Nel mese di luglio, il mercato dei metalli ha registrato una tendenza generalmente positiva, soprattutto in euro, grazie all’indebolimento della valuta europea che ha sostenuto le quotazioni in valuta locale.
- Zinco è stato il migliore tra i metalli base, con un +1,88% in USD e un significativo +2,55% in EUR, supportato da una forte ripresa nelle ultime tre settimane.
- Alluminio primario ha mostrato un moderato rialzo mensile: +1,52% in USD e +2,19% in EUR, segnando un recupero costante dopo un avvio negativo.
- Stagno ha guadagnato lo 0,75% in USD e l’1,42% in EUR, sostenuto da una domanda stabile in Asia.
- Piombo ha avuto un andamento altalenante, chiudendo a -0.86% in USD ma quasi invariato in EUR (-0.21%).
- Rame si conferma debole, con un calo mensile del -2,56% in USD e del -1,92% in EUR, penalizzato da un sentiment ribassista e dati macroeconomici cinesi incerti.
- Nichel ha segnato un modesto +0,20% in USD e +0,86% in EUR, in lieve ripresa dopo un avvio negativo.
Nel complesso, i metalli in euro hanno sovraperformato rispetto alle quotazioni in dollari, segno che l’effetto cambio ha giocato un ruolo determinante a favore degli operatori europei.
“Il Rame conferma un andamento debole, con calo mensile del -2,56% ($) / -1,92% (€), penalizzato da sentiment ribassista e dati macroeconomici cinesi incerti”
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 2,509.00 | 0.00% | 0.00% | 0.00% | 0.00% |
| Alluminio | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 2,632.50 | -0.62% | 1.80% | 2.59% | 1.52% |
| Nichel | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 15,050.00 | -1.47% | 1.11% | 0.87% | 0.20% |
| Piombo | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 2,007.50 | 1.57% | 2.14% | -0.27% | -0.86% |
| Rame | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 9,783.00 | 0.10% | 2.39% | -1.11% | -2.56% |
| Stagno | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 34,100.00 | 0.96% | 1.62% | 1.68% | 0.75% |
| Zinco | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 2,816.00 | -1.05% | 3.87% | 5.39% | 1.88% |
Performance Metalli Cash $/ton
Performance Metalli Cash $/ton
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 2,509.00 | 0.00% | 0.00% | 0.00% | 0.00% |
| Alluminio | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 2,632.50 | -0.62% | 1.80% | 2.59% | 1.52% |
| Nichel | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 15,050.00 | -1.47% | 1.11% | 0.87% | 0.20% |
| Piombo | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 2,007.50 | 1.57% | 2.14% | -0.27% | -0.86% |
| Rame | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 9,783.00 | 0.10% | 2.39% | -1.11% | -2.56% |
| Stagno | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 34,100.00 | 0.96% | 1.62% | 1.68% | 0.75% |
| Zinco | Fixing 14:15 $/ton | Cash | 2,816.00 | -1.05% | 3.87% | 5.39% | 1.88% |
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,153.65 | -0.23% | 0.33% | 1.09% | 0.66% |
| Alluminio | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,259.66 | -0.85% | 2.13% | 3.71% | 2.19% |
| Nichel | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 12,918.45 | -1.70% | 1.44% | 1.97% | 0.86% |
| Piombo | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 1,723.18 | 1.33% | 2.47% | 0.81% | -0.21% |
| Rame | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 8,397.42 | -0.13% | 2.72% | -0.03% | -1.92% |
| Stagno | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 29,270.39 | 0.73% | 1.96% | 2.79% | 1.42% |
| Zinco | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,417.17 | -1.28% | 4.21% | 6.54% | 2.55% |
Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg
Performance Metalli Cash €/ton Bloomberg
| Prodotto | Fixing | Scadenza | Ultimo | 1 sett. | 2 sett. | 3 sett. | 1 mese |
| All. Sec. | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,153.65 | -0.23% | 0.33% | 1.09% | 0.66% |
| Alluminio | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,259.66 | -0.85% | 2.13% | 3.71% | 2.19% |
| Nichel | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 12,918.45 | -1.70% | 1.44% | 1.97% | 0.86% |
| Piombo | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 1,723.18 | 1.33% | 2.47% | 0.81% | -0.21% |
| Rame | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 8,397.42 | -0.13% | 2.72% | -0.03% | -1.92% |
| Stagno | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 29,270.39 | 0.73% | 1.96% | 2.79% | 1.42% |
| Zinco | Fixing 14:30 € Bloomberg/ton | Cash | 2,417.17 | -1.28% | 4.21% | 6.54% | 2.55% |
L’accordo annunciato il 27 luglio tra Donald Trump e Ursula von der Leyen avrebbe dovuto portare chiarezza e stabilità nelle relazioni commerciali transatlantiche, ma nel caso del rame si è trasformato in un elemento di ulteriore ambiguità e discontinuità. Contrariamente alle aspettative iniziali — che parlavano di un tetto del 15% sui dazi per il rame europeo — il documento ufficiale della Casa Bianca ha confermato che le esportazioni di rame, acciaio e alluminio resteranno soggette a tariffe punitive del 50%.
