Andamento dei metalli non ferrosi LME nell’ultimo mese:
tensioni geopolitiche e ombre macroeconomiche
Andamento dei metalli non ferrosi LME nell’ultimo mese: tensioni geopolitiche e ombre macroeconomiche
Negli ultimi trenta giorni i mercati dei metalli non ferrosi scambiati al London Metal Exchange (LME) hanno attraversato una fase di forte volatilità, influenzata da una combinazione di fattori macroeconomici e geopolitici. In particolare, l’imposizione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti ha avuto un impatto evidente sui prezzi, generando nervosismo tra gli investitori e innescando vendite generalizzate.
I sei metalli chiave del LME – alluminio, rame, zinco, stagno, piombo e nichel – hanno reagito in modo diverso agli shock di mercato, riflettendo sia le dinamiche specifiche dell’offerta e della domanda sia le preoccupazioni più ampie sull’evoluzione del commercio globale.


Alluminio: pressioni ribassiste
tra surplus e dazi
Alluminio: pressioni ribassiste tra surplus e dazi
Il prezzo dell’alluminio ha registrato un calo netto, con la media del prezzo cash LME che è scesa da 2.657 USD/tonnellata a marzo a circa 2.314 USD nei primi giorni di aprile. Il ribasso si è intensificato negli ultimi giorni, complice l’imposizione di dazi statunitensi sull’importazione di alluminio dalla Cina e da altri paesi asiatici. I dazi, secondo l’amministrazione Trump, mirano a “proteggere l’industria americana dell’alluminio”, ma gli effetti sui mercati globali sono stati destabilizzanti.
Sul piano dell’offerta, la produzione cinese rimane elevata nonostante le iniziative per razionalizzare la capacità. Il rallentamento della domanda in Europa e negli Stati Uniti, unito alla forza del dollaro, ha aggiunto ulteriore pressione.

Prezzo Alluminio LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero (powered by Commodity Evolution)
Prezzo Alluminio LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero
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Rame: fragilità dei prezzi
nonostante i fondamentali solidi
Rame: fragilità dei prezzi nonostante i fondamentali solidi
Il rame, considerato un barometro dell’economia globale, ha vissuto un mese difficile. Dopo aver raggiunto i massimi pluriennali sopra i 10.160 USD/tonnellata a marzo, il metallo rosso è sceso sotto a 8.200 USD ad aprile. Le vendite si sono intensificate dopo l’annuncio dei dazi USA e delle potenziali ritorsioni cinesi.
Nonostante questo, i fondamentali di lungo periodo restano costruttivi. Secondo Antofagasta, uno dei principali produttori mondiali, la domanda globale di rame sarà sostenuta dalla transizione energetica e dallo sviluppo delle infrastrutture per i veicoli elettrici. Tuttavia, il sentiment a breve termine è dominato dalla paura che una guerra commerciale possa rallentare la crescita industriale globale.

Prezzo Rame LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero (powered by Commodity Evolution)
Prezzo Rame LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero
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Zinco: debolezza persistente
su domanda tiepida
Zinco: debolezza persistente su domanda tiepida
Anche lo zinco ha sofferto nel mese appena trascorso, con una discesa dei prezzi medi da 2.887 USD/tonnellata a circa 2.741 USD. Il metallo, utilizzato principalmente per la galvanizzazione dell’acciaio, risente della debolezza del settore immobiliare cinese, ancora in difficoltà nonostante le misure di stimolo adottate da Pechino.
Le riserve nei magazzini LME si sono mantenute su livelli elevati, segnalando una domanda fiacca. Le preoccupazioni macroeconomiche legate a un rallentamento della produzione industriale globale hanno contribuito a raffreddare ulteriormente l’interesse degli investitori.

Prezzo Zinco LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero (powered by Commodity Evolution)
Prezzo Zinco LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero
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Stagno: rally sui timori di carenza
da Myanmar e Congo
Stagno: rally sui timori di carenza da Myanmar e Congo
Lo stagno è stato l’unico metallo a distinguersi con un rialzo nel periodo analizzato (ultimo mese). Il prezzo LME dello stagno è salito sopra i 38.000 USD/tonnellata, toccando livelli che non si vedevano dal 2022, per poi flettere verso area 32.000 USD/tonnellata. A sostenere questa impennata sono stati fattori legati all’offerta: in Myanmar, le attività estrattive sono state gravemente interrotte a causa dell’instabilità politica e militare, mentre nella Repubblica Democratica del Congo la produzione ha subito ritardi per problematiche logistiche e normative.
Questa combinazione di shock ha ridotto l’offerta globale, spingendo gli operatori a coprire le posizioni corte e ad alimentare una dinamica speculativa. A differenza di altri metalli, lo stagno ha beneficiato di una percezione di scarsità reale, rafforzata dal contesto di incertezza geopolitica.

