Produzione e vendita stagno: Yunnan Tin registra un nuovo record di profitti
Yunnan Tin Company (YTC), maggiore produttore ed esportatore di stagno in Cina e nel mondo, ha registrato profitti record nella prima metà del 2021 grazie ai prezzi dei metalli di base e all’aumento della produzione.
Molti paesi stanno investendo in infrastrutture per rilanciare le economie dopo dagli impatti della pandemia e il prezzo di molti metalli ha raggiunto livelli molto alti. Essendo uno dei principali produttori di stagno, oltre a rame, zinco e altri sottoprodotti, YTC si è trovata in una buona posizione per trarre vantaggio da tale situazione di mercato.
Con le infezioni da COVID estremamente basse in Cina, l’azienda è stata in grado di riprendersi rispetto al 2020. YTC ha prodotto circa 43.200 tonnellate di stagno (lingotti e sottoprodotti) nel primo semestre, con un incremento del 25,5%. La produzione di rame e zinco è aumentata rispettivamente del 26,1% e dell’11,1%.
Oltre al miglioramento della produzione, anche le vendite sono aumentate nella prima metà del 2021 rispetto a un anno fa. Le vendite di lingotti di stagno sono aumentate del 59% su base annua, con catodi di rame e lingotti di zinco rispettivamente del 17,1% e dell’8%.
Inoltre, YTC produce anche alcuni prodotti contenenti stagno di fascia media. Le vendite di stagno per saldatura e prodotti chimici sono migliorate rispettivamente del 21% e del 12%, poiché le aziende che utilizzano lo stagno più a valle hanno cercato di aumentare la propria attività.
Questi miglioramenti su tutta la linea si sono combinati per dare a YTC un utile netto attribuibile di 960 milioni di RMB. Ciò rappresenta un aumento del 375% rispetto allo scorso anno ed è un nuovo record per l’azienda.
YTC ha terminato la manutenzione della sua fonderia principale, iniziata il 28 giugno. I lavori, durati 45 giorni, sono stati completati nei tempi previsti e la produzione è stata riavviata.
“Miglioramenti su tutta la linea si sono combinati per dare a YTC un utile netto attribuibile di 960 milioni di RMB: un aumento del 375% rispetto al 2020, e nuovo record per l’azienda.”
Importazioni/esportazioni stagno Cina
Fase di assestamento per le importazioni cinesi di stagno nel mese di luglio.
Per quanto riguarda le esportazioni, il mese di luglio è stato caratterizzato da una risalita del 26% su base mensile mentre su base annua si evidenzia una performance del +694%.
La Cina resiste come fornitore di ultima istanza: il paese è risultato esportatore netto di stagno raffinato anche nel mese di luglio.
Se osserviamo le esportazioni su base cumulata (da gennaio a luglio 2021) queste hanno superato tutti i livelli precedenti, con un valore di esportazioni cumulate nei prime sette mesi di 335 mln di $.
Le importazioni cumulate da gennaio a luglio 2021 continuano a restano al di sotto delle cumulate dell’anno 2020.
Andamento quotazione stagno: flessione (agosto) e reazione (settembre)
Nel mese di agosto, per via delle chiusure per la pausa estiva, con minori volumi di contrattazione, si sono verifica decise flessioni dei prezzi. In effetti i prezzi hanno stornato in maniera decisa, scendendo ad un minimo a 31150 $/ton – 20 agosto. La successiva reazione potrà potenzialmente proseguire anche per la prima parte del mese di settembre, con prime conferme sopra area 34000 $/ton, in possibile allungo in direzione dei successivi obiettivi posti in zona 35000 $/ton e 36000 $/ton, livello di prezzo da tenere sotto controllo.
Anche in questo caso, la correzione dei prezzi ha raggiunto area 28000 €/ton (poco sotto area 28500 €/ton). Per il mese di settembre, l’attuale risalita dei prezzi potrà raggiungere i primi obiettivi verso zona 30200 €/ton 30500 €/ton, in coerenza con l’attuale recupero delle quotazioni espresse in $.
In calo del 32% rispetto alla chiusura di luglio per i depositi dello stagno detenuti nei magazzini Lme (1555 tons), di cui 675 tons sono i contratti chiusi destinati al carico fisico con 880 tons di contratti ancora aperti e disponibili nei magazzini certificati.

Articolo a cura di commodityevolution.com, pubblicato il 23/08/2021.
