In un contesto sempre più frammentato e instabile, il mercato globale dei rottami ferrosi riflette con crescente intensità le complesse interazioni tra domanda industriale, politiche protezionistiche e dinamiche logistiche regionali.

I recenti dati del Bureau of International Recycling (BIR) forniscono una chiave di lettura multilivello su come questi elementi stiano ridisegnando le geografie degli scambi, dei prezzi e delle strategie di approvvigionamento.

Domanda differenziata: crescita selettiva e frenata industriale

Secondo il BIR, la domanda resta il principale driver dei prezzi, ma con forti divergenze su scala geografica. Alcune economie — spinte da progetti infrastrutturali, transizione energetica e politiche industriali stabili — mantengono elevati livelli di assorbimento di rottame. In altre regioni, invece, si osserva una netta contrazione della domanda, complici:

  • rallentamento manifatturiero globale;
  • instabilità geopolitica e normativa;
  • riconfigurazioni produttive nel settore dell’acciaio.

Queste asimmetrie si riflettono anche nei flussi commerciali: mentre alcuni paesi emergenti intensificano le azioni per l’espansione alimentare industriale, altri tagliano drasticamente gli acquisti a causa di offerta interna abbondante e domanda debole.

Stati uniti: tra euforia primaverile e shock da dazi

Nel secondo trimestre 2025, il mercato statunitense ha vissuto una forte discontinuità ciclica. Ad aprile, complice il miglioramento delle condizioni climatiche e un incremento iniziale dei prezzi, si è registrata una ripresa dei flussi verso i centri di raccolta e un’accelerazione degli scambi interni e con i partner regionali.

Ma questo slancio è stato interrotto bruscamente a causa dei nuovi dazi imposti dall’amministrazione Trump, che hanno colpito in particolare le esportazioni verso il Messico. Gli effetti non si sono fatti attendere:

  • blocco quasi totale dei flussi dagli Stati del Sud verso il Messico;
  • eccedenze interne di rottami di qualità premium (come i P&S – Plate & Structural);
  • pressione sui prezzi e ribassi generalizzati nelle offerte di maggio.

I commercianti americani hanno dovuto adattarsi rapidamente, tagliando i listini per evitare l’accumulo di scorte vendute e restare competitivi sul mercato interno.

Mercato dei rottami ferrosi - Stati Uniti, USA

Europa tra accumulo precauzionale e strategia difensiva

Nel Regno Unito, così come in altre aree dell’Europa occidentale, il comparto del riciclo dei rottami si trova in una fase di bassa operatività e alta cautela. I flussi in ingresso presso i centri di raccolta risultano instabili, e molti impianti — in particolare quelli di triturazione e selezione — contribuiscono sotto la soglia di efficienza economica.

Le cause sono molteplici:

  • incertezza macroeconomica;
  • difficoltà nel programmare flussi regolari di approvvigionamento;
  • volatilità dei prezzi e politiche commerciali ancora in evoluzione.

In risposta, numerosi operatori europei hanno adottato strategie di accumulo volontario, scommettendo su una futura ripresa dei prezzi. Questa tendenza da un lato mitiga la pressione sulle quotazioni spot, ma dall’altro segnala una mancanza di fiducia nella stabilità del mercato a breve termine.

Mercato dei rottami ferrosi - Europa (UE)

Turchia in fase di raffreddamento, ma l’Asia meridionale sale di tono

Tradizionalmente primo importatore mondiale di rottami, la Turchia ha registrato ad aprile un calo marcato nei prezzi d’importazione, con conseguente riduzione dei volumi acquistati. Questo ridimensionamento ha avuto un effetto domino sui fornitori europei, costretto a cercare mercati alternativi.

La risposta è arrivata sotto forma di riposizionamento logistico: le esportazioni sono state deviate verso India e Pakistan, dove:

  • costi di trasporto containerizzato risultano in rilasciato;
  • interesse dei trasformatori locali per rottami misti e pressati è in aumento;
  • concorrenza turca temporaneamente più debole favorisce l’ingresso di nuovo materiale.

Questo riorientamento ha portato a una regionalizzazione dei mercati dei rottami, con l’emergere di nuove rotte euro-asiatiche e una competizione più frammentata, ma anche più dinamica, tra Europa, Medio Oriente e Asia meridionale.

