Mercato Energia: i rischi di approvvigionamento
spingono al rialzo il gas europeo
Mercato energia: i rischi di approvvigionamento spingono al rialzo il gas europeo
I prezzi del gas naturale europeo hanno recentemente raggiunto il livello più alto dal mese di gennaio, con il TTF che ha visto un incremento del 4,2% portandosi a quasi 34,76 euro/MWh.
Questo aumento è stato principalmente causato dall’avvertimento della compagnia energetica austriaca OMV riguardo al rischio di interruzione dei flussi di gasdotti russi verso l’Austria.
La preoccupazione deriva da una sentenza del tribunale che potrebbe bloccare il pagamento del gas naturale fornito dalla russa Gazprom Export. Tuttavia, non è ancora chiaro se questa sentenza verrà effettivamente applicata.
La fornitura a rischio ammonta a 6 miliardi di metri cubi all’anno, forniti da Gazprom in base a un contratto a lungo termine con OMV per la consegna in Austria.
Attualmente, l’Austria dipende fortemente dal gas russo, con il 93% delle sue importazioni di gas provenienti dalla Russia a marzo. Sebbene una possibile interruzione potrebbe causare un irrigidimento localizzato del mercato del gas, l’Europa nel suo complesso dovrebbe riuscire a gestire la situazione.
I dati più recenti mostrano che i fondi di investimento hanno ridotto i loro long netti in TTF di 11,66 milioni di contratti nell’ultima settimana, portandoli a 91,55 milioni di contratti al 17 maggio, segnando il primo calo dall’inizio di aprile.
“L’Austria dipende fortemente dal gas russo, che rappresenta il 93% delle importazioni di marzo. Una possibile interruzione potrebbe causare un irrigidimento localizzato del mercato del gas, ma l’Europa dovrebbe riuscire a gestire la situazione”

Gas Naturale Dutch TTF $/MWh VS WTI $/Barile (powered by Commodity Evolution)
Gas Naturale Dutch TTF $/MWh VS WTI $/Barile (powered by Commodity Evolution)
Parallelamente, il mercato petrolifero ha subito una pressione al ribasso. Il Brent dell’ICE è sceso di poco più dell’1%, chiudendo sotto gli 82 dollari al barile, il livello più basso da febbraio. Questo movimento al ribasso è parte di un più ampio fenomeno di avversione al rischio, alimentato dai verbali della Fed che indicano una politica monetaria più rigida a lungo termine. La debolezza dei prezzi del petrolio aumenta la probabilità che i membri dell’OPEC+ possano estendere i tagli volontari all’offerta nella seconda metà dell’anno.
I dati dell’EIA mostrano che le scorte commerciali di greggio negli Stati Uniti sono aumentate di 1,83 milioni di barili, mentre le scorte di greggio a Cushing sono aumentate di 1,33 milioni di barili. Per quanto riguarda i prodotti raffinati, le scorte di benzina sono diminuite di 945 mila barili, mentre quelle di distillati sono aumentate di 379mila barili. Il calo delle scorte di benzina è avvenuto nonostante un aumento del tasso di utilizzo delle raffinerie, che ha raggiunto il 91,7%.
La domanda implicita di benzina è aumentata di 440 mila barili al giorno su base annua, una tendenza che dovrebbe continuare con l’avvicinarsi della stagione di guida.
“Il movimento al ribasso del mercato petrolifero è parte di un più ampio fenomeno di avversione al rischio, alimentato dai verbali della Fed che indicano una politica monetaria più rigida a lungo termine”
Cala la produzione globale
di acciaio
Cala la produzione globale di acciaio
I prezzi dei metalli sono stati sotto pressione, complice il movimento di riduzione del rischio a seguito dei verbali della Fed. Inoltre, la recente forza dei prezzi dei metalli, in particolare del rame, si sta allontanando dai fondamentali a breve termine, portando gli speculatori a prendere profitto.
Secondo gli ultimi dati della World Steel Association, la produzione globale di acciaio è calata del 5% su base annua, attestandosi a 155,7 milioni di tonnellate nel mese di aprile.
Questo declino è attribuibile alla riduzione della produzione da parte dei principali produttori come Cina, Giappone, Russia e Corea del Sud.
Nei primi quattro mesi dell’anno, la produzione globale di acciaio è scesa di quasi l’1% su base annua, raggiungendo 625,4 milioni di tonnellate.
In particolare, la produzione siderurgica cinese è diminuita del 7,2% su base annua a 85,9 milioni di tonnellate, mentre la produzione cumulativa è scesa del 3% su base annua a 343,7 milioni di tonnellate.
La produzione in Corea del Sud, Russia e Giappone ha subito diminuzioni rispettivamente del 10,4%, 5,7% e 2,5% su base annua.
