, senza rinunciare a un elevato livello di protezione per i produttori locali. Restano però incerti i parametri concreti di funzionamento: secondo analisti di Commodity Evolution, i contingenti potrebbero basarsi sui volumi storici, mentre le quantità eccedenti sarebbero soggette al dazio pieno del 50%.

“Il nuovo quadro commerciale USA-UE segna un progresso nell’armonizzazione tariffaria, ma acciaio e alluminio restano al centro delle tensioni. Le tariffe punitive del 50% e i nuovi contingenti TRQ mostrano come i nodi irrisolti della sezione 232 possano ancora condizionare profondamente gli scambi tra le due sponde dell’Atlantico”

Automotive - Linea assemblamento e produzione
Automotive - Linea assemblamento e produzione

Impatti sul settore auto e produzione siderurgica

Il comparto automobilistico europeo, che assorbe circa il 20% della domanda di acciaio del continente, rischia di subire pressioni significative. Le tariffe introdotte dall’amministrazione Trump non hanno penalizzato solo gli esportatori europei, ma hanno anche aumentato i costi per i produttori statunitensi, comprimendone i margini.

Nel 2024, le esportazioni europee di acciaio al carbonio verso gli USA hanno toccato i 2,5 milioni di tonnellate, in crescita del 31% rispetto al 2023, ma ancora lontane dai livelli pre-dazi del 2018, quando le spedizioni avevano superato i 3 milioni di tonnellate.

Prospettive europee

Parallelamente, anche Bruxelles prepara nuove misure: la consultazione pubblica sulla futura politica commerciale per l’acciaio si è chiusa il 18 agosto, con un ampio consenso verso l’adozione di TRQ. La commissione dovrebbe presentare entro il terzo trimestre 2025 un sistema definitivo, destinato a sostituire le attuali salvaguardie dal 1° luglio 2026.

L’obiettivo resta quello di bilanciare la protezione dal surplus produttivo globale con la necessità di mantenere aperto, seppur regolato, il mercato comunitario.

L’intesa tra USA e UE può essere letta come un passo di distensione, ma il percorso verso una stabilizzazione dei rapporti è tutt’altro che concluso. La riduzione dei dazi sulle auto resta condizionata a scelte legislative europee, mentre per acciaio e alluminio il sistema TRQ è ancora privo di dettagli operativi.

I prossimi mesi saranno decisivi per capire se questa cornice riuscirà a trasformarsi in un equilibrio duraturo o se, al contrario, nuove tensioni commerciali torneranno a dominare le relazioni transatlantiche.

“Il settore automobilistico europeo rischia pressioni crescenti mentre le tariffe pesano ancora su acciaio e alluminio. Bruxelles prepara un nuovo sistema TRQ dal 2026, ma l’equilibrio con gli USA resta fragile e condizionato da scelte politiche complesse”

Acciaio - HRC Coils laminati a caldo

Acciaio HRC nord Europa: prezzi vicini al fondo, segnali di stabilizzazione

Negli ultimi mesi il mercato europeo dell’HRC (coils laminati a caldo, foto sopra) ha subito una fase di ribasso piuttosto marcata. Dal picco di oltre €640/t registrato ad aprile 2025, i prezzi hanno intrapreso un trend discendente costante, fino a toccare minimi nell’area dei €520–530/t a luglio.

La pressione ribassista è stata guidata da domanda debole e da importazioni asiatiche a basso costo, che hanno inciso significativamente sul mercato interno europeo. A ciò si aggiungono le incertezze normative legate al CBAM, il meccanismo europeo di adeguamento delle emissioni alla frontiera, che entrerà a regime nel 2026 ma già influenza le decisioni di acquisto.

Coils Laminati a caldo HRC - Nord Europa, Euro/ton

Coils Laminati a caldo HRC – Nord Europa, Euro/ton

Coils Laminati a caldo HRC
Nord Europa, Euro/ton

Fase di consolidamento

Nelle ultime settimane di agosto i prezzi sembrano aver trovato una base, oscillando stabilmente tra €540 e €560/t. Questo movimento laterale segnala che il mercato potrebbe aver già scontato la maggior parte delle pressioni ribassiste, anche se manca ancora un chiaro impulso alla ripresa.