Questa incoerenza tra comunicazione politica e contenuto reale ha immediatamente alimentato inquietudine tra gli esportatori europei, lasciando intendere che il rame, pur figurando tra le materie prime strategiche UE, non rientra tra quelle classificate come “critiche” ai fini delle esenzioni tariffarie. La conseguenza è stata una rapida interruzione dei flussi verso gli USA, proprio mentre i trader tentavano di anticipare l’entrata in vigore delle nuove misure il 1° agosto.
Crollo dei Premi e Arbitraggio Fuori Controllo
L’effetto sul mercato fisico non si è fatto attendere. Il premio cif Rotterdam per il rame di grado A è sceso da 185 a 167,50 $/ton in due settimane, evidenziando una domanda depressa e un sistema commerciale in stand-by. Il colpo più evidente è stato però sul differenziale tra i due principali mercati di riferimento: il CME statunitense e l’LME londinese. Il cosiddetto arbitraggio ha toccato un massimo storico di 2.600 $/ton il 21 luglio, alimentato dagli acquisti frenetici di catodi da parte degli importatori USA prima del giro di vite tariffario.
Allo stesso tempo, il mercato spot statunitense ha mostrato un comportamento caotico, con premi oscillanti tra 0,05 e 0,14 $/libbra, a seconda delle quantità e delle tempistiche. Gli operatori parlano di un “bersaglio in movimento”, dove nessun prezzo è affidabile e ogni punto di riferimento può essere smentito il giorno successivo.
Il “premio cif Rotterdam per il rame di grado A” è un sovrapprezzo rispetto al prezzo ufficiale LME, che indica quanto costa avere rame raffinato (grado A) effettivamente consegnato nel porto di Rotterdam.
L’Europa Marginale, L’Asia Centrale: Il Caso del Rame da Rottame
Mentre le esportazioni di rame raffinato europeo soffrono, quelle di rame secondario (rottame) dagli USA verso l’estero restano fortemente sbilanciate a favore dell’Asia. La Cina ha assorbito il 20,7% del rottame statunitense tra gennaio e maggio 2025, nonostante un crollo dei volumi del 53% rispetto al 2024. I Paesi UE, invece, restano marginali (Belgio 5,2%, Germania 1,9%).
Dall’altra parte, gli USA continuano a importare solo da Canada e Messico, che non sono soggetti alle nuove misure. Questo significa che il rame europeo è escluso sia come fornitore di raffinato, sia come alternativa logistica nel settore rottame, aggravando la sua marginalizzazione commerciale.
Una Collaborazione Solo di Facciata?
Nonostante le dichiarazioni ottimistiche della Commissione Europea su una presunta “alleanza dei metalli”, la realtà è che il rame resta fuori dalla lista delle agevolazioni tariffarie, rendendo questa alleanza più retorica che operativa. Il settore si trova ora in una situazione di “instabilità strutturale”: dazi alti, premi compressi, arbitraggio impazzito e fiducia commerciale compromessa.
Come ha sottolineato John Gross (foto a destra), autore di The Copper Journal, l’intero ecosistema del rame — dai prezzi futures agli stock fisici — è entrato in una fase caotica, priva di punti fermi. La mancanza di certezze sulle regole commerciali, unita alla volatilità operativa, rischia di frenare gli scambi e le decisioni d’investimento per settimane.

John Gross è presidente di una società di consulenza per la gestione dei metalli ed editore di “The Copper Journal”, giornale di settore fondato nel 1987.
Outlook di Agosto:
Volatilità Alta, Direzione Bassa
Outlook di Agosto: Volatilità Alta, Direzione Bassa
Il mese di agosto si apre con un mercato che non ha ancora digerito lo shock normativo. La conferma dei dazi al 50% ha smorzato le aspettative rialziste che si erano diff use nei giorni precedenti l’annuncio, ma l’impatto sul sentiment resta profondo. I trader hanno sospeso buona parte delle spedizioni verso gli USA, mentre gli operatori americani stanno ancora smaltendo le importazioni effettuate in anticipo.
Il grafico dei prezzi suggerisce un’assenza di direzionalità chiara, con movimenti compressi in un range di congestione tra 9.600 e 9.850 $/ton. Le pressioni ribassiste non sono scomparse, ma potrebbero essere mitigate dalla scarsità fisica in Europa e da un possibile restringimento dell’arbitraggio con il CME.
