La produzione globale di Zinco
continua a calare:
la stretta delle materie prime e
le implicazioni per il mercato
La produzione globale di Zinco continua a calare: la stretta delle materie prime e le implicazioni per il mercato
La produzione globale di zinco minerario continua a scendere, e la compressione delle materie prime inizia a farsi sentire, soprattutto in Cina.
All’inizio di questo mese, un gruppo di 14 fonderie cinesi, che rappresentano circa il 70% della produzione di zinco raffinato del paese, ha concordato di adattare la manutenzione programmata e di posticipare l’attivazione di nuove capacità, nel tentativo di preservare i margini operativi.
Ciò nonostante, resta da vedere quanto impatto avrà questa decisione sui tassi effettivi di produzione. Tali annunci collettivi possono spesso fungere più da segnali di prezzo che da piani d’azione concreti.
Il mercato dello zinco della Shanghai Futures Exchange (ShFE) ha preso nota di questa notizia, con il contratto futures più attivo che è salito del 10% in seguito all’annuncio.
Tuttavia, il problema per i rialzisti dello zinco è che il mercato dello zinco raffinato è ancora in significativo surplus, anche se la catena di approvvigionamento delle materie prime va restringendosi.
La stretta dei Concentrati: un Mercato in difficoltà
Secondo il rapporto di metà anno dell’International Lead and Zinc Study Group (ILZSG), nella prima metà del 2024 la produzione mondiale di zinco minerario è diminuita del 3,4% su base annua. Questa flessione segue una diminuzione del 2,4% nel 2022 e un ulteriore calo del 2,0% nel 2023, delineando un trend negativo per il terzo anno consecutivo.
La Cina, essendo il più grande produttore di zinco raffinato al mondo, è particolarmente esposta a questa carenza di materie prime. La compressione dei concentrati minerari è evidente nel mercato spot cinese, dove le spese di trattamento per i concentrati importati sono scese a un minimo pluriennale di 10 dollari per tonnellata, secondo il fornitore locale di dati Shanghai Metal Market (SMM).
Le spese delle fonderie tendono ad aumentare durante i periodi di abbondante disponibilità e a diminuire durante i periodi di carenza. Le attuali tariffe spot sono ben lontane dai termini di riferimento annuali di 165 dollari per tonnellata concordati all’inizio dell’anno e si trovano ora a livelli non redditizi per molti operatori.
Questo ha comportato una netta riduzione delle importazioni di concentrati. Le spedizioni in entrata sono diminuite del 22% su base annua, raggiungendo 2,1 milioni di tonnellate nei primi sette mesi del 2024. Le importazioni registrate finora quest’anno si trovano al livello più basso dal 2019.
“Secondo il rapporto di metà anno dell’International Lead and Zinc Study Group, nella prima metà del 2024 la produzione mondiale di zinco minerario è diminuita del 3,4% su base annua. Questa flessione segue una diminuzione del 2,4% nel 2022 e un ulteriore calo del 2,0% nel 2023, delineando un trend negativo per il terzo anno consecutivo”
Zinco puro al 99,995 % (a sinistra: frammento cristallino di un lingotto; a destra: dendritico sublimato) e un cubo di zinco da un centimetro cubo per comparazione. [Credit Alchemist-hp (talk) (www.pse-mendelejew.de)Opera propria, FAL, Collegamento]
Zinco puro al 99,995 % (a sinistra: frammento cristallino
di un lingotto; a destra: dendritico sublimato) e un cubo di zinco
da un centimetro cubo per comparazione.
[Credit Alchemist-hp (talk) (www.pse-mendelejew.de),
Opera propria, FAL, Collegamento]
La stretta del Mercato domestico Cinese
La carenza di materie prime ha limitato la produzione delle fonderie cinesi quest’anno, sebbene non in modo drammatico. Secondo le stime di SMM, la produzione primaria di zinco raffinato del paese è diminuita del 2,8% su base annua, attestandosi a 3,67 milioni di tonnellate nel periodo gennaio-luglio, sebbene parte di questo calo sia dovuta a vincoli operativi causati da forti piogge nella provincia di Sichuan.
Le scorte dello ShFE sono scese da un picco di 131.747 tonnellate ad aprile a 84.566 tonnellate, ma sono comunque aumentate di 63.351 tonnellate rispetto all’inizio di gennaio. Le importazioni di metallo raffinato sono aumentate del 37% a 240.500 tonnellate nei primi sette mesi del 2024, ma il ritmo degli arrivi è rallentato drasticamente a sole 18.452 tonnellate a luglio, il numero mensile più basso da maggio dello scorso anno.
Tutti i dati suggeriscono che la compressione continua delle materie prime stia iniziando a stringere il mercato domestico del metallo raffinato.
Tuttavia, lo stesso non si può dire del mercato al di fuori della Cina.
“Tutti i dati suggeriscono che la compressione continua delle materie prime stia iniziando a stringere il mercato domestico cinese del metallo raffinato”
Ottone con Zinco al 40% (CuZn40) in barre piatte disponibili alla vendita, in giacenza nei magazzini di Fratelli Carugo a Cinisello Balsamo (Milano)
Ottone con Zinco al 40% (CuZn40) in barre piatte disponibili alla vendita,
in giacenza nei magazzini di Fratelli Carugo a Cinisello Balsamo (Milano)
Un Mercato Globale ancora in surplus
La produzione globale di zinco raffinato è diminuita solo marginalmente dello 0,1% nella prima metà dell’anno, secondo ILZSG. La minore produzione in Cina è stata compensata dalla riattivazione delle fonderie europee dopo la crisi energetica del 2022-2023.
Glencore ha riattivato la sua fonderia di Nordenham in Germania nel primo trimestre dopo più di un anno di inattività. Anche il produttore belga Nyrstar ha fatto lo stesso a maggio con la sua fonderia olandese di Budel, precedentemente inattiva.
Il mercato globale dello zinco raffinato ha generato un surplus significativo di 228.000 tonnellate nella prima metà del 2024, secondo ILZSG. Gran parte di questo eccesso è finito nei magazzini del London Metal Exchange (LME). Le scorte di zinco del LME, sia registrate che non registrate, sono aumentate di 132.000 tonnellate da gennaio a giugno, e gli spread temporali suggeriscono che c’è potenzialmente più metallo nascosto.
Il periodo di contango cash-to-three-month è stato scambiato in modo confortevole da maggio, con un contango di 50 dollari per tonnellata alla chiusura di giovedì. Mentre i rialzisti dello zinco hanno sfruttato la narrativa della compressione dell’offerta di materie prime, la domanda è rimasta fiacca.
Circa la metà della domanda globale di zinco proviene dal settore delle costruzioni, che è stato particolarmente debole sia in Cina che in Europa. Ciò nondimeno, se il mercato vuole sostenere questo rally, avrà bisogno di notizie migliori dal lato della domanda per completare la sua storia rialzista dell’offerta.
“Nella prima metà del 2024 il mercato globale dello zinco raffinato ha generato 228k ton di surplus, gran parte del quale è finito nei magazzini LME. Le cui scorte -nello stesso periodo- sono aumentate di 132k ton”
Prezzo dello Zinco: cosa aspettarsi
sul fronte tecnico
Prezzo dello Zinco: cosa aspettarsi sul fronte tecnico
Guardando il grafico, è possibile notare come negli ultimi mesi le quotazioni dello zinco 3 mesi $/ton abbiano attraversato diverse fasi. Dopo un picco raggiunto tra giugno e luglio 2024, il prezzo ha subito una correzione significativa, restando di fatto incanalata in un trend discendente all’interno di un canale ribassista delineato dalle due linee verdi nel grafico.
Questo trend ribassista, iniziato a luglio, è stato caratterizzato da massimi decrescenti e minimi sempre più bassi, segno di un progressivo indebolimento della pressione d’acquisto. Tuttavia, nelle ultime settimane, sembra che il prezzo abbia trovato un supporto significativo nella zona tra 2.550 dollari per tonnellata, da cui è partita una reazione al rialzo.
Tale rimbalzo ha favorito la violazione rialzista del limite superiore del canale discendente sopra descritto (2.800 $/ton), inviando nuovi segnali di una potenziale prosecuzione della reazione attualmente in atto.
“Nelle ultime settimane sembra che il prezzo dello Zinco abbia trovato un supporto significativo in zona 2.550 $/ton, dalla quale è partita una reazione al rialzo”