Domanda e offerta

  • Domanda debole: i settori utilizzatori (edilizia e automotive in particolare) restano cauti, posticipando acquisti in attesa di maggiore chiarezza sulla direzione dei prezzi
  • Offerta in eccesso: l’afflusso di materiale a basso costo, soprattutto dalla Cina, continua a pesare, anche se l’UE sta valutando restrizioni più severe sulle importazioni attraverso quote tariffarie
  • Margini sotto pressione: molti produttori europei operano oggi vicino o sotto i costi di produzione, condizione che potrebbe portare a tagli di capacità se i prezzi restassero su questi livelli

Prospettive a breve termine

Per settembre 2025, lo scenario più probabile è quello di una prosecuzione della fase di stabilizzazione laterale nella fascia €540–560/t, con eventuali rimbalzi tecnici se dovessero emergere segnali di ripresa della domanda. Un rafforzamento deciso dei prezzi resta invece legato a:

  • Misure più stringenti dell’UE contro le importazioni a basso costo
  • Recupero della domanda nell’automotive e nelle costruzioni
  • Riduzione dell’eccesso di offerta globale, in particolare in Asia

Conclusione

Il mercato dell’HRC in nord Europa si trova oggi vicino a un punto di equilibrio fragile: i prezzi hanno probabilmente toccato il fondo, ma la ripresa è ancora incerta e dipenderà tanto dalle mosse regolamentari quanto dall’andamento macroeconomico nella seconda parte dell’anno.

(16/09/2025) Mercato europeo HRC: prezzi stabili, domanda debole e incertezze regolatorie

Il mercato del laminato a caldo (HRC) in Europa ha mostrato calma lunedì 15 settembre, con prezzi sostanzialmente stabili e scambi ridotti, secondo i dati di Commodity Evolution.

Nord Europa

Indice HRC a 580,31 €/t ex-works, in lieve rialzo giornaliero (+0,31 €/t). La domanda resta debole, con i buyer cauti e scettici di fronte alle offerte a 600-630 €/t. Valori negoziabili stimati intorno a 570-590 €/t.

Italia

Indice HRC a 576 €/t ex-works, in lieve flessione settimanale. Le acciaierie offrono a 580-600 €/t delivered, ma i buyer indicano target più bassi (540-550 €/t).

Importazioni

Offerte stabili ma con appeal limitato a causa di CBAM e misure di salvaguardia UE:

  • Turchia: 520-540 €/t CFR
  • India: 520-530 €/t CFR
  • Indonesia: 485-490 €/t CFR

Conclusione

Il mercato europeo dell’HRC resta in equilibrio precario: a Nord, scorte già acquisite e domanda debole frenano i rialzi. A Sud, l’Italia mostra segnali di ripartenza lenta.

Le importazioni continuano a esercitare pressione, ma i vincoli regolatori ne limitano l’impatto.

Il quarto trimestre dipenderà dall’interazione tra domanda interna, regolamentazione (CBAM, salvaguardie) e concorrenza internazionale.

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Articolo a cura di commodityevolution.com, pubblicato il 02/09/2025.

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  • Vista panoramica della miniera di zinco MMG Dugald River nel Queensland australiano, esempio dell'attività mineraria che alimenta la scarsità di concentrati di zinco nel mercato globale

Osservatorio Zinco – Settembre 2026

Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.

  • Nave portacontainer in navigazione sulla rotta Suez, elemento centrale nella struttura settimanale dei noli marittimi

Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026

Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.

  • Porto europeo con gru portuali e nave container, riferimento agli hub logistici e ai possibili flussi di zinco importato verso l’Europa

Osservatorio Zinco – Luglio 2026

Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.

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Osservatorio Alluminio – Giugno 2026

Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.

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Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.

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Il mercato europeo dell'acciaio piatto HRC entra nel mese con prezzi sostenuti intorno a 690–700 €/t, ma la solidità è più apparente che reale. Europa, Stati Uniti e Cina mostrano dinamiche differenti, accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall'offerta e dai costi — regolazione, CBAM, carenza di bramme, logistica — non da una vera espansione della domanda. Il modello CESSI di Commodity Evolution segnala un mercato "Very Tight" a 73,0, con margini produttivi BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Sullo sfondo, i metalli non ferrosi LME confermano un ciclo industriale ancora debole, con rame, stagno e zinco in territorio chiaramente negativo su base mensile.