Con l’arbitraggio ai massimi e i premi in calo, è difficile ipotizzare un rally significativo a meno di eventi geopolitici improvvisi o shock sul dollaro.
Lavorazione del rame. Operazioni
di fusione e produzione di filo in rame
e semilavorati in rame presso uno stabilimento
Lavorazione del rame. Operazioni di fusione e produzione di filo e semilavorati in rame presso uno stabilimento
Implicazioni Strategiche per l’Industria Europea
L’industria europea del rame si trova ora davanti a tre sfide principali:
1. Esclusione dal mercato statunitense
Con dazi al 50%, gli esportatori europei perdono accesso competitivo al mercato USA, mentre Paesi come il Canada mantengono canali aperti.
2. Difficoltà nel trasferire volumi
La domanda in Asia è debole, la Germania rallenta, e i premi si contraggono. Le alternative logistiche sono limitate e poco reattive.
3. Incertezza normativa permanente
L’ambiguità su cosa sia considerato “strategico” o “critico” nella classificazione UE mette a rischio anche altri metalli. Il rame è un test-case geopolitico per la politica industriale europea.
Per i trader e i buyer, agosto sarà il momento di difendere posizioni più che prenderne di nuove. La strategia più sensata è quella dell’attesa, con attenzione agli sviluppi macro, all’arbitraggio CME-LME e alle reazioni politiche europee. La stabilità promessa si è rivelata instabile. Il rame, ancora una volta, è il barometro della geopolitica industriale globale.
Confermiamo i seguenti livelli previsti, adattati al contesto post-annuncio (con EUR/USD = 1.15):
| SCENARIO | TARGET IN USD/TON |
TARGET IN EUR/TON |
NOTE |
| Base (più probabile) | 9.600 – 9.850 | 8.350 – 8.565 | Range laterale; mercato in attesa, premio europeo depresso. |
| Ribassista | 9.300 – 9.450 | 8.090 – 8.220 | Forte sfiducia, prosecuzione calo domanda fisica. |
| Rialzista | 9.900 – 10.100 | 8.610 – 8.785 | Solo con news positive su scorte o ripresa asiatica. |
(07/08/2025) Rame raffinato: nuova geografia dei premi dopo lo stop ai dazi USA
La settimana chiusa il 5 agosto ha segnato un punto di svolta per il mercato globale dei catodi di rame. La decisione dell’amministrazione Trump di escludere rame raffinato, rottami e anodi dalla Sezione 232 ha modificato l’equilibrio tra domanda, offerta e arbitraggio su scala globale.
USA – Il sentiment si è stabilizzato dopo la notizia dell’esclusione dai dazi. Il premio Midwest è salito a 6–7 c/lb, restringendosi verso l’alto. Un contango favorevole sul Comex rende più semplice lo stoccaggio e rilancia la possibilità di arbitraggio futuro.
Europa – Premi stabili, ma attenzione crescente: se parte del materiale destinato agli USA si riverserà sul mercato europeo, potremmo assistere a una revisione al ribasso, soprattutto sul segmento EQ.
Asia – Pressione al ribasso sui premi: CIF Shanghai a $40–65/t, zavorrati da importazioni poco attraenti e maggiore disponibilità. Il sentiment rimane fragile, con molti acquirenti che preferiscono EQ a basso costo proveniente da Africa e Russia.
Sud-Est Asiatico – Mercato calmo ma esposto. L’attività è limitata, ma le preoccupazioni su tagli produttivi regionali potrebbero generare tensioni lato offerta nei prossimi mesi.
In sintesi: la rimozione dei dazi ha ridisegnato le rotte del rame. Con l’Asia in pressione, l’Europa in attesa e gli USA in recupero, sarà la logistica globale – tra stoccaggi, arbitraggio e movimenti di premi – a determinare le prossime mosse.
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Osservatorio Zinco – Settembre 2026
Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.
Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026
Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.
Osservatorio Zinco – Luglio 2026
Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.
Osservatorio Alluminio – Giugno 2026
Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.
Osservatorio Rame – Maggio 2026
Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.
Osservatorio Acciaio – Aprile 2026
Il mercato europeo dell'acciaio piatto HRC entra nel mese con prezzi sostenuti intorno a 690–700 €/t, ma la solidità è più apparente che reale. Europa, Stati Uniti e Cina mostrano dinamiche differenti, accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall'offerta e dai costi — regolazione, CBAM, carenza di bramme, logistica — non da una vera espansione della domanda. Il modello CESSI di Commodity Evolution segnala un mercato "Very Tight" a 73,0, con margini produttivi BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Sullo sfondo, i metalli non ferrosi LME confermano un ciclo industriale ancora debole, con rame, stagno e zinco in territorio chiaramente negativo su base mensile.