Mercato dei rottami ferrosi - Turchia

Cina in prima linea: esportazioni record di acciaio e pressioni sui rottami

Nel primo trimestre del 2025, la Cina ha esportato 27,43 milioni di tonnellate di acciaio, toccando il livello più alto dal 2016. Questo boom di export sta riscrivendo gli equilibri regionali, con impatti diretti e indiretti sul mercato dei rottami:

  • i produttori asiatici riducono la produzione elettrica interna, abbassando il fabbisogno di rottame;
  • l’acciaio cinese sostituisce quello domestico nei paesi vicini, deprimendo la domanda di materia prima secondaria;
  • le quotazioni del rottame in Asia orientale subiscono una compressione prolungata, in un contesto di eccesso di offerta e concorrenza crescente.

Questo fenomeno sta mettendo sotto pressione i trasformatori regionali, costretti a ridurre l’input di rottami e a rivedere le proprie strategie di sourcing.

Mercato dei rottami ferrosi - Cina

Taiwan si ristruttura: rottami giù, billette e ghisa in salita

Un caso emblematico di adattamento strategico alle nuove condizioni di mercato è rappresentato da Taiwan, dove i principali produttori siderurgici stanno rivedendo la composizione delle materie prime. Nei primi tre mesi del 2025, si è registrato un calo significativo delle importazioni di rottami, compensato da un aumento dell’utilizzo di:

  • billette di importazione, spesso da Paesi con filiere integrate più stabili;
  • ghisa, come alternativa più controllabile in termini di chimica e logistica;
  • rottami locali, preferiti per la maggiore disponibilità immediata e per i costi inferiori di movimentazione.

Questa ristrutturazione riflette un trend più ampio: ridurre l’esposizione alla volatilità globale dei rottami e puntare su un approvvigionamento più prevedibile per garantire continuità produttiva e stabilità economica.

Mercato dei rottami ferrosi - Taiwan

Giappone in fase di contrazione: tra yen forte e domanda export depressa

Anche il Giappone, uno dei principali esportatori di rottami nella regione asiatica, mostra segnali di difficoltà crescenti. Già da metà aprile 2025, il mercato è entrato in una fase di raffreddamento strutturale, per effetto di una combinazione di fattori:

  • preoccupazioni macroeconomiche globali, che frenano gli investimenti;
  • domanda ridotta dai mercati del Sud-est asiatico, a causa della concorrenza cinese;
  • apprezzamento dello yen, che penalizza la competitività dei rottami nipponici in dollari.

Il risultato è una riduzione significativa delle esportazioni, che ha avuto un effetto domino su tutta la filiera locale del trattamento e della preparazione del rottame.

Gli operatori giapponesi, di fronte a margini compressi e prospettive incerte, preferiscono rinviare le vendite, contribuendo a un clima di attesa e prudenza.

Mercato dei rottami ferrosi - Giappone

Conclusioni: rottami ferrosi globali in fase di transizione multipolare

AI secondo trimestre del 2025 rappresenta per il mercato dei rottami ferrosi una fase di transizione complessa ma strategicamente rilevante. La convergenza tra protezionismo, logistica, tensioni politiche e riconfigurazioni industriali sta ridisegnando gli assetti di potere e le rotte commerciali globali.

I principali segnali di cambiamento includono:

  • ridefinizione degli equilibri tra USA, Messico e Asia;
  • ridimensionamento temporaneo del ruolo della Turchia come hub centrale;
  • ascesa logistica dell’Asia meridionale;
  • espansione cinese come esportatore di acciaio a basso costo;
  • adattamento strategico dei player regionali (come Taiwan e Giappone).

In questo scenario, flessibilità, capacità analitica e rapidità di esecuzione saranno le leve principali per restare competitivi. I trader, i riciclatori e i produttori dovranno saper cogliere segnali deboli, adattarsi alle frammentazioni logistiche e ridefinire i propri canali di fornitura e vendita con una visione multipolare del rischio.

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Articolo a cura di commodityevolution.com, pubblicato il 03/06/2025.

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  • Vista panoramica della miniera di zinco MMG Dugald River nel Queensland australiano, esempio dell'attività mineraria che alimenta la scarsità di concentrati di zinco nel mercato globale

Osservatorio Zinco – Settembre 2026

Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.

  • Nave portacontainer in navigazione sulla rotta Suez, elemento centrale nella struttura settimanale dei noli marittimi

Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026

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Osservatorio Zinco – Luglio 2026

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  • Pila di lingotti di alluminio dalla superficie lucida e metallica, assicurati con cinghie verdi industriali, in luce diurna. Materia prima primaria pronta per la commercializzazione.

Osservatorio Alluminio – Giugno 2026

Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.

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