Prezzo Zinco LME 3 mesi, $/tonnellata, giornaliero (Powered by Commodity Evolution)
Prezzo Zinco LME 3 mesi, $/tonnellata, giornaliero (Powered by Commodity Evolution)
Gli indicatori tecnici visibili sul grafico, come il MACD (Moving Average Convergence Divergence), suggeriscono un potenziale cambio di tendenza.
Dopo un periodo prolungato in territorio negativo, il MACD ha attraversato la sua linea di segnale verso l’alto, un segnale generalmente considerato bullish. Questo crossover indica un possibile incremento della pressione d’acquisto nel breve termine, potenzialmente capace di sostenere un ulteriore rialzo dei prezzi.
Una zona critica di resistenza si trova intorno ai 2.950 dollari per tonnellata, livello che il prezzo ha recentemente testato ma non è riuscito a superare in modo convincente, chiudendo leggermente al di sotto di esso.
Questo livello rappresenta una barriera psicologica importante; una rottura al di sopra di questo punto potrebbe segnalare la fine del trend ribassista e l’inizio di una nuova fase di crescita.
La tendenza delle scorte disponibili all’LME mostra una leggera flessione negli ultimi mesi, indicando che i depositi potrebbero aver raggiunto un punto di saturazione o che la domanda di zinco stia lentamente riprendendo, riducendo le scorte disponibili.
Nel mese di settembre è probabile che i depositi di zinco continuino a diminuire leggermente, riflettendo una ripresa moderata della domanda da parte delle industrie chiave, come quella dell’acciaio e dell’automotive.
Tuttavia, la riduzione potrebbe essere lenta, dato l’elevato livello di scorte attualmente disponibili.

