Unione Europea e Alluminio Russo:
tra pressioni geopolitiche
e obiettivi climatici

Unione Europea e Alluminio Russo: tra pressioni geopolitiche e obiettivi climatici

Negli ultimi anni, le tensioni geopolitiche hanno trasformato radicalmente l’approccio dell’Unione Europea (UE) alle importazioni di alluminio primario dalla Russia.

Sebbene attualmente non ci siano sanzioni formali sull’alluminio russo, ad eccezione del divieto precedente sull’importazione di fili di alluminio, tubi e fogli, la realtà delle auto-sanzioni da parte degli importatori europei e gli effetti indiretti delle sanzioni secondarie hanno profondamente modificato la dinamica del mercato.

Il Ruolo di Stati Uniti e Regno Unito

Le azioni recenti dei governi di Stati Uniti e Regno Unito hanno avuto un impatto significativo sulla posizione dell’UE riguardo all’importazione di alluminio russo. Nell’aprile 2024, entrambe le nazioni hanno preso provvedimenti decisivi, portando il London Metal Exchange (LME) e il Chicago Metals Exchange (CME) a escludere l’alluminio russo dai loro sistemi di trading.

Questa esclusione segna una tendenza più ampia verso l’isolamento economico della Russia e evidenzia l’influenza crescente delle pressioni internazionali sulle pratiche commerciali.

Il Crollo delle Importazioni di Alluminio Russo nell’UE

Le conseguenze di queste misure sono chiaramente visibili nelle statistiche. La quota dell’alluminio russo sulle importazioni totali dell’UE è scesa drasticamente, passando dal 18% nel 2021 a circa l’8-9% nel 2023.

In termini quantitativi, le importazioni di alluminio russo nell’UE sono calate a 512.122 tonnellate, riflettendo una significativa riduzione della presenza di Mosca nel mercato europeo.

Questo calo delle importazioni si inserisce in un quadro più ampio di contrazione delle relazioni commerciali UE-Russia, ulteriormente aggravato dalle sanzioni economiche già in vigore.

“Sebbene attualmente non ci siano sanzioni formali sull’alluminio russo, ad eccezione del divieto precedente sull’importazione di fili di alluminio, tubi e fogli, la realtà delle auto-sanzioni da parte degli importatori europei e gli effetti indiretti delle sanzioni secondarie hanno profondamente modificato la dinamica del mercato”

Russia vs Mondo – Importazione di alluminio nell’UE, 2019-2023 (in migliaia di tonnellate)

Russia vs Mondo. Importazione di Alluminio nell’UE, 2019-2023 (in migliaia di tonnellate) (powered by Commodity Evolution)

Russia vs Mondo. Importazione di Alluminio nell’UE, 2019-2023
(in migliaia di tonnellate) (powered by Commodity Evolution)

Obiettivi Climatici a Rischio

L’alluminio prodotto in Russia ha un’impronta di carbonio relativamente bassa, circa 2,1 tonnellate di CO2 per tonnellata di alluminio, grazie all’utilizzo di energia idroelettrica.

In confronto, l’alluminio proveniente da Cina e India può avere un’impronta di carbonio compresa tra 15 e 20 tonnellate per tonnellata, ben al di sopra della media globale di 15 tonnellate.

Nel contesto del Green Deal dell’UE e degli obiettivi di raggiungimento delle emissioni nette zero, la rimozione di un’importante fonte di alluminio a basso impatto ambientale potrebbe rendere ancora più difficile il raggiungimento di questi ambiziosi obiettivi.

Il meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera (CBAM), che sarà pienamente implementato nel 2026, potrebbe inoltre paradossalmente penalizzare le importazioni di alluminio ad alta intensità di carbonio, spingendo così l’UE a considerare un possibile compromesso tra sostenibilità ambientale e geopolitica.

Impatto della Russia e del Mercato Globale

Se l’UE dovesse introdurre sanzioni sull’alluminio primario russo, è improbabile che ciò influenzi in modo significativo l’economia russa o il settore dell’alluminio di Mosca. Il principale produttore di alluminio, RUSAL, ha già riallocato gran parte delle sue esportazioni verso la Cina, con un aumento triplicato delle spedizioni negli ultimi tre anni.

Inoltre, la cooperazione tra Russia e Cina nel settore dell’allumina e dell’alluminio sta crescendo, garantendo a Mosca una domanda stabile nonostante le tensioni con l’Occidente.