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Osservatorio Zinco – Settembre 2026
Lo zinco è l'unico metallo LME a rafforzarsi su tutti gli orizzonti anche in euro, con un +6,50% mensile in un comparto per il resto invariato in dollari e in calo in valuta europea. Il paradosso del mercato è chiaro: domanda debole e offerta scarsa convivono nello stesso momento, tenendo i premi sui massimi. In Cina i treatment charges sui concentrati scendono a -90/-130 $/t, segnale che le fonderie pagano ormai i produttori minerari per assicurarsi la materia prima. In Europa Rotterdam e Anversa mantengono premi FCA a 300-330 $/t nonostante l'inattività estiva. Il quarto trimestre sarà il vero test: se la domanda tornerà a crescere in presenza di concentrati ancora scarsi, l'area dei 4.000 $/t diventa un obiettivo tecnicamente raggiungibile.
Osservatorio Siderurgico – Agosto 2026
Il commercio internazionale del rottame siderurgico ha ritrovato slancio nella settimana conclusa il 24 luglio, grazie a otto carichi oceanici prenotati dalle acciaierie turche da Stati Uniti, area baltica, Europa continentale e Regno Unito. La ripresa, tuttavia, è concentrata sulle rotte atlantiche: Vietnam e Taiwan restano bloccati dalla debolezza dell'edilizia e da un cambio sfavorevole, mentre l'India mantiene la propria flessibilità grazie alla disponibilità domestica di ferro spugnoso. I prezzi CFR non hanno ancora sviluppato un vero slancio rialzista e parte degli aumenti dipende dai noli, non dal valore intrinseco del rottame. La qualità della ripresa dipenderà dalla capacità della domanda siderurgica di sostenere i nuovi livelli.
Osservatorio Zinco – Luglio 2026
Il mercato globale dello zinco entra nella pausa estiva con quotazioni fisiche stabili solo in apparenza. In Cina, l’arbitraggio negativo continua a bloccare le importazioni nonostante scorte bonded molto ridotte. In Europa, la debolezza stagionale della domanda comprime la parte alta dei premi, mentre gli operatori valutano possibili flussi alternativi dall’Asia. Negli Stati Uniti, il Midwest resta fermo in un mercato quasi privo di attività. Lo speciale analizza premi fisici, logistica, disponibilità di metallo raffinato e scenari LME per agosto 2026.
Osservatorio Alluminio – Giugno 2026
Il mercato europeo dell'alluminio entra a giugno 2026 in una fase di forte tensione strutturale, dove il principale sostegno ai premi non arriva da una domanda eccezionalmente forte, ma dalla crescente difficoltà di reperire metallo disponibile. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente comprimono l'offerta sia nel mercato duty-paid sia in quello duty-unpaid, mentre la backwardation LME spinge gli operatori a strategie divergenti sulla gestione degli stock. Origini alternative come Angola, India e Indonesia non offrono soluzioni perfette: tra mancata registrazione LME e intensità carbonica problematica per il CBAM, l'Europa si trova costretta a competere globalmente con Stati Uniti e Asia per ogni tonnellata. Il rialzo dei billet 6063 dimostra che la tensione si sta trasferendo anche a valle, mentre il replacement cost elevato impedisce una correzione significativa dei premi. Sul fronte tecnico, l'alluminio LME si presenta a giugno 2026 vicino ai massimi recenti in area 3.700 $/t in dollari e oltre i 3.100 €/t in euro, con range attesi rispettivamente di 3.550–3.800 $/t e 3.050–3.250 €/t. Ne emerge il quadro di un mercato sostenuto più dalla scarsità che dall'euforia della domanda.
Osservatorio Rame – Maggio 2026
Il mercato del rame entra in maggio in una fase di rimbalzo tecnico, ma le fragilità strutturali restano intatte. Offerta compressa dalla carenza di acido solforico, treatment charges in territorio negativo e costi energetici in crescita su tutta la filiera si scontrano con una domanda globale debole e opportunistica, che in Asia acquista solo quando i prezzi scendono. Il rame LME consolida sopra 13.000 $/t dopo il ribasso di marzo-aprile, ma la resistenza chiave a 13.200–13.500 $/t non è ancora stata superata. Maggio sarà un mese di verifica: la soglia dei 13.500 $/t dirà se il rimbalzo è strutturale o solo tecnico.
Osservatorio Acciaio – Aprile 2026
Il mercato europeo dell'acciaio piatto HRC entra nel mese con prezzi sostenuti intorno a 690–700 €/t, ma la solidità è più apparente che reale. Europa, Stati Uniti e Cina mostrano dinamiche differenti, accomunate da un elemento chiave: la tensione deriva dall'offerta e dai costi — regolazione, CBAM, carenza di bramme, logistica — non da una vera espansione della domanda. Il modello CESSI di Commodity Evolution segnala un mercato "Very Tight" a 73,0, con margini produttivi BF ed EAF ai minimi da oltre un anno. Sullo sfondo, i metalli non ferrosi LME confermano un ciclo industriale ancora debole, con rame, stagno e zinco in territorio chiaramente negativo su base mensile.














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