Produzione di acciaio in Italia
Ad aprile, la produzione italiana di acciaio ha registrato un calo del 10,6% su base annua, attestandosi a 1,7 milioni di tonnellate. Nei primi quattro mesi dell’anno, la produzione è scesa del 6% su base annua, raggiungendo 7,1 milioni di tonnellate.
La diminuzione ha riguardato sia i prodotti lunghi (-5,0%) sia i prodotti piani (-13,7%). Complessivamente, la produzione di lunghi si è attestata a 4,1 milioni di tonnellate, in calo del 2,1% su base annua, mentre quella di piani è scesa a 3 milioni di tonnellate, registrando un calo del 9,9%.
| MESE 2024 | MLN TON | VAR ANNUA (%) | CUMULATA | VAR ANNUA (%) |
| Gennaio | 1,650 | 0,059 | 1,650 | 0,062 |
| Febbraio | 1,823 | -0,039 | 3,473 | 0,007 |
| Marzo | 1,914 | -0,126 | 5,388 | -0,045 |
| Aprile | 1,702 | -0,106 | 7,090 | -0,060 |
Acciaio HRC: prezzi fermi in Europa. La domanda debole non stimola rimbalzi
Il mercato europeo dei coils laminati a caldo (HRC) è in una fase di stallo. Nonostante le aspettative di una ripresa dei prezzi, la domanda insufficiente ha mantenuto i prezzi stabili il 23 maggio. Questo fenomeno è osservabile non solo in una stagnazione generale dei prezzi, ma anche nella difficoltà degli acquirenti e dei venditori di raggiungere un accordo che soddisfi entrambe le parti.
La calma del mercato europeo
Giovedì, il mercato europeo dei coils laminati a caldo ha mostrato una calma insolita. La consapevolezza che i prezzi avessero toccato il fondo non è stata sufficiente a generare un nuovo slancio rialzista. I prezzi dell’HRC sono rimasti stabili nelle ultime tre o quattro settimane.
I tentativi delle acciaierie di ottenere valori più alti sono falliti perché la domanda non c’è e il mercato è sovraccarico.
Gli stabilimenti, infatti, sono restii ad abbassare ulteriormente i prezzi, in vista delle trattative per i contratti a lungo termine con i clienti del settore automobilistico per la seconda metà del 2024. Questo atteggiamento prudente riflette una strategia di mantenimento del valore per non compromettere future negoziazioni.
Valori di scambio e stime di mercato
Nel Nord Europa, il Coils Laminati A Caldo HRC – Nord Europa si attesta in area 630 euro/ton, in linea con la chiusura del giorno precedente. Questo si contrappone alle offerte per consegne a giugno-luglio che si aggiravano tra i 640 e i 670 euro per tonnellata franco fabbrica.
Stagnazione anche in Italia
Anche i prezzi degli HRC sul mercato italiano sono rimasti stabili, con transazioni segnalate a 660 euro per tonnellata franco fabbrica. Le offerte iniziali di 670 euro per tonnellata non hanno trovato riscontro tra gli acquirenti, considerandole impraticabili.
L’inversione di tendenza è fallita. I prezzi hanno smesso di scendere e tendono a stabilizzarsi nelle ultime settimane, ma non c’è stato alcun rimbalzo importante. I distributori e i centri di servizi siderurgici, nel frattempo, faticano ad aumentare i prezzi a valle in un contesto di scarsa domanda da parte degli utilizzatori finali.
Prospettive di Importazione
Le offerte di importazione sono rimaste sostanzialmente invariate, con l’HRC spedito dal Vietnam disponibile a 542 euro per tonnellata.
Tuttavia, non tutte le fonti hanno confermato la disponibilità del prezzo più basso.
Analogamente, l’HRC dall’India è stato offerto a 611 euro per tonnellata, mentre le offerte da Taiwan, Giappone e Corea del Sud si attestano tra i 600 e i 620 euro per tonnellata CFR per le spedizioni di luglio-agosto.
Gli acquirenti europei sperano in prezzi di importazione più bassi, attorno ai 550-560 euro per tonnellata CFR, un livello attualmente non accettabile per i fornitori d’oltreoceano.
In conclusione, il mercato europeo dei coils laminati a caldo rimane in una situazione di stallo, senza segnali di un imminente rimbalzo dei prezzi. La domanda insufficiente e l’abbondanza di offerta mantengono il mercato in uno stato di equilibrio precario.
La stabilità dei prezzi potrebbe durare fino a quando non ci sarà un aumento significativo della domanda o un aggiustamento nelle strategie dei produttori e degli acquirenti. Per ora, l’attesa di una ripresa continua.
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Articolo a cura di commodityevolution.com, pubblicato il 28/5/2024.
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Osservatorio Zinco – Settembre 2026
Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.
Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026
Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.
Osservatorio Zinco – Luglio 2026
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Osservatorio Alluminio – Giugno 2026
Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.
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