Dal punto di vista energetico, le sanzioni dell’UE sull’alluminio avranno effetti minimi sull’uso di energia in Russia, dato che la produzione è fortemente basata su fonti idroelettriche (foto sotto: centrale idroelettrica sul Dnieper, Zaporozhye). Anche se il settore globale dell’alluminio ha visto un calo della redditività, le entrate fiscali della Russia provenienti dalla produzione di alluminio rimangono relativamente modeste.

In effetti, qualsiasi aumento dei prezzi dovuto alle sanzioni potrebbe persino avvantaggiare i produttori russi, aumentando le entrate complessive.

Centrale idroelettrica, Dnieper Zaporozhye
Centrale idroelettrica, Dnieper Zaporozhye

Impatto Economico delle Sanzioni sull’Alluminio

Un’eventuale imposizione di sanzioni sull’alluminio russo potrebbe avere conseguenze economiche notevoli per l’UE. Aumenterebbero i prezzi dell’alluminio, con conseguenze negative su molti settori industriali che dipendono fortemente da questo metallo.

Le piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano il 70% del fatturato e il 92% dell’occupazione del settore, sarebbero particolarmente vulnerabili.

L’aumento dei costi e le difficoltà nell’approvvigionamento spingerebbero molte di queste aziende a ricorrere a fornitori di alluminio a maggiore intensità di carbonio, proveniente da paesi come Cina e India, i cui impianti di produzione utilizzano energia da fonti fossili come il carbone.

Sostituzione dell’Alluminio Russo: Una Sfida per l’UE

Sostituire l’alluminio russo, che rappresenta oltre 500.000 tonnellate di fornitura annuale a basso impatto di carbonio, sarà una sfida significativa per i consumatori europei. Le difficoltà di approvvigionamento di alternative sostenibili a breve termine, sommate alle tensioni geopolitiche che complicano le rotte di trasporto (foto in basso: lingotti di alluminio stoccati e pronti per essere imbarcati), aggravano la situazione.

Pertanto, è probabile che l’UE si trovi costretta a importare alluminio da paesi con un impatto climatico maggiore.

Lingotti alluminio pronti per spedizione via mare
Lingotti alluminio pronti per spedizione via mare

Fattori Geopolitici: Le Rotte del Commercio e il Ruolo della Cina

Il fattori geopolitici stanno avendo un impatto sempre più grande sulle catene di approvvigionamento globali. Le interruzioni nel Mar Rosso e in altre aree critiche stanno spingendo gli esportatori a trovare rotte alternative, più lunghe e più costose, per raggiungere il mercato europeo.

Questo fattore aumenta i costi per i consumatori europei di alluminio, soprattutto in considerazione del fatto che l’UE dipende dalle importazioni per circa il 90% del suo fabbisogno di alluminio primario.

Allo stesso tempo, la Cina potrebbe approfittare della maggiore disponibilità di alluminio russo a basso impatto ambientale per consolidare i propri obiettivi di riduzione del carbonio e aumentare le esportazioni globali di prodotti in alluminio, inclusi quelli destinati all’UE.

Pressioni Politiche e Lobby

L’UE si trova ora di fronte a crescenti richieste da parte di gruppi di pressione, lobby industriali e politici di vari Stati membri affinché vengano introdotte sanzioni sull’alluminio russo nel prossimo pacchetto di sanzioni.

Tuttavia, l’Unione si trova in un momento di forte divisione interna su questa questione. Paesi come Polonia, Lettonia, Lituania ed Estonia spingono attivamente per sanzioni più severe, mentre le grandi nazioni industriali come Francia, Germania e Italia adottano un approccio più cauto.

Questi ultimi riconoscono il valore strategico dell’alluminio russo, in quanto la sua produzione, grazie all’utilizzo di energia idroelettrica, contribuisce a mantenere basso l’impatto ambientale complessivo dell’alluminio utilizzato nell’UE.

Cosa aspettarsi
sul Fronte Tecnico

Cosa aspettarsi sul Fronte Tecnico

Il prezzo dell’alluminio sta attualmente seguendo un trend rialzista, posizionandosi intorno a 2.637 $/ton dopo aver registrato un aumento dell’1,25% (10:30 del 01/10/2024). La quotazione si trova all’interno di un canale ascendente ben delineato dai due trendline rossi, con un supporto a circa 2.565 $/ton e una resistenza potenziale a circa 2.908 $/ton.

La media mobile a 50 periodi (SMA) si trova sotto il prezzo corrente, indicando un supporto dinamico a 2.409,50 $/ton. Questo suggerisce che, nel breve termine, il prezzo potrebbe continuare a crescere. La SMA a 200 periodi, più distante, indica un trend rialzista a lungo termine e un supporto di lungo periodo.