Prezzo Stagno LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero (powered by Commodity Evolution)
Prezzo Stagno LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero
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Piombo: domanda debole
e fiducia al minimo
Piombo: domanda debole e fiducia al minimo
Il piombo ha continuato a soffrire, scendendo sotto la soglia psicologica dei 2.000 USD/tonnellata. Le ragioni principali risiedono nella domanda contenuta per batterie convenzionali, soprattutto in Cina, dove la transizione verso accumulatori al litio per veicoli elettrici sta rapidamente erodendo la quota di mercato del piombo.
Anche qui i dazi statunitensi hanno aggiunto nervosismo: sebbene il piombo non sia tra i bersagli principali, l’incertezza complessiva ha aumentato la pressione sugli asset industriali. L’inflazione contenuta in Europa e il rallentamento tedesco pesano ulteriormente sulla domanda automobilistica, settore chiave per questo metallo.

Prezzo Piombo LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero (powered by Commodity Evolution)
Prezzo Piombo LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero
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Nichel: sovracapacità indonesiana
e fuga dal rischio
Nichel: sovracapacità indonesiana e fuga dal rischio
Il nichel è scivolato dai 15.700 USD di fine marzo fino a toccare i 14.200 USD nei primi giorni di aprile. Il ribasso è stato innescato principalmente dai timori di eccesso di offerta: l’Indonesia ha aumentato notevolmente la sua capacità produttiva, soprattutto nel segmento del nichel ad alto tenore destinato alle batterie.
La componente speculativa ha acuito la correzione, mentre gli operatori riducevano le esposizioni in vista di una possibile escalation della guerra commerciale USA-Cina. La volatilità nei mercati azionari globali ha accelerato la fuga verso asset più difensivi, penalizzando ulteriormente il nichel.

Prezzo Nichel LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero (powered by Commodity Evolution)
Prezzo Nichel LME 3 mesi $/tonnellata giornaliero
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Tensioni geopolitiche e scenario macroeconomico:
un mix esplosivo
Tensioni geopolitiche e scenario macroeconomico: un mix esplosivo
L’imposizione di dazi da parte dell’amministrazione Trump, tra cui l’inasprimento delle tariffe sulle importazioni cinesi fino al 104%, ha destabilizzato i mercati globali. Pechino ha reagito annunciando contromisure mirate, alimentando i timori di una nuova guerra commerciale.
Parallelamente, diversi indicatori macroeconomici segnalano rallentamenti:
- Produzione industriale tedesca ancora debole, penalizzando la domanda europea di metalli industriali.
- Inflazione statunitense in aumento, costringendo la Federal Reserve a mantenere una politica monetaria più restrittiva, con tassi di interesse elevati che raffreddano gli investimenti.
- Crisi del credito in Cina, dove le banche sono più caute nei finanziamenti a imprese edili e manifatturiere.
In questo contesto, la domanda di metalli industriali potrebbe ridursi nei prossimi mesi, soprattutto in assenza di stimoli fiscali coordinati. Gli investitori guardano con preoccupazione alle prossime mosse delle banche centrali e ai possibili sviluppi sul fronte dei dazi. •
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Articolo a cura di commodityevolution.com, pubblicato il 09/04/2025.
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Osservatorio Zinco – Settembre 2026
Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.
Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026
Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.
Osservatorio Zinco – Luglio 2026
Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.
Osservatorio Alluminio – Giugno 2026
Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.
Osservatorio Rame – Maggio 2026
Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.
Osservatorio Acciaio – Aprile 2026
Il mercato europeo dell'acciaio piatto HRC entra nel mese con prezzi sostenuti intorno a 690–700 €/t, ma la solidità è più apparente che reale. Europa, Stati Uniti e Cina mostrano dinamiche differenti, accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall'offerta e dai costi — regolazione, CBAM, carenza di bramme, logistica — non da una vera espansione della domanda. Il modello CESSI di Commodity Evolution segnala un mercato "Very Tight" a 73,0, con margini produttivi BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Sullo sfondo, i metalli non ferrosi LME confermano un ciclo industriale ancora debole, con rame, stagno e zinco in territorio chiaramente negativo su base mensile.