Zinco: depositi LME (Powered by Commodity Evolution)
Zinco: depositi LME (Powered by Commodity Evolution)

Zinco: depositi Spagna presso LME (Powered by Commodity Evolution)
Zinco: depositi Spagna presso LME (Powered by Commodity Evolution)
Lo zinco “marchiato” Spagna è il più presente nei magazzini ufficiali LME, con una crescita nel mese di luglio a 36,69% sul totale globale rispetto al 32,75% del mese di giugno.
Seguono India 61025, Australia 19200, Brasile 10675, Perù 8450, Corea del Sud 7350, Belgio 7325, Finlandia 7100, Messico 4925, Norvegia 4900, Olanda 3225, Cina 25.

Zinco: percentuale depositi Spagna sul totale LME (Powered by Commodity Evolution)
Zinco: percentuale depositi Spagna sul totale LME (Powered by Commodity Evolution)
La tenuta del supporto a 2.800 $/ton confermerebbe la potenziale prosecuzione del rialzo, inviando nuovi segnali per il raggiungimento del target in zona 3.100 $/ton.

Prezzo Zinco LME (con previsione) 3 mesi, $/tonnellata giornaliero (Powered by Commodity Evolution)
Prezzo Zinco LME (con previsione) 3 mesi, $/tonnellata giornaliero (Powered by Commodity Evolution)
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Articolo a cura di commodityevolution.com, pubblicato il 06/09/2024.
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Osservatorio Zinco – Settembre 2026
Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.
Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026
Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.
Osservatorio Zinco – Luglio 2026
Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.
Osservatorio Alluminio – Giugno 2026
Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.
Osservatorio Rame – Maggio 2026
Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.
Osservatorio Acciaio – Aprile 2026
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