Alluminio LME 3 mesi $-tonnellata giornaliero

Prezzo Alluminio LME 3 mesi, $/tonnellata giornaliero (powered by Commodity Evolution)

Prezzo Alluminio LME 3 mesi, $/tonnellata
giornaliero (powered by Commodity Evolution)

Nella prima metà di ottobre, il prezzo potrebbe testare la resistenza vicino a 2.700 $/ton, una zona chiave evidenziata dalla trendline superiore del canale.

L’indicatore MACD mostra una tendenza positiva, con le due linee MACD che si trovano sopra lo zero, segnale di un momentum rialzista. Questo suggerisce che i prezzi potrebbero mantenersi sopra 2.600 $/ton nelle prossime settimane, con la possibilità di raggiungere 2.700 $/ton verso la fine del mese.

Tuttavia, eventuali resistenze psicologiche o eventi macroeconomici potrebbero causare brevi ritirate, riportando i prezzi verso il supporto intermedio a 2.565 $/ton prima di una possibile ripresa.

Depositi LME Alluminio

Depositi LME Alluminio (powered by Commodity Evolution)

Depositi LME Alluminio (powered by Commodity Evolution)

Considerando l’attuale tendenza al ribasso delle scorte di alluminio, è plausibile che nei mesi di ottobre e novembre 2024 le scorte continuino a diminuire, portandosi intorno alle 600-700 mila tonnellate. Questo declino sarà probabilmente determinato da una combinazione di fattori:

  1. Aumento della domanda stagionale. Tradizionalmente, la domanda di alluminio tende ad aumentare verso la fi ne dell’anno, soprattutto nei settori delle costruzioni e delle infrastrutture, che cercano di concludere i progetti prima dell’inverno.
  2. Possibili interruzioni della catena di approvvigionamento. La crescita della domanda potrebbe essere accompagnata da problemi logistici o di trasporto, che limiterebbero ulteriormente l’off erta disponibile sul mercato.
Depositi LME Alluminio Russo in percentuale sul totale LME

Depositi LME Alluminio Russo in percentuale sul totale LME (powered by Commodity Evolution)

Depositi LME Alluminio Russo in percentuale
sul totale LME (powered by Commodity Evolution)

Il grafico ci offre uno spaccato interessante sull’evoluzione dei depositi di alluminio russo nei magazzini LME. In un contesto di incertezza geopolitica e di fluttuazioni della domanda globale, i magazzini fungono da barometro per misurare lo stato di salute del mercato dell’alluminio.

Dopo un massimo raggiunto a marzo (91,14%), i depositi di alluminio russi sono crollati a maggio al 41,79%, per poi riprendere lentamente a risalire fino al 67,29% di agosto.

Depositi LME Alluminio India in percentuale sul totale LME

Depositi LME Alluminio Indiano in percentuale sul totale LME (powered by Commodity Evolution)

Depositi LME Alluminio Indiano in percentuale
sul totale LME (powered by Commodity Evolution)

Il crollo dei depositi russi a maggio sono stati rimpiazzati da quelli indiani, che hanno successivamente lasciato spazio nuovamente alla ripresa dei flussi di Mosca.

COT Report - Alluminio LME

COT Report – Alluminio LME (powered by Commodity Evolution)

COT Report – Alluminio LME (powered by Commodity Evolution)

L’analisi delle posizioni speculative sull’alluminio LME offre una visione chiara delle aspettative del mercato per il prossimo futuro.

Per il mese di ottobre 2024, si prevede un incremento delle posizioni di acquisto, in risposta a una combinazione di fattori macroeconomici positivi e una maggiore fiducia nel mercato globale delle materie prime.

Tuttavia, persistono dei rischi legati alle dinamiche geopolitiche e alla volatilità valutaria, che potrebbero alimentare posizioni di vendita speculative.

Le posizioni speculative di acquisto potrebbero registrare un incremento significativo a ottobre 2024, raggiungendo un nuovo massimo. Diversi elementi sostengono questa ipotesi:

  • Ripresa economica globale. Se le proiezioni macroeconomiche continueranno a indicare una crescita moderata, gli speculatori potrebbero assumere una posizione più ottimista, scommettendo su un aumento del prezzo dell’alluminio.
  • Supporto dai prezzi dell’energia. I prezzi energetici più stabili, soprattutto per quanto riguarda il gas naturale e l’elettricità, contribuiranno a ridurre i costi di produzione dell’alluminio, rafforzando le aspettative rialziste degli investitori.
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Articolo a cura di commodityevolution.com, pubblicato il 28/6/2024.

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